GP Singapore 2015, il processo alla gara di Marina Bay

Il Gran Premio di Singapore 2015 è stato vinto da Sebastian Vettel. Il processo alla gara con i casi più spinosi emersi durante la gara di Marina Bay.

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    Il Gran Premio di Singapore 2015 è stato dominato dalla Ferrari. Da tanto tempo, forse troppo, non si vedeva la Rossa di Maranello cosi costante durante un intero weekend. Sebastian Vettel è stato l’artefice di questo straordinario successo. Il tedesco ha guidato egregiamente in qualifica conquistando la Pole Position e successivamente ha condotto in porto una gara lunghissima condida da colpi di scena inaspettati come il folle che ha deciso di camminare in pista. Vettel ha mantenuto il self control da grande campione qual è riuscendo a tagliare il traguardo dopo aver condotto la corsa dal primo al 61°giro di Singapore. Sfogliate le pagine per leggere il Processo alla Gara per scoprire i capi d’accusa di questo weekend di gara.

    Mercedes finite?

    ACCUSA: Parlare di ‘fine o chiusura di un ciclo vincente’ pare esagerato ma quello che si evince dopo la notte di Singapore è di una Mercedes in difficoltà. A Monza ci sono stati problemi e il ritiro per Nico Rosberg, a Singapore stesso risultato ma per Lewis Hamilton, due zeri in classifica che fanno sicuramente preoccupare i vertici delle Frecce d’argento. Il motore sta facendo dei capricci inaspettati fino a qualche mese fa e questo potrebbe risultare decisivo da qui a fine stagione.

    DIFESA: Si sapeva fin dal Venerdi che a Singapore la Power Unit della Mercedes non avrebbe fatto la differenza come in altri tracciati. Le Frecce d’Argento, prima del guaio di Hamilton, erano comunque in 4^ e 5^ posizione a breve distanza dal podio. Per la Mercedes può essere stata solo una semplice battuta d’arresto su di un tracciato che per caratteristiche non esaltava le monoposto di Hamilton e Rosberg.

    Rosberg sciupone

    ACCUSA: In molti hanno indicato Lewis Hamilton come il grande sconfitto di Singapore ma a Marina Bay chi ha perso è stato Nico Rosberg. Si perchè il tedesco, ora secondo nel mondiale a -41 dal compagno di box, doveva fare di più nella gara di ieri. La Mercedes non era veloce come al solito ma Rosberg ha fatto una gara anonima. Con Hamilton in pista gli era dietro e senza l’inglese non ha mai spinto o rischiato nulla per cercare di arrivare sul podio. Occasione sprecata.

    DIFESA: Nico Rosberg ha corso a Marina Bay con la calcolatrice in mano. Il tedesco ha preferito portare a casa 12 punti rispetto che rischiare di non conquistarne affatto. La sua Mercedes non garantiva solidità e azzardare avrebbe chiuso definitivamente la sua corsa al titolo. Ora però, a sei gare dal termine, dovrà fare di più se crede realmente di vincere la corona.

    Caso Toro Rosso

    ACCUSA: La fase finale del Gran Premio di Singapore ha visto le due Toro Rosso scatenate nel recuperare posizioni con Max Verstappen davanti a Carlos Sainz. I due giovani piloti sono arrivati negli scarichi della Force India di Perez e hanno battagliato per il 7° posto. Verstappen ci ha provato per diversi giri ma quando ne mancavano un paio alla fine il muretto ha chiesto di lasciare spazio al suo compagno di box. L’olandese ha risposto con un secco ‘No’ e ha chiuso in ottava posizione con Sainz 9°. Chi ha ragione? Da una parte c’è il cuore di Verstappen che ci ha provato in tutti i modi a superare Perez e dopo la rimonta dall’ultimo posto, si è meritato ampiamente di chiudere davanti a Sainz; dall’altra la scuderia che ambiva alla 7^piazza e con le gomme migliori dello spagnolo avrebbe avuto forse più chance di sorpasso. Chi ha sbagliato? entrambi! Si perchè Verstappen non può permettersi a 17anni di non ascoltare i suoi ingegneri rispondendo in questo modo ma dall’altra la Toro Rosso non dovrebbe dare determinati ordini di scuderia considerando anche il fatto che Sainz non aveva mai impensierito lo stesso Verstappen.

    DIFESA: Mascherati oppure no, gli ordini di scuderia esistono da quando è nata la Formula 1. Ogni pilota si sa che corre per sè stesso e non lascerebbe mai il posto senza combattere ma è anche vero che in palio ci sono punti iridati che alla fine dell’anno pesano come macigni nell’economia di una scuderia. I team piccoli vivono sul risultato e un 7° posto è diverso da un ottavo.

    Sicurezza e non solo

    ACCUSA: Come può essere possibile che nel 2015 ci siano ancora invasori di pista? Dov’era la sicurezza e gli steward quando un folle ha deciso di camminare serenamente sull’asfalto di Singapore? Quesiti che non hanno una risposta. Il Gran Premio di Singapore, sotto i riflettori e in un contesto cittadino, è sicuramente spettacolare ma perchè fare un Gran Premio di 61 giri se, per diversi motivi, il rischio di arrivare alle due ore di gara c’è ogni anno? Non basterebbe accorciare la durata o la lunghezza del tracciato? Incredibile poi la decisione di fare un’uscita dai box in curva. Il contatto di Massa e Hulkenberg era evitabile se fossero state fatte delle uscite migliori.

    DIFESA: Difendere tutti i 5 km di un tracciato cittadino non deve essere affatto semplice per gli organizzatori e l’invasore sarà riuscito ad intrufolarsi da qualche spazio non coperto. Singapore è affascinante per i riflettori e la notte che avvolge la pista. Nel suo genere è sicuramente una gara unica.