GP Singapore F1 2013: il Processo al Gran Premio [FOTO]

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    GP Singapore F1 2013: il Processo al Gran Premio [FOTO]

    Amici di derapate.it benvenuti allo spazio dedicato al Processo al Gran Premio di Singapore 2013 di Formula 1. Stavolta è stato il circuito di Marina Bay il teatro dell’evento motoristico più atteso del fine settimana. Nonostante si trattasse di un’ultima spiaggia per la Ferrari, alla fine è stata nuovamente la Red Bull a dominare! Sebastian Vettel, in particolare, è apparso un marziano! A fine corsa, però, anche stavolta sono arrivati dei fischi per lui: giusti o ingiusti? Altro tema della gara riguarda Kimi Raikkonen: eroico nei problemi a salire sul podio o, banalmente, omino fortunato? Chiudiamo, infine, con alcune perplessità sulla tattica usata dalla Ferrari con Felipe Massa.

    CASO 1. Fischi per Vettel: giusti o ingiusti?

    ACCUSA. La Red Bull sa bene che la Formula 1 è prima di tutto un mostruoso veicolo pubblicitario per le sue lattine. Non producono automobili. Almeno per ora. Se ne facciano una ragione. Non possono permettersi, quindi, di vincere in modo antipatico. Ma quello che sta accadendo al marziano Vettel sembra proprio questo. In qualifica snobbano i rivali rinunciando all’ultimo giro secco. In gara prendono tutti in giro andando quasi 3” al giro più forti pur di mettere al sicuro una vittoria che sarebbe comunque arrivata. La perfezione gioca brutti scherzi a livello di opinione pubblica. Non si stupiscano, allora, dei fischi. Soprattutto se, dopo Monza, feudo Ferrari, arrivano pure nel luogo più “marziano” del mondo: Singapore! E si facciano un esame di coscienza!

    DIFESA. Vincere è una colpa? Sì. Lo è sempre stato. Punto. Tutti i più grandi fenomeni sono antipatici. E’ evidente che Vettel e la Red Bull ieri come a Monza e come in tante altre occasioni nelle quali hanno fatto i cannibali non hanno corso contro la Ferrari o contro Alonso ma contro la storia. I numeri che si mettono in archivio servono per restare per sempre sui libri. Non può essere una colpa vincere se si sta parlando di sport! Non ci sono dubbi: sarebbe molto più patetico vedere una Red Bull costretta ad arrancare, nascondendo il proprio reale potenziale, solo perché l’immagine del marchio deve restare “simpatica” anche al popolo degli sconfitti. Suvvia. Onore al merito.

    CASO 2. Raikkonen: pacco o fenomeno?

    ACCUSA. Chi critica Kimi Raikkonen non ne mette in discussione il talento. E’ l’impegno che gli manca. Scarso impegno che gli impedisce di fare vita da atleta. Ed ecco che, vicino ai 35 anni, si trova a combattere con gli acciacchi dell’età. A Singapore ha rischiato di non prendere parte alle qualifiche. In gara è arrivato sul podio senza neppure rendersi conto come. Sicuramente sfruttando a proprio vantaggio la safety car. Un pilota vero, però, con quella Lotus avrebbe chiuso al secondo posto ed avrebbe impensierito Vettel! Se la Ferrari pensa di dare qualche stimolo in più ad Alonso (che c’ha un fisico da atleta olimpico) con un personaggio del genere… sono messi male!

    DIFESA. Siamo alle solite. La realtà a volte sembra un opinione. In verità il problema alla schiena non ha afflitto più di tanto Raikkonen durante la gara e, oggettivamente, il biondo ha tirato fuori il massimo dalla macchina. Essersi fatto trovare pronto di fronte all’imprevisto delle safety car è solo un merito aggiuntivo. Ferito o no, questo ragazzo è costante come pochi. E ignorante da matti! Se non ci fosse, andrebbe inventato.

    CASO 3. Ferrari: facciamoci del male?

    ACCUSA. Dai primi posti dell’ordine di arrivo del Gran Premio di Singapore 2013 di F1 manca Felipe Massa. Il brasiliano poteva starci alla grande. Alla Ferrari sarebbe bastato montargli gomme Medium con la safety car, come fatto con Alonso, per vederlo comodamente al terzo posto! Incredibile tentare di capire come mai non sia stato fatto. Anche l’idea che non fossero sicuri della loro tenuta, doveva portare a mettere le Medium. Per infilare le supersoft ci sarebbe sempre stato il finale di gara a disposizione come hanno fatto gli altri…

    DIFESA. Per quanto sembri assurdo, la strategia delle Ferrari ha senso. Non vi erano certezze sulla tenuta della gomme. Quanto fatto con Alonso è stato più che un azzardo. E’ stata una follia. Vedi cosa è capitato alle McLaren. Lo spagnolo ha messo in piedi semplicemente un mezzo miracolo. Massa sarebbe stato altrettanto capace? Nutriamo qualche perplessità. Quindi, per lui non c’era alcuna possibilità di chiudere la gara meglio di come è realmente andata.