GP Singapore F1 2013, le pagelle di Paolo Zermiani

Le pagelle del Gran Premio di Singapore vedono ancora lui con il massimo dei voti: Sebastian Vettel

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    Poche storie e polemiche da bar: il Gran premio di Singapore 2013 è stata la manifestazione migliore di quanto un progetto, quello della Red Bull, sia superiore agli avversari. I visionari e complottisti staranno lì a cercare il trucco, l’inganno, il dispositivo illegale: la verità è semplicemente un’altra, Sebastian Vettel ha dominato in lungo e in largo con una superiorità imbarazzante. Merito al tedesco e a chi, per l’ennesima stagione, ha sviluppato una monoposto che è il riferimento per tutti gli altri. Già, c’è quella storia delle gomme, cambiate dopo Silverstone… peccato che ieri i 2 secondi e passa che rifilava a Mercedes e Ferrari non avessero proprio nulla a che vedere con le gomme. Tocca assegnare nuovamente voti-fotocopia all’accoppiata probabilmente più antipatica del paddock, ma chi vince, in fondo, ha sempre ragione.

    Vettel, 10

    La partenza? Lenta, lentissima. La celerità nel riprendersi il primato? Istantanea. Il week end di Sebastian Vettel sarebbe stato da 10 e lode senza lo sciagurato start messo in mostra, ma non può intaccare la perfezione assoluta nella guida. Ha rischiato in qualifica, puntando a preservare un set di supermorbide, poi in gara è scappato via a ogni occasione, senza lasciare mai una speranza agli avversari. C’è poco altro da commentare, se non l’augurio che arrivi un progetto 2014 da parte degli altri team in grado di eguagliare quel che farà Newey, sperando in un rimescolamento dettato dal cambio di regolamenti. La speranza è l’ultima a morire.

    Alonso, 9

    Ci sono partenze e partenze… quella del ferrarista è un capolavoro: si fionda come una iena allo spegnersi del semaforo, raddrizza la curva due e punta dritto al tornantino dove gira terzo. Di più non si poteva chiedere, se non una qualifica degna di tale nome, ma il pilota in questo caso non ha colpe. Riesce a scavalcare Rosberg grazie alla strategia e all’ingresso della safety car, conquistando la vittoria tra i “normali”. Il divario resta comunque imbarazzante, perché 32″ in 30 giri non si possono definire altrimenti.

    Raikkonen, 9

    Gran rimonta per Kimi, anche se non nascondiamo come avremmo voluto vedere Grosjean al suo posto. Il francese non ha raccolto quel che meritava a Singapore, bersagliato da guai sin dal venerdì è stato costantemente più veloce del finlandese. Bravo comunque per i dolori alla schiena a rimontare da centro gruppo, confermando la bontà della Lotus su piste dall’elevato carico aerodinamico. Si tiene dietro le Mercedes e arriva a 11 secondi da Alonso: non male.

    Rosberg, 7

    Quasi strappa la pole a Vettel, facendolo tremare ai box. La partenza è perfetta, non altrettanto la staccata alla prima curva, così il sogno di star davanti dura poche centinaia di metri. In Mercedes non sono lesti nel giocare con le strategie e quel che doveva essere un podio sicuro diventa quarta piazza solo grazie al ritiro di Webber.

    Hamilton, 5

    Passa tutto un week end all’ombra di Rosberg e non è propriamente quel che ti aspetti da un fenomeno come l’inglese. Gli arriva in scia sotto la bandiera a scacchi, ma mentre il tedesco provava a seguire Vettel nelle prime fasi di gara, lui era dietro a Webber, Grosjean e Massa: qualcosa non torna.

    Massa, 6

    Complessivamente si prende la sufficienza perché in qualifica riesce a star davanti ad Alonso, seppur di pochi centesimi. Le prime fasi di gara non sono nemmeno da buttare, poi non funziona la strategia per andare fino all’arrivo dopo la safety car, giro 25: la fermata al giro 42 affossa ogni possibilità di lottare per il terzo-quarto posto. Un minuto e 3 secondi in 30 giri sono disarmanti, come tutti gli altri d’altronde.

    Button e Perez, 6

    Una McLaren con segnali flebili di miglioramento porta a punti entrambi i piloti. Niente di eclatante nel settimo e ottavo posto, se non aver tenuto a distanza la Force India.

    Renault, 4

    Problemi d’affidabilità per la Lotus di Grosjean e Webber non sono un bel biglietto da visita. Il motorista francese, che ha confermato il prolungamento di contratto con la Caterham per tre anni a partire dal 2014, dovrà dare risposte al consumo eccessivo d’aria sulla monoposto di Grosjean – fatta rientrare per una ricarica dell’impianto, da mettere in pressione – e soprattutto sul fumo e le fiamme che hanno appiedato Webber. Due ritiri che offuscano il doppio podio Vettel-Raikkonen.