GP Singapore F1 2013, preview: cambia il tracciato e incognita meteo

Il Gran Premio di Singapore 2013 cambia rispetto al passato e si annuncia un week end bagnato: basterà per fermare Vettel?

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    alonso ferrari singapore 2012 f1

    AP/LaPresse

    C’è chi la ricorderà per averci perso un mondiale, chi per aver eseguito ordini come un perfetto idiota, chi per aver deciso di salutare la propria famiglia e passare ad altro. Singapore è ben più di una gara in notturna e, dal 2008, anno del debutto nel calendario, ha regalato sempre spunti interessanti.

    La Singapore di Felipe Massa non sarà certo quella di Sebastian Vettel: il primo ha visto svanire il titolo iridato nel 2008 per un errore ai box, il secondo è reduce da due successi in sequenza e punta a diventare il recordman assoluto. Poi c’è la Singapore dell’allegra compagnia Briatore-Symonds-Piquet, con il brasiliano telecomandato a muro e lui pronto a eseguire l’ordine; diversa dalla Singapore di Lewis Hamilton, una vittoria all’attivo che sarebbero potute essere due, se la McLaren del 2012 – miglior macchina del lotto – non fosse stata anche la più fragile.

    Bastò tanto così per far pendere l’ago della bilancia verso la sfida Mercedes. Che abbia vinto la partita, Gino, è evidente.

    Il week end ruoterà intorno al mercato, ancora una volta, perché la mancanza di alternative e temi di discussione è imbarazzante. Vettel doveva soffrire tra le Ardenne e la Villa Reale, invece, ne è uscito fuori come quello che ha bastonato (ancora una volta) tutti. Ora che si torna su piste da alto carico aerodinamico, pensare di metterne in discussione il dominio è roba da far ridere. Così si parlerà di Raikkonen figliol prodigo che torna a Maranello, della sua convivenza con Alonso, di cosa farà Massa e del perché un Valsecchi già rodato dentro al team non riesca a strappare la chance della vita.

    Singapore sarà tutto questo, sperando che una safety car arrivi a regalare emozioni e alternative a un finale tristemente prevedibile. C’era la McLaren lo scorso anno a tener vivo l’interesse, oggi, quasi tutti sono rivolti al 2014, senza troppa voglia di svenarsi per rincorrere l’irraggiungibile. Resta l’incognita pioggia, praticamente data per certa in tutte le tre giornate: correre di notte e con la pioggia non si è ancora visto in Formula 1.

    Il circuito, due zone Drs

    I 5 chilometri e 65 metri di Singapore non saranno gli stessi affrontati finora. Rettilineo di partenza e subito staccata decisa, si danza in una sinistra-destra-sinistra sfruttando il cordolo prima del tornantino della curva 3. Allungo verso la 5, la celebre destra dove il Kaiser decise di spiccare il volo, ma sul povero Vergne. Via poi sul primo tratto in cui sarà possibile usare il Drs, rettilineo che tira a destra, tante sconnessioni a mettere in difficoltà l’assetto, con la chance di un attacco alla staccata della curva 7, novanta gradi a sinistra seguta da altre due curve con lo stesso angolo. Non si passa, c’è poco da inventarsi.

    Altro allungo ed è qui la novità 2013 di Singapore. Per la gioia di Raikkonen e di tanti che hanno azzardato un po’ troppo alla Singapore Sling, la tagliola sinistra-destra-sinistra è stata sostituita da una curva unica, che proietta verso la chicane 11-12 e il tornantino a sinistra della curva 13: là dove Felipe Massa lo scorso anno ha indossato guanti e casco da rallysta, passando Bruno Senna: un traverso degno della migliore scuola finlandese. Si arriva nel settore che passa sotto il ponte, seguito da due chicane che immettono nel finale: dalla curva 21 al traguardo sarà settore veloce, con il secondo detection point per il tratto di Drs attivabile sul rettilineo di partenza.