GP Singapore F1 2014, Ferrari: safety car nel momento sbagliato

Il Gran premio di Singapore della Ferrari va in archivio con un quarto e un settimo posto

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    F1 GP Singapore 2014, le qualifiche del sabato

    Ragionare con i se e con i ma, roba da bar. Fernando Alonso e la Ferrari hanno provato l’azzardo che non ha pagato, costretti a optare per una strategia che puntasse ad arrivare fino al traguardo con le gomme morbide e sperare che gli altri non riuscissero a fare altrettanto, o che intervenisse un’altra variabile pazza, un’altra safety car. Ci sono corse nelle quali arriva al punto giusto, non è stato il caso del Gran premio di Singapore.

    Quelli bravi diranno che si dovevano montare le gomme morbide nella parte centrale di gara, ma i numeri dicono che c’erano 2 secondi e più di differenza rispetto alle supersoft. Copiare la strategia Red Bull avrebbe forse garantito il podio? Chissà. Si è cercato da un lato l’azzardo e dall’altro l’unica scelta possibile per aspirare a qualcosa di grande.

    «La safety car è arrivata nel giro più sbagliato, dopo che avevamo guadagnato il secondo posto grazie al ritmo della macchina e la strategia. Peccato, è un segnale comunque incoraggiante», dice Andre Stella, ingegnere di pista di Alonso. Fernando ha guidato alla grande, con una partenza perfetta a metà, sporcata da un lungo che l’ha costretto a cedere la posizione a Vettel, bruciato allo spegnimento del semaforo. Poi, il giro superlativo dopo aver anticipato il primo pit e la seconda posizione che si prospettava fino alla bandiera.

    «La safety car è arrivata al momento sbagliato, se non fossimo entrati avremmo dovuto avere 27 secondi su Hamilton: lui ha abbastanza vantaggio per farlo, noi no. La safety car non ci ha aiutato, mettere le morbide forse al secondo stop ci avrebbe permesso di non entrare quando è arrivata», dirà a caldo

    «Ci sono tante cose che cambieresti [dopo la gara], come l’errore alla prima curva. E’ una bella sensazione lottare con quelli davanti e dare tanti secondi a chi era dietro. Siamo stati competitivi e la gomme erano più nuove rispetto alla Red Bull ma è un circuito difficile sul quale sorpassare».

    Complessivamente la Ferrari può andar via da Singapore soddisfatta, specialmente per le prestazioni assolute espresse in qualifica. Sul passo gara, quando Hamilton ha spinto a tutta nel finale era di un altro pianeta, mentre a inizio gara, comunque, Fernando pagava decisamente meno. Quel che mancano, purtroppo, sono i cavalli nella power unit. «E’ stato un week end buono per noi, specialmente per me, in lotta per il podio fino all’ultimo. A volte la SC ti aiuta, altre no».

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    Più in ombra, Kimi Raikkonen. Solo ottavo alla fine: «Sono rimasto bloccato per tutta la gara dietro alle Williams. Non sono riuscito a superarle e quando resti bloccato rovini le gomme, specialmente dopo la safety car è stato difficile riportarle in temperatura e farle funzionare».

    Resta, anche per lui, un sabato convincente, sporcato dal guasto sull’elettronica della power unit: «Miglioriamo di continuo, ieri è andato tutto bene, oggi sono rimasto dietro ed è una delusione».

    Fabiano Polimeni