GP Singapore F1 2015: le Pagelle da 10 a 0!

GP Singapore F1 2015: le Pagelle da 10 a 0!
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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21/09/2015 08:11

    GP Singapore F1 2015: le Pagelle da 10 a 0!

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato alle pagelle del Gran Premio di Singapore 2015 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori della gara di Marina Bay troviamo al primo posto un pilota capace di cancellare, gara dopo gara, ogni dubbio sulle ragioni dei 4 titoli mondiali vinti guidando la Red Bull. Stiamo parlando di Sebastian Vettel che stavolta mette in scena il meglio del suo repertorio. Bene, anzi benissimo, pure Daniel Ricciardo. Drammaticamente male, invece, va al clan Mercedes.

    Sebastian Vettel supera le aspettative trasformando la sua Ferrari in una Red Bull dei tempi d’oro. A Singapore trova sempre il pulsante magico che gli regala mezzo secondo sui rivali. Con Ricciardo sembra quasi giocare al gatto e al topo. Al perfezionismo tedesco si abbina un incredibile rispetto dei programmi fatti addirittura lo scorso gennaio da parte della scuderia di Maranello. Marchionne e Arrivabene avevano promesso una Ferrari più vicina alle Mercedes da Monza in poi. E questo è il risultato. “Proveremo a rendere possibile l’impossibile”, ha sentenziato Vettel pensando al titolo mondiale.

    Ogni tanto ti aspetti di vederlo col muso lungo per come vanno (male) le cose prima delle qualifiche o prima della gara. Ricciardo, invece, tiene alto l’umore. “Anche se dovesse andare peggio, non dimentico che essere in F1 è il mio sogno divenuto realtà”, ha spiegato. Il punto è che questo ragazzo persino troppo alla mano, convince chilometro dopo chilometro di essere un vero vincente. Un campione fatto e pronto per giocarsi il titolo. La Mercedes mostra i propri limiti e oltre quelli è difficile andare. Ma il leader del mondiale, prima del ritiro, è sembrato poter diventare una seria minaccia. Non solo: anche stavolta avrebbe vinto il duello in casa con Rosberg.

    Grande ritmo per entrambi i piloti e grande strategia che permette di rimontare dopo un avvio orribile. La squadra lavora alla grande e ciò consente ad entrambi i giovani piloti di continuare a mettersi in mostra. Verstappen, però, doveva cedere la posizione a Sainz e non l’ha fatto!

    Raikkonen completa la festa della Ferrari sul podio ma resta un po’ di amaro per come non abbia saputo tenere il passo di Vettel e mettere in crisi Ricciardo. Beffato dall’australiano già in qualifica, non ha mai il guizzo per far sperare nella doppietta. Kvyat è quello che più viene penalizzato dalle safety car, perché si presentano nel momento più sbagliato per la sua strategia. Rimasto dietro Mercedes e Williams, non riesce a far valere il suo miglior ritmo per passarle vista l’alta velocità in rettilineo degli avversari. Certo è che perde sin dalle qualifiche il confronto con Ricciardo. Vedi l’8 in pagelle di Hamilton e tira le somme. Chi spera in un mondiale combattuto fino all’ultima gara, forse farebbe meglio a tifare per Vettel. Che la situazione nel lato Rosberg della scuderia sia critica, lo dimostrano alcune indiscrezioni che danno il tedesco vicino all’addio da Brackley in anticipo rispetto alla scadenza del contratto. Saranno solo balle. Ma fino ad ora non si erano mai sentite…

    No caro Max, così non si fa. Sainz ti ha fatto passare ad inizio gara per darti modo di fare la tua strategia al meglio senza ostacolarti. Se 2 safety car ed un suo problema al cambio ti consentono anche di tornargli davanti non vuol dire che ti meriti di tagliare il traguardo prima di lui. E se il team ti chiede di lasciarlo passare, devi eseguire. La storia, poi, ci dirà se questa insubordinazione è figlia di un DNA da cannibale o dell’ingenuità dei 17 anni.

    Singapore era una delle ultime occasioni per fare un buon risultato. In effetti, entrambe le macchine stazionavano ai limiti della zona punti prima del doppio ritiro. Pare si tratti di surriscaldamento del cambio sia per Button che per Alonso. Il nero resta nero in casa McLaren-Honda. Continuano a non tornare i conti quando si presenta la virtual safety car. Il pubblico continua a non capire cosa stia accadendo e, cosa ancor più grave, sembra che lo stesso valga per i piloti che insistono nel girare con ritmi diversi andando a far sballare i distacchi. Tutto ciò è inammissibile visto il livello tecnologico della disciplina. Ritorna l’invasore di pista e si becca sonori fischi non tanto per il gesto, quanto per lo stile. Costui, non l’ha fatto per protestare contro chissà cosa. Non l’ha fatto neppure per far sapere al mondo il suo punto di vista su religione o politica o chissà quale tematica di alto spessore morale. Peggio che mai, il Signor Pedone, non era pure uno di quelli esibizionisti alla “Cavallo Pazzo” (i più giovani lo cerchino su google, please) che si lanciano nel mezzo a rischio della vita. Il Signor invasore era, in verità, un Signor Nessuno che forse ha sbagliato strada cercando la via per i bagni pubblici.

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