GP Singapore F1 2017, la storia: 2008-2016 [FOTO e VIDEO]

Il Gran premio di Singapore di F1 non ha una grande storia dal punto di vista sportivo. Finora sono state disputate solo nove edizioni del GP di Marina Bay.

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    Non ha una storia nobile, né una tradizione da celebrare. Il Gran Premio di Singapore di F1 si ricorderà negli anni – se qualcuno mai lo ricorderà – come la prima gara in notturna della Formula 1. Un primato più da circo equestre che da palcoscenico pregiato dell’automobilismo. E in fondo Singapore e la gara sul tracciato di Marina Bay sono il miglior esempio della strada imboccata dalla massima formula negli ultimi anni: si va a correre dove ci sono soldi, apparente spettacolo – quello da luna park – e un pubblico in grado di poter spendere cifre fuori portata per l’Europa in crisi.

    Sportivamente Singapore, che quest’anno arriva alla nona edizione, non lascia traccia. E’ stato il teatro del vergognoso crash-gate organizzato da Briatore, Symonds e la Renault. CLICCA QUI per seguire LIVE in diretta web la gara del GP Singapore F1 2017 con risultati e classifica.

    Curiosità

    Il Gran Premio di Singapore è stato il teatro del bocchettone rimasto agganciato alla macchina di Felipe Massa, è stato il teatro della battaglia a ruotate, l’ennesima della saga 2011, tra Hamilton e sempre Massa. Ma per chi cerca la storia puramente sportiva, quella delle grandi imprese, prego rivolgersi altrove. Questo GP ha poco storia da offrire, come è normale che sia dopo appena otto stagioni dallo sbarco nel Mondiale del 2008

    2008: esordio col…botto

    Il Gran Premio di Singapore si presenta al mondo con il terzetto Massa, Hamilton, Raikkonen in fuga nei primi giri, finché non accade qualcosa. Un incidente che all’apparenza sembra un comune incidente di gara. Nelson Piquet Jr finisce a muro con la sua Renault, in un punto “strano”: il brasiliano perde la monoposto in uscita di curva, senza che vi fossero particolari difficoltà di aderenza. E’ il giro 15 ed entra la safety car, quel che serviva a Fernando Alonso, partito a metà gruppo per problemi avuti in qualifica. E la safety car, magicamente, arriva. Fernando Alonso entra ai box esattamente nel momento in cui Piquet va a muro…

    Anche Massa come tutti i piloti approfitta della situazione. Sarà un pit-stop che costerà il titolo mondiale a Felipe. Alla ripartenza il bocchettone del rifornimento è ancora attaccato alla Ferrari, che prosegue in corsia box con il tubo attaccato: il brasiliano ripartirà ultimo, perdendo punti vitali per il campionato andati in fumo. Non fu il solo a esser penalizzato Massa, visto che Raikkonen dovette attendere per il rifornimento del compagno di squadra salvo poi ritirarsi a causa di un incidente alla chicane 10.

    La vittoria andrà a Fernando Alonso, davanti a Rosberg e Hamilton.

    Si scoprirà mesi dopo che l’incidente di Nelsinho Piquet era stato organizzato a tavolino da Briatore, Pat Symonds e la Renault. Briatore e Symonds vennero giudicati colpevoli dalla Fia, con una radiazione che venne cancellata nel 2010.

    2009: Hamilton dall’inizio alla fine

    Dominio incontrastato per l’inglese della McLaren nel 2009. Hamilton scatta dalla pole position e gli avversari lo vedranno solo dopo la bandiera a scacchi. C’è un revival dell’anno precedente: Alguersuari emula Massa e ripartendo dai box trascina con sé il bocchettone del rifornimento. Dopo la vittoria del 2008, il Gran Premio di Singapore rappresenterà il primo podio stagionale per Fernando Alonso, terzo dietro a Timo Glock.

    Nella lotta iridata tra le due Brawn GP Button conclude al quinto posto, davanti a Barrichello.

    2010: Il Gran Chelem di Alonso

    Dopo sei anni torna un week end perfetto in Formula 1. Fernando Alonso ottiene pole position, vittoria, giro più veloce in gara e il comando della corsa dall’inizio alla fine.

    La tradizione della safety car a Singapore non scalfirà il dominio dello spagnolo, in lotta per tutta la gara con Sebastian Vettel. Se i giochi per la vittoria sono poco avvincenti, più spettacolare è la battaglia tra Hamilton e Webber, con il pilota della McLaren costretto al ritiro.

    2011: Vettel in carrozza

    Nel 2011 a Singapore Sebastian Vettel gli avversari lo videro in partenza e sul podio. Una gara condotta dall’inizio alla fine senza offrire mai una chance al consistente Jenson Button, secondo con la McLaren, mentre al terzo posto arrivò Webber.

    Per assistere a un po’ di spettacolo si deve pescare nelle retrovie, con Massa e Hamilton all’ennesimo incrocio delle armi. Nel contatto a inizio gara Hamilton deve sostituire il musetto, Massa le gomme per una foratura. Ripartiranno dal fondo e Hamilton concluderà quinto con una rimonta esaltante, mentre Massa nono. Anche Schumacher darà “spettacolo”, volando sulla Sauber di Perez.

    Fuori dal podio Alonso, in lotta con Webber ma costretto a inchinarsi davanti alla superiorità della Red Bull.

    2012: Hamilton tradito dal cambio, Vettel ringrazia

    E’ l’edizione che porterà Lewis Hamilton alla scelta del futuro in Mercedes. L’inglese stampa la pole e conduce autorevolmente fino al 22mo passaggio, quando il cambio lo appieda. Vettel ne approfitta e sigilla la vittoria, nonostante una safety car compatti il gruppo.

    Più vivace il gran premio degli “altri”, con un Massa ultimo al primo giro causa foratura e bravo a rimontare fino all’ottava posizione, con un sorpasso da antologia su Bruno Senna, con la Ferrari di traverso nemmeno fosse sulle stradine del Rally di Montecarlo. Spazio anche per la nobiltà decaduta, quella di Michael Schumacher, che tampona Vergne replicando la scena già vista sempre a Singapore con Perez. La gara si concluderà allo scadere delle 2 ore, con due giri in meno sul programma.

    2013: Vettel è imprendibile

    Rappresenta la gara capolavoro di Sebastian Vettel, quella nella quale ha dimostrato la simbiosi perfetta e unica tra pilota e macchina. Chiudere con 32 secondi su Alonso nonostante una safety car è risultato che fa pensare. Dopo il gran premio, i dubbi di qualcosa di irregolare sulla Red Bull emersero palesi, si parlò di un controllo di trazione gestito attraverso gli scarichi in rilascio e nelle successive accelerazioni: fatto sta che solo Vettel seppe sfruttare il sistema al meglio.

    Pole position al sabato, parte male e perde la leadership al via, salvo riconquistarla alla seconda curva, su Rosberg. Alonso, che partiva settimo, risale in terza piazza e il trenino va avanti così fino al primo pitstop. Ricciardo finisce a muro sotto la tribuna e porta la safety car in pista, che raggruppa il plotone. Vettel non ha problemi a scappare nuovamente e ricostruire il gap su Rosberg. Recupera bene Webber, risalendo posizioni dopo uno start sciagurato, ma sarà costretto al ritiro all’ultimo giro, causa motore out: resterà impresso il passaggio dato da Alonso, con tanto di multa inflitta dalla Federazione, così come i rischi di essere centrato in pieno mentre attraversava la pista a gara finita.

    Raikkonen guadagnerà la terza posizione, passando nel finale Rosberg.

    2014: Hamilton passa in testa

    Nell’edizione 2014 ci fu l’assolo di Lewis Hamilton che rifilò 13” alle due Red Bull di Sebastian Vettel e Daniel Ricciardo. Gara sfortunata quella di Nico Rosberg che, partito dalla seconda posizione in griglia di partenza, ha dovuto subito alzare bandiera bianca per un problema alla sua Mercedes dovendo partire dai box. La rimonta del tedesco si fermò dopo appena tredici giri per un problema di cablaggio. Buona prestazione anche di Fernando Alonso con la Ferrari. Lo spagnolo provò a raggiungere nel finale le due Red Bull ma si dovette accontentare del quarto posto finale. Grazie al successo, Lewis Hamilton superò per soli tre punti il compagno nonchè rivale al titolo Nico Rosberg in classifica iridata.

    2015: l’ultimo acuto Ferrari

    Accade l’impensabile a Singapore. La Mercedes soffre come mai si era visto in due anni di dominio dell’era ibrida turbo. Hamilton è costretto al ritiro e Rosberg non va oltre il quarto posto. I protagonisti sono altri. Le due Ferrari, Vettel scatta dalla pole e fa gara di testa, inseguito da Ricciardo e con Raikkonen ottimo terzo. Gara movimentata dall’ingresso di due safety car, la prima per il contatto tra Hulkenberg e Massa, la seconda per l’invasione di pista di un folle, che si mette a passeggiare come se nulla fosse nella notte di Singapore. Due neutralizzazioni che non intaccano la superiorità Ferrari. Gara da ricordare anche per la rimonta di Verstappen. Resta piantato in griglia al via, riparte dalla pit-lane e, agevolato dalle due safety car, riesce a rientrare in zona punti e chiudere ottavo. Polemiche via radio con il muretto, per non aver rispettato l’ordine di lasciar passare Carlos Sainz nel finale di gara e dargli l’opportunità di attaccare Perez per la settima posizione.

    2016: Rosberg si impone su Ricciardo

    Nico Rosberg parte forte in qualifica e, con un giro perfetto, conquista la Pole Position davanti alla Red Bull di Daniel Ricciardo. Pronti via e Verstappen viene subito superato sia da Sainz che da Hulkenberg, i due si toccano e deve entrare la Safety Car. Alla ripartenza è bravo Rosberg a mandare in temperatura gli pneumatici e allungare sui rivali, mentre Hamilton attacca e mette pressione a Daniel Ricciardo. Le due Mercedes hanno però un problema con i freni e devono diminuire il ritmo-gara. Ricciardo si avvicina a Rosberg, ma non riesce a passarlo nel finale. Hamilton viene invece sorpassato dalla Ferrari di Raikkonen. Il finlandese viene però beffato dall’inglese nel cambio gomme. Sebastian Vettel chiude al quinto posto, davanti a Verstappen, sesto. Vanno a punti anche Alonso, Perez, Kvyat e Magnussen.