GP Singapore F1 2016: le pagelle da 10 a 0!

GP Singapore F1 2016: le pagelle da 10 a 0!
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 04/11/2016 07:01

    GP Singapore F1 2016: le pagelle da 10 a 0!

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nelle pagelle del Gran Premio di Singapore 2016 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori sullo storico circuito di Marina Bay, mettiamo al primo posto Nico Rosberg. L’impresa stavolta non era facile. Non era scontata. Ha regolato Lewis Hamilton sin dal venerdì, lo ha bastonato in qualifica e lo ha annichilito in gara. Ha tenuto testa ad un Ricciardo come al solito concretissimo. Buona prestazione anche per Vettel e Raikkonen mentre la Ferrari resta la solita nota dolente. E stonata.

    Ma chi è? E’ Nico Rosberg, signore e signori. Quello che ha la testa dura. Talmente dura da convincersi di poter scippare il titolo mondiale ad Hamilton contro tutti i pronostici e tutti i pareri. E’ deciso. Cattivo. Concentrato. Freddo. Freddissimo quando nel finale deve gestire un fulmine di nome Ricciardo.

    Sebastian Vettel votato pilota del giorno per la rimonta con pochi precedenti qui a Singapore. Da ultimissimo a quinto grazie ad una strategia decente ma soprattutto grazie a dei bei sorpassi nei momenti decisivi. Perde tempo nel traffico, ovviamente, ma si divincola comunque alla grande. Meritava maggior fortuna. Magari una safety car dopo aver montato l’ultimo treno di Ultrasoft e gli altri erano ancora con le Soft. Giusto per vedere se una volta la sfiga smette di vederci benissimo. Macché.

    Con mia somma tristezza, niente shoey sul podio. In effetti, l’aveva detto: d’ora in poi berrà dalla scarpa solo in caso di vittoria. Ricciardo ci credeva. Aveva chiesto di scommettere su di lui. C’è andato vicino 4 decimi. E’ stato uno dei pochi, assieme alla Red Bull, che ha avuto chiaro sin dall’inizio cosa andava fatto. Ci fosse stato un giro in più, il capolavoro sarebbe stato servito.

    Raikkonen è l’eroe mancato di giornata. Poteva dare un mezzo sorriso ai ferraristi se quel sorpasso ad Hamilton fosse valso il podio. Doveva fare qualcosa di più in qualifica per mettersi lui al posto di Ricciardo. Per sua stessa ammissione, ha sbagliato qualcosa nella Q3. Ogni volta ce n’è una. Fa le spalle larghe nel duello con Verstappen che sa tanto di rivincita. O di vendetta. Chiude ogni spiraglio, arriva ai ferri corti. C’è più rabbia che talento nella manovra. Più disperazione che speranza. Peccato: Kvyat non è un fermo. Forse un talento che avrebbe avuto bisogno di più tempo ma che è ad un passo dal vedersi la carriera cancellata dal tritacarne Red Bull. Quando si entra nel clan, si sa che il rischio è enorme. Per maggiori info, chiedere a gente come Speed, Bourdais, Liuzzi, Buemi, Alguersuari, Vergne, etc. etc. Era atteso un suo casino al via. Mantiene le attese ma, anziché sbullonare qualche Mercedes per facilitare Ricciardo, ad esempio, semina panico tra chi lo segue. Va malissimo a Hulkenberg. Va male anche a lui che esce dalle primissime posizioni e deve reinventarsi la gara facendo i conti con le difficoltà di sorpasso di Marina Bay. Rischia raptus d’ira quando Kvyat gli chiude tutti i pertugi per il sorpasso. Tutto sommato, non perde la dignità. E accumula esperienza buona per crescere. C’è tanto Alonso e poca McLaren nel misero settimo posto di Singapore. Misero fino ad un certo punto, ovviamente, se si pensa da dove erano partiti un anno fa e dove erano a marzo di quest’anno. Se, però, questi continuano a dire che saranno al pari della Ferrari entro fine stagione, forse qualche conto continua a non tornare. Mancano solo 2 mesi. Fate voi. Il Gran Premio di Singapore era segnato di Rosso da quasi un anno. Letteralmente: era la gara su cui si puntava da mesi e settimane per raddrizzare la stagione, pardon renderla meno amara. Invece, va in scena il peggio del peggio: Vettel Ko già sabato durante le qualifiche. Raikkonen inceppato in zona podio a causa di una distrazione tattica poco perdonabile considerando il dispiegamento di forze sul tema tra cervelloni nel retrobox, geni della lampada sul muretto e organizzazione perfetta del remote-garage di Maranello.

    Perde la testa del mondiale. Perde una posizione da Raikkonen commettendo un errore. Ne fa tanti di sbagli nel weekend di Singapore. Hamilton, quello chiamato a riprendersi il carisma del capobranco dopo che Rosberg aveva sparato già due acuti consecutivi. Hamilton, fa la parte del ripetente. Di quello che non ha voglia. Incredibile, vista la posta in palio.

    Sarò un nostalgico. Ma a me Mr. baffone, al secolo Chase Carey, non piace molto. Lo dico a pelle. Ho detestato Ecclestone. Ma gli ho sempre dato merito di aver trovato una più che decente quadratura del cerchio. In un mondo in cui crolla qualunque tipo di gigante, uno che arriva dagli States e che mette le mani sul nostro giocattolo preferito senza conoscerne le vere passioni, la storia, le tradizioni… fa un po’ stringere lo stomaco. Il varano che attraversa la pista del Marina Bay di Singapore nelle prove libere è qualcosa da manicomio. Se avessi 5 dollari, scommetterei che ce l’hanno messo apposta. Per fare un po’ di show in più oltre alle luci artificiali, i palazzi e le prostitute. La storia non è credibile altrimenti. Poi in gara un poveretto commissario di pista viene quasi investito mentre raccoglieva detriti. Se l’è cavata con un mezzo infarto. Un anno fa, invece, fu un mezzo pazzoide kamikaze a farsi una passeggiata durante il Gran Premio…

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