GP Singapore F1 2017, Ferrari affonda a Marina Bay. Arrivabene: “Non è finita, è solo più difficile”

Ferrari perde una chance cruciale in ottica iridata. Vettel e Raikkonen ritirati per l'incidente al via con Verstappen. Mondiale finito?

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    GP Singapore F1 2017, Ferrari affonda a Marina Bay. Arrivabene: “Non è finita, è solo più difficile”

    Le condizioni erano quelle ideali per scrivere una pagina chiave nella storia del mondiale di Formula 1 2017. Il Gran Premio di Singapore si rivela, invece, una disfatta per la Ferrari. La competitività della SF70H vanificata da un episodio, l’incidente in partenza innescato da Verstappen e che ha coinvolto Raikkonen e Ferrari. Piloti convocati dalla direzione gara, che esaminerà il tutto e deciderà eventuali sanzioni. E’ stato un susseguirsi di cambi di traiettoria. Vettel parte male, sceglie di difendere l’interno da Verstappen, appena dietro. Max cerca spazio alla sua sinistra, ma non ne trova perché c’è un Raikkonen partito a fionda e già davanti alla Red Bull, quando è stato toccato sulla posteriore destra dall’anteriore sinistra della Red Bull. E’ il momento destinato a caratterizzare tutto un mondiale.

    Detto come Vettel avesse il diritto di decidere come proteggere la posizione, essendo davanti, avrebbe potuto scegliere un approccio meno azzardato su Verstappen, che si è trovato a sandwich tra le Ferrari e l’unica cosa che avrebbe potuto fare per evitare la carambola sarebbe stato alzare il piede dal gas. Innaturale.

    Può relegarsi a incidente di gara, difficile che la direzione gara individui la responsabilità in capo a un unico pilota. Resta la delusione massima per un’occasione sprecata. Conforta sapere della grande competitività della monoposto, ma in un campionato così tirato, 28 punti di ritardo da Hamilton a sei gare dal termine sono una montagna altissima da scalare. Poche parole dei ferraristi, in attesa dell’incontro in direzione gara: «Non ho molto da dire, credo di aver fatto un partenza nella media, ho visto Max che si stava avvicinando, ho provato a chiudere la porta e subito dopo ho ricevuto un colpo. Ancora non ho visto nulla, soltanto Max negli specchietti, poi all’improvviso Kimi mi ha colpito sul fianco. Non dovrebbero capitare queste cose, la gara continua e noi siamo qui», ha commentato a caldo Vettel. Parole mediamente prudenti, come quelle di Raikkonen. Vedremo come tutt’altro registro abbia utilizzato Verstappen.

    «Non so se Max non mi ha visto, dovete chiederlo a lui. E’ una di quelle cose che capitano, non credo avrei potuto fare niente di diverso per evitare l’incidente, è un peccato. Avevo fatto dei buoni primi 100 metri, però poi la gara è finita lì. Vedremo cosa diranno i commissari, qualunque sia stata la causa o il problema ormai non cambia più nulla», ha aggiunto Raikkonen. A commentare più a lungo l’episodio e la situazione nel campionato Piloti e Costruttori è Maurizio Arrivabene, con una promessa: «Anzitutto lasciatemi dire che siamo molto delusi e dispiaciuti per i nostri tifosi, ovviamente non è il risultato che ci aspettavamo. Quel che possiamo promettere è che non è finita, semplicemente è più difficile, ma non è finita. Siamo tutti qui, la squadra corse, gli uomini a Maranello, della divisione GT: abbiamo il Cavallino sul cuore e lotteremo fino all’ultima gara, all’ultima curva. E’ solo più difficile. Ho trovato molto singolare che i commissari abbiano chiamato prima i nostri piloti, poi con molto ritardo il pilota della Red Bull, vedremo cosa decideranno, siamo sotto investigazione. La macchina è un’ottima macchina, l’abbiamo dimostrato ieri, abbiamo due ottimi piloti e da parte nostra c’è tutta l’intenzione di lottare fino all’ultima gara. Non mi metto a far discussioni da cortile, adesso sentiamo cosa dicono i commissari, poi vedremo. Sebastian la pensa esattamente come la pensiamo noi, la macchina è buona, da parte nostra, dei ragazzi di Maranello, del reparto corse e GT c’è tutta l’intenzione di lavorare insieme e fino alla fine».