Gp Spagna F1 2012, Button: “Non ho aderenza”; Pirelli: “Gare più spettacolari”

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    Jenson Button, McLaren

    Tra i grandi delusi del Gran Premio di Spagna c’è senz’altro Jenson Button. L’inglese ha illuso con il miglior tempo nelle libere del venerdì, salvo poi faticare con le gomme Pirelli, senza trovare il compromesso ideale per qualifiche e gara. E’ sintomatico delle difficoltà di Jenson il fatto che Hamilton gli sia arrivato davanti, nonostante la partenza dal fondo dello schieramento.

    «Ho passato l’intera gara nel traffico, con una Sauber alle spalle che metteva pressione. Non siamo stati sufficientemente veloci ma è qualcosa che devo risolvere da me», la prima analisi di Button. «Devo trovare il set-up che mi si addice, al momento non ho aderenza. Capire perché fossi così lento è più complicato. Solitamente mi prendo cura delle gomme, cosa che non riesco a fare in questo momento. Sto avendo difficoltà con la macchina e non è qualcosa che si può risolvere in una notte, questo è quel che mi preoccupa. Le prime gare erano andate bene, poi il Bahrain e Barcellona: semplicemente non riesco a trovare aderenza e usare le gomme».

    E c’è da dire che la McLaren ha studiato un interessante dispositivo proprio per mantenere nella corretta finestra le temperature d’esercizio delle gomme Pirelli, così sensibili alle variazioni dal range ideale di utilizzo. Per il momento è certa la presenza sul treno posteriore, mentre sembrerebbe che lo stesso sistema ci sia anche per le gomme anteriori. I cestelli che tradizionalmente sigillano gli impianti frenanti, sono stati modificati in modo da poter indirizzare – attraverso delle aperture nella parte superiore – parte del calore sviluppato dai dischi verso la parte interna del cerchio e la gomma. Apertura variabile, visto che solo i meccanici possono intervenire con un richiamo presente all’altezza del bocchettone del rifornimento, durante i pit stop. L’apertura più o meno ampia delle feritoie sui cestelli è in grado di trasferire maggiore o minore calore alla gomma, assecondando le esigenze di mantenimento della corretta temperatura. Qualcosa di profondamente diverso dalla tradizionale parzializzazione delle prese d’aria, che limita l’afflusso d’aria all’impianto. In questo caso è l’evacuazione del calore a esser “gestita” e indirizzata verso la gomma.

    Evidentemente, un sistema pensato per stabilizzare la prestazione della gomma, mentre le lamentele di Button vertono sull’aderenza delle mescole Pirelli.

    Pirelli sotto accusa

    Schumacher ha detto la sua su queste gomme assai particolari nella gestione. E che ci sia un fondo di verità nelle parole del tedesco è innegabile. I cinque vincitori differenti nelle prime cinque gare, certo regalano un bel campionato incerto e livellato, ma è un livellamento che rischia di non essere figlio di un preciso equilibrio tecnico. Per intenderci, ieri ha pescato il jolly un bravissimo Maldonado, con una Williams in gran forma, in Bahrain Red Bull e Lotus erano state esaltate nella loro capacità di non stressare le gomme. A Montecarlo, chissà.

    E la Pirelli? Il gommista italiano è stato chiamato in causa a più riprese per la sensibilità delle mescole. «Alonso e Maldonado hanno dimostrato di saper gestire le gomme in maniera impeccabile, riuscendo a raggiungere sempre il limite senza mai oltrepassarlo. Gli pneumatici hanno contribuito molto a rendere la gara spettacolare e ricca di suspence, ma è chiaro che in quanto fornitori unici del campionato seguiremo sempre le indicazioni delle squadre e del promotore e che ogni sviluppo futuro sarà in direzione di quanto ci verrà indicato», sono state le parole di Paul Hembery a conclusione del Gran Premio di Spagna.