GP Spagna F1 2012: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: pagelle dal Gran Premio di Spagna 2012

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    GP Spagna F1 2012: le Pagelle di Paolo Zermiani

    Le Pagelle del Gran Premio di Spagna di Formula 1 2012 vedono brillare, non poteva essere altrimenti, la stella di Pastor Maldonado. Il pilota venezuelano della Williams compie un’impresa. Quanto storica ce lo diranno le prossime gare. L’impressione è che difficilmente potrà ripetersi sebbene il prossimo GP in calendario, quello di Monaco, sia di gran lunga il suo luogo magico. Lì tutto gli riesce. Lì ha fatto vedere le sue cose migliori. Da sempre. Tornando ai fatti di Barcellona, c’è da segnalare le ottime prestazioni di Alonso, Raikkonen, Kobayashi, Vettel e Hamilton. Va male a Button, Webber, Schumacher e Massa.

    Maldonado: Maldo…chi?

    Si può non dare dieci? La vittoria di Maldonado nel Gran Premio di Spagna di F1 2012 ha dell’incredibile per una marea di motivazioni. Si metta da parte che la Williams non saliva così in alto da ben otto anni. Una vita per un team che nel ventennio precedente aveva raccolto successi a raffica. Il punto è che Pastor Maldonado è riuscito in un sol colpo a stupire chi, ovviamente, non lo conosceva ma anche chi sapeva benissimo di cosa fosse capace. L’amico di Chavez era uno che andava forte solo a Montecarlo. Chissà perché. Tanto di cappello, per carità. Nel resto delle gare finiva spesso nei guai commettendo quella che qualche anno fa avremmo chiamato “montoyata”. Citiamo il colombiano in onore di Frank Williams. Era stato lui l’ultimo a regalare una vittoria al neo settantenne che, giustamente, al termine della gara si toglie qualche sassolino:“Il merito è di Pastor, un pilota che in molti hanno sottovalutato”. E che hanno ritenuto essere lì solo per la sua valigia. Aggiungiamo noi.

    Alonso: Pic è indolore!

    Rivedere Alonso dietro a Maldonado ha ricordato per certi versi Petrov ad Abu Dhabi. La pista di Barcellona non consente facili sorpassi. Lo sappiamo. Il pilota di Oviedo si dice contento del secondo posto ma deve fare i conti con la realtà: il team Ferrari ha buttato via una occasione ghiotta facendosi fregare sul fronte delle tattiche dalla Williams. Penso che un nove pieno ci stia tutto. A nulla valgono le recriminazioni nei confronti di Pic. Il francese ha rallentato Alonso ma non ha fatto lui il vero danno. Quanto alle gomme della F2012 che crollano nel finale va osservato che avrebbero retto qualcosa di più se avesse affrontato l’ultimo stint senza sbuffare nei tubi di scarico della Williams.

    Raikkonen: Lotus suicida

    Per Kimi Raikkonen vale lo stesso discorso di Alonso. Ha corso alla grande. Da protagonista. Ha messo le cose in chiaro sin dal via sbarazzandosi dell’umiliazione subita in qualifica da parte del compagno Grosjean. La tattica suicida della Lotus non gli rende merito. Voto nove.

    Grosjean: partenza fatale

    Cosa avrebbe fatto con una partenza migliore? Avrebbe realizzato qualche sogno. Il re dei rimpianti comincia ad essere lui. Forse poteva evitare il contatto che gli ha danneggiato l’ala anteriore. Voto: sette meno meno.

    Kobayashi: equilibrio Zen

    Kobayashi merita un otto pieno. A fine gara guida il gruppone dei delusi, composto da gente come Vettel, Rosberg, Hamilton e Button. La cosa veramente interessante è che il più triste fra di loro è proprio lui. Poteva spingere ben più in avanti la sua Sauber se non avesse avuto problemi in qualifica che lo hanno costretto a partire dalla piazzola dieci e non avesse lottato con il traffico sin dall’inizio.

    Vettel e Webber: la Red Bull gli (ri)mette le ali

    Anche la Red Bull dà il meglio di sé a serbatoio scarico. Vettel ammette di non capirci una mazza del comportamento della sua macchina. Deve cambiare l’ala anteriore per colpa di un detrito. Stessa sorte tocca a Webber che paga decisamente più del compagno la sventura. Ne aveva chiaramente di meno a livello assoluto. Il tedesco non molla e conquista con grinta i punti necessari per non cedere la testa della classifica mondiale a Fernando Alonso. A lui va un bel otto e mezzo. Discutibile la penalità. Ma per dare una vera opinione dovremmo leggere la telemetria. Webber è insufficiente: quattro. Dalle qualifiche in poi. Mai pervenuto.

    Rosberg: dove voleva arrivare?

    Di cosa si meraviglia la Mercedes se è costretta a tornare a casa con una manciata di punti? Non sappiamo se sia colpa dell’assenza di Ross Brawn ma con Rosberg sbagliano la strategia. E’ folle la scelta di tenerlo fuori per 26 giri con lo stesso treno di gomme. Al tedesco va un sei e mezzo per averci comunque provato. Senza commettere errori.

    Hamilton: il tenerone funziona

    E’ un Hamilton versione tenerone quello che riesce a gestire gli pneumatici in modo stupefacente, facendo tre soli stint in tutto il Gran Premio di Spagna. Questa è una storia che merita attenzione. Vediamo di capirci. Lewis Hamilton, noto per essere un mangiacopertoni da Guinnes dei primati, fa una gara in rimonta dall’ultima posizione in griglia di partenza con una sosta in meno degli avversari e battagliando dal primo all’ultimo giro. Conclude addirittura davanti al suo compagno di squadra. Siamo di fronte ad un eroe: nove e mezzo è troppo poco come voto?

    Button: scarico forte

    E’ mai possibile che in tre giorni la McLaren non riesca a dargli una vettura che lo soddisfi? Le colpe sono di tutti. Del pilota in primis. Non riesce mai a trovare carico aerodinamico. E’ un miracolo che alla fine possa chiudere in zona punti. Bocciato pieno: voto tre.

    Hulkenberg: catenaccio decisivo

    Staziona sempre a ridosso della zona punti. Ottima difesa su Webber nel finale. Voto sette e mezzo.

    Massa: il solito, prego

    Ordini un Massa e ti danno un orzino caldo. Al bar. Ottimo per i bambini e per chi ritiene troppo audace persino il caffé decaffeinato. Il brasiliano della Ferrari di fatto non sbaglia quasi nulla. Il problema è che deve sempre fare i conti con qualche sfortuna, qualche inciampo, qualche doppiato, qualche bandiera gialla, qualche “sì-ma-però”. Voto cinque e mezzo. Siamo alle solite.

    Schumacher: questa è l’ultima

    L’errore è suo. Lo dicono i commissari. Lo si vede dalle immagini. Senna è bravo a difendersi. Lui è indeciso nell’attaccare. E’ da voto zero. Non ha senso fare altri conteggi. Aggiungo. Ho avuto un’impressione. Personalissima. Subito dopo l’incidente con Bruno Senna, Michael Schumacher ha pensato nettamente che la Formula 1 non fosse più il suo ambiente. Se deciderà di smettere a fine stagione, tra qualche anno credo che rivelerà quando ha maturato la decisione. Lo ha fatto subito dopo il GP di Spagna. E’ evidente che le sue motivazioni da oggi sono crollate. Troppe sfighe lo hanno portato fuori dalla lotta per il titolo. Troppo Rosberg lo ha estromesso dalle copertine Mercedes. Lotterà ancora ma solo per un’uscita in grande stile. Un’uscita degna del suo blasone. Da oggi, credo che Schumacher la penserà così. E se non lo farà lui, probabilmente lo sta già facendo la Mercedes che, sotto sotto, scava nell’ombra per arrivare a Lewis Hamilton.