GP Spagna F1 2012, Pirelli: anteriore sinistra sotto stress [VIDEO]

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    Probabilmente se bendate uno qualunque dei 24 piloti in griglia, non avrà nessun problema a completare un giro del Montmelò. E’ tracciato arcinoto a team e piloti, con migliaia di chilometri all’attivo nei test invernali. Così, da venerdì un po’ tutti sanno già cosa attendersi dai 4655 metri e dalle 16 curve che formano il giro. Assetti che non potranno non essere perfetti per ogni monoposto e il tema centrale diventa, come al solito, quello delle gomme. Gomme che nei test pre-campionato non riuscivano ad andare in temperatura, a causa delle condizioni meteo assai diverse da quelle che si troveranno domenica.

    E’ asfalto abrasivo quello dell’impianto fuori Barcellona, con temperature solitamente elevate, anche se per il week end esiste un rischio pioggia. Ci sarà l’esordio stagionale della mescola dura della Pirelli, che lo scorso anno tante tribolazioni causò a Fernando Alonso.

    Tecnicamente sono i curvoni a lungo raggio che impegnano in maniera decisa soprattutto l’anteriore sinistra. Lo stress che subisce alla curva 3, la lunga destra dopo la chicane in fondo al rettilineo dei box, raggiunge i 3.9 G per una piega da fare in costante accelerazione, uscendo a 260 orari prima della staccata della curva 4. Chance di sorpasso: zero.

    Anteriore sinistra che non è l’unica a soffrire al Montmelò. Anche il treno posteriore è chiamato a un lavoro impegnativo, con l’ultimo settore caratterizzato dalla ripartenza dopo la lenta chicane, dove la trazione è esaltata al massimo e risulta fondamentale per lanciarsi sulla New Holland e poi nel lungo rettilineo dei box.

    Pochi i punti in cui tentare il sorpasso, così la pole position acquista un valore ancor più grande rispetto al solito: non siamo sugli standard di Montecarlo, ma partire davanti a tutti significa mettersi in tasca il 70% della vittoria. Basti pensare che nelle ultime 10 edizioni per ben 9 volte ha vinto chi è partito dalla pole position, con l’eccezione del 2011. Tra i pochi spazi in cui azzardare un attacco c’è la staccata della curva 10, la Caixa. Frenata decisa, con un picco di 5.06 G di forza longitudinale lungo i 115 metri in cui avviene la decelerazione. Il problema principale perché l’attacco porti i suoi frutti è quello di riuscire a percorrere la velocissima Campsa attaccati alla monoposto che sta davanti: compito tutt’altro che semplice per il disturbo aerodinamico che si subisce.

    Questi i punti cruciali per quanto riguarda le coperture, mentre il bilanciamento aerodinamico è improntato verso un carico medio-alto, che garantisca stabilità nei lunghi curvoni dove l’aerodinamica della vettura viene esaltata.

    La scelta di portare due mescole non contigue tra loro nella gamma Pirelli apre scenari ancor più interessanti per le strategie, visto che la differenza di tempo sul giro si dovrebbe attestare su valori superiori ai 6 decimi mediamente rilevati nelle gare corse finora. Sarà cruciale quindi la gestione del degrado delle gomme, con un’alternativa tra prestazione delle gomme morbide e costanza di rendimento delle dure che sarà difficile da far coesistere.

    «Per il weekend di gara attendiamo temperature più calde, elemento che si aggiunge alle molte sfide che qui dovranno affrontare gli pneumatici. Abbiamo scelto di portare la mescola morbida e quella dura al fine di evidenziare le differenze di prestazioni tra i diversi composti – questo sarà un ulteriore aspetto che i team dovranno considerare – e mostrare così, tanto la velocità quanto la durata dei nostri prodotti. Per la prima volta tra le due mescole scelte si salta un gradino, questo potrà dare l’opportunità ai team di dar vita a molteplici strategie-gomme», ha spiegato Paul Hembery.