GP Spagna F1 2013, Alonso: “Ferrari competitiva, il distacco si può recuperare” [FOTO]

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    GP Spagna 2013 conferenza piloti

    Riflettori puntati su Fernando Alonso e Sebastian Vettel nella conferenza stampa del giovedì a Barcellona. Il Gran Premio di Spagna 2013 dovrà restituirci il duello mancato in Bahrain, dove una Ferrari azzoppata dall’ala mobile è finita troppo presto fuori dai giochi.

    Per la prima volta quest’anno siedono uno di fianco all’altro ed entrambi sono apparsi rilassati in vista del week end. La tensione psicologica del mondiale 2012 sembra un ricordo e il clima in sala stampa era di quelli sereni.

    Al centro dell’attenzione il tema gomme, con le nuove Pirelli hard, e l’abbandono di Allison in Lotus, mentre sono rimasti abbottonati quando si è toccato di parlare delle novità alle monoposto e l’incidenza che avranno gli aggiornamenti sugli equilibri visti finora.

    Nonostante il ritardo in classifica inizi a farsi preoccupante, il quadro complessivo in Ferrari rispetto al 2012 è decisamente di fiducia. «L’anno scorso eravamo 1 secondo, 1″5 indietro e avevamo avuto solo fortuna in Malesia. Quest’anno nelle due corse in cui non abbiamo avuto problemi siamo finiti secondi in Australia e vinto in Cina», commenta Alonso. «Il pacchetto che abbiamo è molto diverso, a questo punto dobbiamo avere continuità e siamo più ottimisti. E’ vero che siamo qualche punto dietro ma il campionato è lungo. Basta guardare al recupero di Sebastian l’anno scorso, quando era oltre 40 punti dietro: si può recuperare se si ha continuità. Anche nel 2006 quando ero dietro a Michael. Finché non saremo a 75-80 punti dietro dobbiamo restare ottimisti».

    Va oltre lo spagnolo: «E’ la prima volta che arriviamo con una macchina competitiva. Se non metti insieme un buon week end non significa che lotteremo per la vittoria. Dobbiamo verificare come andranno gli aggiornamenti; nelle prime quattro gare ci siamo sentiti competitivi e in grado di lottare. Se non sarà possibile vincere speriamo di arrivare più in alto che potremo. Non arriviamo con una mentalità difensiva come negli altri tre anni».

    Per quanto si sforzi, poi, di minimizzare l’importanza della pole e della prima fila, il 2012 ha dimostrato come a Barcellona sia difficile strappare la posizione a chi ti precede. «Quest’anno abbiamo visto quanto sia importante il ritmo gara e le gomme. E’ importante partire davanti, sai che le chance sono più alte, ma credo dobbiamo fare un week end normale come nelle prime quattro gare, cercando il giusto bilanciamento tra qualifiche e gara. A Monaco sarà diverso, qui è un circuito normale, da compromesso», continua lo spagnolo.

    Vettel: contenti dei risultati, gomme nuove non per noi

    Guardi la classifica e lo trovi in testa pronto ad allungare, ma la sensazione è che il clima in Red Bull non sia di quelli più sereni. Gli episodi della Malesia, la strategia sbagliata nelle qualifiche in Cina, insomma, Vettel come vive la leadership? «Se guardiamo ai risultati possiamo esser molto contenti della nostra competitività e della macchina che abbiamo avuto. C’è del margine di miglioramento, ed è il nostro obiettivo, ma non direi che non siamo contenti finora».

    Un punto a favore potrebbero essere le gomme dure Pirelli, un salto indietro per assicurare maggiore stabilità termica nel loro utilizzo, ma il tedesco minimizza l’impatto che potranno avere sulle prestazioni e, soprattutto, ci tiene a precisare che la Pirelli non si è mossa per la Red Bull: «Non sappiamo cosa attenderci dopo le informazioni che abbiamo dalla Pirelli. Non mi aspetto un miracolo, credo dovremo lavorare molto. Non so se siamo stati noi a chiedere il cambiamento, c’è stata pressione dall’esterno e noi abbiamo detto quel che sentivamo, come tutti gli altri. Ognuno cerca di inventare storie, ma in tutta la griglia c’erano squadre che avevano problemi con le gomme. Siamo arrivati a un punto in cui per i piloti era un modo di correre diverso: in Cina non ho potuto combattere con Alonso perché avevamo strategie diverse e abbiamo criticato il modo diverso di correre».

    Di poche parole, poi, il commento sulle voci che lo vorrebbero in Mercedes, prontamente smentite da Niki Lauda: «Sono stato sorpreso quando ho sentito queste voci. E’ piuttosto buffo, di solito leggo solo i titoli».

    Ricciardo pronto per il gran salto?

    Sempre in ottica mercato, il nome che si fa insistentemente per rimpiazzare Webber in Red Bull è quello di Daniel Ricciardo. Dopo il bel exploit cinese, in Bahrain la Toro Rosso non ha saputo brillare allo stesso modo: «In questo week end avremo degli aggiornamenti e dobbiamo vedere qual è la direzione favorevole e cercare di arrivare nei dieci con più continuità. Vogliamo finire a punti spesso. [Sul mio futuro in Red Bull] è una domanda difficile. Quel che si aspettano da me credo sia quel che si sono sempre aspettati dal team junior: dare segni del potenziale che ho, sfruttare al massimo quel che ho. In Cina ho raggiunto tutto questo ma non può bastare per tutto l’anno, deve verificarsi più spesso. Il percorso è lungo ancora».

    Perez-Button: il Bahrain è alle spalle

    Tra i protagonisti della conferenza stampa, anche Gutierrez, Bottas e Perez. Il messicano ha spiegato il post-gara bahrenita, dove con Button se le sono date di santa ragione, mettendo a rischio il risultato per il team: «E’ tutto molto chiaro, tra di noi e nel team. Abbiamo parlato a lungo con Jenson e Martin dopo la gara. Entrambi siamo stati aggressivi e rischiato per il team. Ci servono dei punti e forse siamo andati un po’ oltre».

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