GP Spagna F1 2014, Raikkonen: Ferrari F14 T è lenta, sono sempre in lotta

Ancora una gara negativa per la Ferrari

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    F1, Gran Premio di Barcellona 2014: qualifiche del sabato

    AP/LaPresse

    Aspettando Godot. In casa Ferrari, dopo il Gran premio di Spagna, non cambia la musica e si confida su quel Canada, quel Circuit Gilles Villeneuve, dove arriverà il gran pacchetto di modifiche alla F14 T. C’è da augurarsi porti bene la terra dell’Aviatore, che James Allison abbia corretto tutti i difetti del progetto 2014 – non partorito dalla sua matita – e la rossa ricominci a volare. Viceversa, il tema Aspettando Godot, quel balzo in avanti che non arriva mai, resterà valido per tutto il campionato. Per chi ancora ha pazienza d’aspettare, la gara di Barcellona mette davanti a una realtà impietosa: macchina difficile da guidare, perennemente in deficit di trazione e sono le poche sillabe scandite da Kimi Raikkonen a caldo, che spiegano in sintesi il gran premio di Spagna: «Sono sempre in lotta con la macchina, è lenta: va così».

    Ne ha anche per la strategia di gara, palesemente errata quella a due stop: «La scelta di effettuare due soste non si è rivelata quella giusta perché il degrado degli pneumatici mi ha impedito di continuare a spingere fino alla fine. Nel complesso qui siamo andati meglio rispetto all’ultima gara, forse perché le caratteristiche di questa pista la rendono molto diversa da quelle su cui abbiamo corso finora, ma non possiamo essere contenti, siamo lontani da dove vorremmo».

    Serve di più? L’onta del doppiaggio subito all’ultimo giro non cambia la sostanza delle cose. La strategia differenziata tra i due piloti ha lasciato invariati i valori: ne ha beneficiato Alonso, con coperture più fresche nel finale rispetto al compagno di team, ma entrambi sverniciati da Vettel, molto più veloce e aggressivo con una RB10 decisamente superiore dalla F14 T. «Sicuramente vorresti fare sempre meglio, se non sei primo non sei soddisfatto. Era una gara difficile dall’inizio, con un passo gara troppo lento», commenta Fernando.

    Il distacco è quello che da inizio anno si riscontra alla domenica: «Abbiamo visto che quest’anno non è la prima volta che abbiamo questi distacchi. Oggi senza safety car siamo arrivati a un minuto e mezzo ed è troppo. Vogliamo migliorare al più presto possibile, ma non possiamo arrivare a Monaco con una rivoluzione. Ci sono pezzi nuovi che porteremo e speriamo di recuperare piano piano».

    Poi approfondisce l’analisi Fernando, che dice alla BBC: «Non siamo sorpresi, c’era poco grip per tutta la gara. Abbiamo faticato in partenza e non ho guadagnato posizioni al via, poi siamo rimasti bloccati nel traffico per il 90% della corsa».

    Il timore? Quel che potrà accadere a Montecarlo, pista tutta di trazione e carico aerodinamico: altra Caporetto per la F14 T?