GP Spagna F1 2014, Rosberg: ancora un giro e avrei attaccato Hamilton

Quattro protagonisti dopo il Gran premio di Spagna 2014: Hamilton vince la sua prima in terra iberica, Rosberg e Ricciardo a podio, mentre Vettel fa una gran rimonta

da , il

    F1, Gran Premio di Barcellona 2014: qualifiche del sabato

    AP/LaPresse

    Si prende vittoria e guida del mondiale. Stacca Clark e Lauda nel computo delle vittorie ottenute e marca il quarto successo in fila quest’anno. Dopo il Gran premio di Spagna, cosa può volere di più Lewis Hamilton? Niente. Sul podio analizza la gara e si gode il momento: «Devo ringraziare il team, che ha fatto un lavoro incredibile quest’anno. Significa tantissimo questa vittoria, la mia prima in Spagna». A tratti la discussione via radio era animata, lui che temeva le gomme lo tradissero proprio sul finale. «Non ero arrabbiato per il pit, ho faticato molto con il bilanciamento, non eravamo abbastanza veloci, Nico lo è stato più di me. Continuavo a fare regolazioni, ma perdevo tempo», spiega.

    Eddie Jordan, da gran uomo di spettacolo qual è, tiene banco nelle vesti di intervistatore e riporta alla mente quella scelta di lasciare la McLaren a fine 2012, quando la Mercedes era macchina mangiagomme: «Ricordo che quando parlavo con Ross, avevo un’idea di quel che sarebbe successo arrivando in Mercedes. Sono fortunato di far parte di questa squadra».

    Per un pilota sorridente in Mercedes, c’è un altro che deve far buon viso a cattivo gioco, Nico Rosberg. Dispiace vedere il tedesco che nonostante gli sforzi e i giri veloci all’assalto di Hamilton, doversi accontentare del secondo posto. «Credo che ancora un giro e avrei potuto tentare l’attacco, non ero abbastanza vicino. E’ andata così, sono punti buoni per il campionato». Ora si va a Montecarlo, dove i tre punti di distacco nel mondiale potrebbero essere azzerati: il Principato è pista amica per Nico, forse la preferita, e una pole varrà tutto: «A Monaco sarò lì per cercare di ripetere la vittoria dello scorso anno».

    Sul podio, per la seconda volta – almeno nelle foto di rito – c’è Daniel Ricciardo. Ma in punta di regolamento, Daniel è al primo valido ai fini statistici, dopo la squalifica in Australia. Terzo doveva arrivare e terzo è arrivato: missione compiuta. Certo, quella partenza balbettante, con super-Bottas che lo svernicia, è il classico pelo nell’uovo da trovare nella gara di un pilota che non ha sbagliato nulla e si è affidato alla velocità della RB10 per riprendersi la terza piazza. Terzo ma con un distacco abissale: «Hai ragione, le Mercedes sono molto molto avanti. Sapevamo sarebbe stata una gara piuttosto noiosa, eravamo una macchina da terzo posto, l’abbiamo ottenuto comodamente e ci siamo dovuti concentrare solo sul mantenere le gomme in buone condizioni. Speriamo che questo podio me lo lascino…», scherza Daniel.

    Gran gara di Ricciardo, ma altrettanto quella di Vettel. Se l’elettronica di lascia a piedi e senza prove del venerdì, se il cambio di beffa nella Q3, se devi partire 15mo, allora hai poco da fare se non rassegnarti e preparare una gara d’attacco. L’ha fatta il campione del mondo e le tre soste lo hanno premiato, assicurandogli la quarta posizione, davanti alle Ferrari e alla Williams. Il tedesco è andato fortissimo, suo il giro più veloce in gara, e di ciò gli si deve rendere merito. «Mi sono divertito – dirà dopo l’arrivo – è stata una gara in cui essere paziente all’inizio, poi mi sono trovato sempre meglio e sono riuscito a fare quello che volevo, sorpassare: anche le Ferrari».

    Fabiano Polimeni