GP Spagna F1 2015, anteprima: via alla gara dello sviluppo

Tra i temi più importanti del Gran Premio di Spagna 2015, quello dello sviluppo delle monoposto. Ferrari a caccia della Mercedes, Red Bull sulla Williams. Chi uscirà vincitore?

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    A Barcellona, con il Gran Premio di Spagna 2015, prende il via un altro mondiale, che se non conta nulla ai fini assoluti – perché le prime quattro gare certo non svaniranno – rileva per capire chi potrà puntare a far bene da qui a fine luglio, chi introdurrà gli aggiornamenti più importanti, efficaci e meglio funzionanti sulle monoposto. Il vantaggio Mercedes resta importante e solo la Ferrari può sperare di avvicinarsi. Quanto, sarà la pista a dirlo, certo è che il pacchetto aerodinamico della SF15-T verrà rivisto, per poi sposarsi con un motore più prestante in Canada.

    Anteprima

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    Ecco, l’illusione di poter tornare a vincere già domenica è eccessiva, non fosse altro per il peso specifico che hanno le qualifiche nell’economia di gara. Partire dalla pole dà grandissime chance di successo, almeno questo dicono le statistiche, impietose verso chi parte dalla seconda piazza in ooi. A Barcellona semplicemente non si supera, pertanto va condotta gara di testa.

    Inoltre, stare troppo vicini a chi precede, per tentare l’attacco, rischia di cuocere le gomme anteriori, sollecitate come pochi altri circuiti del mondiale.

    Si aspetta una risposta immediata dalla Red Bull, sicura che con lo sviluppo aerodinamico riusciranno a colmare il gap e le mancanze del propulsore e anche dalla Williams è atteso un colpo per ribadire, quantomeno, la propria posizione e ruolo di terzo antagonista.

    Chi starà “tranquillo” e sereno del vantaggio tecnico di cui gode la Mercedes è Lewis Hamilton, il cui stato di grazia è destinato a continuare, a meno che – come dice Lauda – Rosberg non riesca in una sola stoccata, una vittoria, che rimetterebbe in discussione le certezze del campione del mondo. Ce la farà Nico?

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    Il giro di pista

    E’ una delle piste migliori per valutare la bontà di una monoposto. Lunghi curvoni in appoggio, cambi di direzione veloci, inserimenti da gestire millimetricamente: del Montmelo non si può dire non sia un circuito completo. Una completezza e varietà tecnica alla quale non corrisponde altrettanta spettacolarità. Mancano gli spazi per provare il sorpasso e là dove sarebbe teoricamente possibile, l’aerodinamica penalizza drammaticamente ogni chance.

    Si parte con il lungo rettilineo, in fondo al quale tirare una frenata importante e inserire l’anteriore nella veloce esse destra-sinistra. Va affrontata alla perfezione, perché dal punto di corda di curva 2 è tutta una progressione fino all’uscita di curva 3. Breve dritto e altra frenata per entrare in curva 4, a medio raggio, importante perché serve condurla in velocità e difendersi da possibili attacchi in uscita, verso curva 5, preceduta da una frenata più decisa. Qui si soffre per il sottosterzo, nonché sul versante della trazione. Aprire presto è il gas è importante, ma altrettanto lo è tenere una linea pulita.

    Altro allungo, questa volta in piega, per approcciare la rapida sinistra-destra nella quale conta la reattività della monoposto, bilanciata dall’equilibrio aerodinamico su La Campsa, velocissima destra che immette sul secondo rettilineo da DRS. Si stacca in fondo e chi sarà riuscito a stare vicino prima avrà buone chance di sorpasso.

    Nuova richiesta di trazione, davanti c’è il T3 di Barcellona, con curve a destra che enfatizzano i problemi di sottosterzo, prima di saltare sui cordoli dell’ultima variante e rilanciarsi dando gas sul curvone finale.

    Aerodinamica al vertice, anteriore preciso e tanta trazione. Questi i tre elementi chiave per andare forte a Barcellona.