GP Spagna F1 2015, il processo alla gara

Il Gran Premio di Spagna 2015 mette sul banco degli imputati Hamilton, la Ferrari e la McLaren. Accusa e difesa dei tre casi principali nel week end di Barcellona.

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    Inutile indugiare, il Gran Premio di Spagna 2015 non ha riservato nemmeno un briciolo di vere emozioni. Non in partenza, eccezion fatta per il balzo felino di Vettel in seconda posizione, non per le prime posizioni, giocatesi a colpi di ritmo gara inarrivabile per chiunque non avesse una Mercedes. Un processo che vive quindi su temi non strettamente di gara, ma di contorno. Hamilton, la Ferrari e la McLaren, sono loro gli imputati dopo i 66 giri del Montmelo.

    Hamilton

    Accusa: Mette insieme un week end nel quale non è mai competitivo e prende la paga da Rosberg. Le qualifiche, suo esercizio preferito, si traducono nella delusione di non riuscire a impensierire nemmeno da lontano la pole position, rimediando un distacco pesante, perché 3 decimi questo sono per il campione del mondo. In gara ha parzialmente l’attenuante di esser partito dal lato sporco della pista, ma quando ha avuto Vettel nel mirino sono arrivate le lamentele di chi non riesce a passare. Cosa rispose a Rosberg in Cina? Se sei più veloce, passami. Ecco, a Barcellona era molto più veloce della Ferrari, ma il sorpasso è arrivato solo con l’aiuto del box.

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    Difesa: Resta il leader del mondiale, una battuta a vuoto può starci. Limita i danni con la seconda posizione e, se nel pitstop non avessero perso tempo, sarebbe rientrato davanti a Vettel dopo la prima sosta, potendo attaccare e avvicinarsi a Rosberg, per giocarsi poi la vittoria. E’ ancora, indiscutibilmente, il padrone del campionato.

    Ferrari

    Accusa: Il pacchetto aerodinamico aggiornato doveva accorciare il gap dalla Mercedes, in realtà si è ampliato. La scelta di differenziare le soluzioni tra Raikkonen e Vettel è indice di una incapacità nella valutazione al venerdì. In gara, a parte il via perfetto, le Ferrari sono risultate “spettatrici”, senza riuscire a incidere e dovendosi limitare a conservare le posizioni acquisite. Serve ben altro se si vorrà tornare a vincere.

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    Difesa: Non vanno giudicati dal Gran Premio di Spagna gli aggiornamenti sulla SF15-T. Il potenziale secondo i piloti c’è e si manifesterà probabilmente su altre piste. Il Montmelo è ritagliato sui punti di forza delle Mercedes ed era normale un risultato come quello di domenica. La scelta di utilizzare due configurazioni diverse è intelligente, perché si hanno adesso tantissimi dati in condizioni equiparabili e in ogni caso non sarebbe cambiato nulla nell’economia della gara se anche Raikkonen avesse avuto la specifica più recente.

    Quanto sia migliorata la Ferrari lo scopriremo in Canada, Austria e Gran Bretagna.

    McLaren

    Accusa: Arai spera in un podio nel 2015. Button e Alonso puntavano la Q3 in qualifica e i primi punti in gara. La realtà è desolante. Jenson definisce paurosa da guidare la McLaren, Fernando si ritira per la sfortuna di un freno fuori uso a causa di una visiera a strappo. Ci si aspettava ben altro dal team di Woking, i cui aggiornamenti tecnici sono stati cancellati dai progressi degli altri. La strada è lunga e tutta in salita, per niente scontato che riescano a uscire fuori dalla crisi che li attanaglia.

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    Difesa: Prima del ritiro Alonso navigava intorno alle posizioni buone per un punto o due. Le libere li hanno visti in posizioni più alte del solito e Barcellona è una pista che non perdona. Il progetto necessita ancora di forti aggiornamenti, qualcosa che in McLaren sanno bene. A Montecarlo potrebbe riuscire un exploit, dove le doti di guida contano maggiormente e i limiti della monoposto sul fronte aerodinamico vengono mascherati.