GP Spagna F1 2015: Mercedes domina, Ferrari non tutto da buttare

Dopo il Gran Premio di Spagna 2015 si tirano le somme di sconfitti e vincitori. Mercedes domina, in Ferrari servirà tempo per valutare le novità. Dietro le Rosse e le Williams, il vuoto.

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    Il Gran premio di Spagna 2015 ha dimostrato, se mai ce ne fosse bisogno, quanto sia grande ancora il vantaggio della Mercedes sul resto del gruppo. Tre settimane di sosta, nelle quali lavorare agli aggiornamenti da portare alle monoposto, non sembrano esser servite più di tanto, perché le W06 Hybrid hanno dominato in lungo e in largo, agevolate da un circuito capace di esaltare i punti di forza. Guardare alla gara dalla prospettiva delle due Ferrari non significa necessariamente fasciarsi la testa e tornare a fare discorsi cari alla gestione del passato.

    Ferrari: serve tempo

    Anzitutto c’è un metodo, quello che ha portato correttamente a differenziare le due macchine, così da raccogliere una mole di dati più che sufficiente per valutare i reali progressi ottenuti con il pacchetto evolutivo utilizzato. Poi c’è quella vivacità tecnica che non si è limitata ai tradizionali interventi di fino ai quali eravamo abituati, il dipartimento tecnico ha realizzato una serie di aggiornamenti anche consistenti, mirati, che c’è da giurare daranno il loro meglio tra qualche gara

    Adesso si va a Montecarlo, dove le considerazioni valide in Spagna si capovolgono e si annullano, perché a contare saranno anzitutto doti di guida, agilità della monoposto, aderenza meccanica. Se ritroveremo una Ferrari davanti è prematuro dirlo, guardando alla serie storica recente non è un circuito che si sposa bene con le caratteristiche delle monoposto partorite da Maranello negli ultimi anni.

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    Ferrari a parte, va registrato l’ottimo passo in avanti della Williams. Sebbene non avessero grandissime novità tecniche, Bottas si è mantenuto agevolmente davanti a Raikkonen in gara e anche l’analisi dei tempi conforta il team inglese, apparso più vicino alle Rosse e da tenere in considerazione tra qualche gara, quando Massa e Bottas potranno far valere le armi tradizionalmente a disposizione della FW37. Più di un dubbio, nella lettura dei progressi che si sono registrati, va instillato sulla power unit Mercedes: è tutt’altro che irrealistico immaginare un supporto maggiore da parte delle motorista per aiutare le Williams a mettere pressione sulle Ferrari.

    Al di fuori dei primi tre team, il quadro complessivo è desolante. Basta osservare le prestazioni inaccettabili di Red Bull e McLaren; c’è, però, anche un’interessante realtà tutta italiana, quella della Toro Rosso. Il gran premio di Spagna li ha visti protagonisti assoluti al sabato delle qualifiche con un quinto e sesto posto più che meritati, salvo poi affrontare una gara che ha evidenziato i limiti della monoposto quando si gira con il pieno di carburante. Carlos Saiz strappa con i denti la nona posizione, rimontando nel finale su Verstappene prendendosi di prepotenza la posizione all’ultimo giro su Kvyat, più che mai al centro della spirale involutiva.

    Per augurarsi ancora una gara spettacolare, incerta, interessante, la proiezione va necessariamente al Gran premio del Canada, perché Monaco è destinata a tener fede alla sua tradizione di inutile processione addobbata dalle ghirlande del glamour.