GP Spagna F1 2016: le Pagelle da 10 a 0!

GP Spagna F1 2016: le Pagelle da 10 a 0!
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 04/11/2016 07:01

    Gran Premio di Spagna F1 2016, pagelle

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nelle pagelle del Gran Premio di Spagna 2016 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori della gara sul circuito di Barcellona , troviamo al primo posto Max Verstappen. E chi sennò? Vince la sua prima gara a 18 anni e riscrive la storia. Dire che la fortuna è stata dalla sua è assolutamente riduttivo. I peggiori di giornata, invece, sono quelli delle Mercedes. Occhio, non mi riferisco ai piloti che vanno lodati per aver lottato e averci “provato”. Penso ai cervelloni del box che sembra proprio non abbiano capito un bel niente.

    Il papà Jos Verstappen è noto per tre cose: aver preso una paga mostruosa nel 1994 da Michael Schumacher. Aver picchiato talvolta la moglie Sophie Kumpen tanto da finire quasi in prigione e… averci fatto un figlio. Max. La Kumpen, mamma pilotessa, pure lei, ha forse più meriti di quel che si creda se, insieme al vecchio Jos, ha tirato su una macchina da guerra. Max Verstappen è il prototipo del pilota perfetto. Veloce, freddo, già esperto per quel che gli serve. Probabilmente sa solo guidare. Ma non parliamo di fortuna. Semmai di destino: quello che ti fa trovare nella macchina giusta al momento giusto, nel Gran Premio in cui la Red Bull va più forte della Ferrari in qualifica e in cui le Mercedes si autoeliminano al via. Ha lavorato una vita per farsi trovare presente a questo appuntamento. Ripeto: non chiamiamola fortuna.

    Sbagliato parlare di involuzione Ferrari nel GP di Spagna. I distacchi rifilati agli altri, Williams in primis, parlano chiaro. I meriti di una Red Bull vincente sono tutti dei bibitari che, anche grazie alla crescita Renault, stanno ritrovando smalto. Il circuito di Barcellona, poi, esalta i telai perfetti. E ad Adrian Newey cosa abbiamo da insegnare?

    Voglio esagerare! Un pochino e basta. Questi due ragazzi l’hanno fatta grossa. O forse no. Hanno fatto il loro sporco dovere di piloti. Hanno gareggiato. E’ andata male. Può succedere. Tanto il titolo sarà sempre e comunque affar loro. Ma saperli fortissimi, tirati, nervosi, imbufaliti, sfortunati o maledetti, depressi o esaltati… è l’essenza dello sport!

    Sia benedetto lo scambio Verstappen-Kvyat. Ci aiuta a fare delle equazioni molto importanti. Ci vorrà qualche altra gara per arrivare a delle conclusioni ma, in definitiva, lo spagnolo sta già iniziando a dimostrare che aveva ragione nel dire “Verstappen in Red Bull è una buona notizia anche per me”. Se continuerà a battere Kvyat mentre l’olandese sarà più veloce di Ricciardo, potrà sfoggiare un gran bel biglietto da visita. Essere più veloce di Vettel stavolta non è abbastanza. Raikkonen è tornato quello dei bei tempi ma gli manca ancora il guizzo decisivo. In partenza aveva l’obiettivo di scavalcare le due Red Bull per involarsi verso le Mercedes mentre, invece, deve fare miracoli per restare dietro a Vettel. E’ con quel super giro in qualifica e con la sottile convinzione che, senza tattica suicida da parte del box Red Bull, avrebbe vinto lui il GP di Spagna che Daniel Ricciardo evita la depressione totale. La verità ha due facce. L’altra dice che ha preso paga dall’ultimo arrivato Versappen. Dice che doveva starci lui, per logica e per orgoglio, sul gradino più alto del podio. Ora ha un problema grande così così così da risolvere. Abbiamo deciso che è lui il supereroe rosso. Il suo predecessore Fernando Alonso ci ha abituato a fare le magie. Questo ragazzo è sembrato il degno erede nel 2015. In Spagna proprio no. Raikkonen ne aveva più di lui per tutto il weekend e solo una partenza non brillante l’ha tenuto dietro. Poi la tattica sbagliata del box del Cavallino ha reso giustizia. Chissà che gli frulla in testa nel vedere che il suo tocco magico non funziona più, che il mezzo pensionato finlandese tiene il passo. E che le Mercedes, demolition party a parte, sono di un altro pianeta.

    No, per carità, poteva fare peggio. Poteva prendere la ricorsa dal fondo dello schieramento e fare strike completo alla prima curva. Tanto sa che ormai il suo destino è segnato. Poi la sfiga si accanisce mettendo sul suo sostituto una congiunzione astrale di fortune che neanche il KGB avrebbe potuto. Tuttavia, reggere almeno il confronto con Sainz ci poteva stare. Invece… asfaltato!

    Dicevamo che la Ferrari non si è involuta. Semplicemente, la Red Bull ha fatto un passo in avanti mostruoso. Ma se si guarda al gap accusato dalla Mercedes, apprezziamo che la Rossa è ancora lontanissima dalla vetta. C’è da fare tanto lavoro. C’è da mettere a posto tante cose. Compreso tirar fuori dal cilindro qualche trovata strategica senza senno di poi. Si veste da mago Otelma e sentenzia:”Ora due vittorie!”. Tutti lo guardano increduli. Dopo le qualifiche, lo deridono nonostante il timore reverenziale che il personaggio suscita. Ma la fortuna offre alla Ferrari un calcio di rigore a porta vuota che sa di rivalsa, di colpo di coda del Gran Maestro della FCA. Peccato che la palla decidano di spararla in tribuna. Tutto ciò NON per dire che Marchionne porta sfiga. Ma per dire che sembra proprio non averci capito una mazza. Sembra che racconti un altro campionato, un’altra Ferrari, un altro mondo. In quello dei comuni mortali, la Rossa ha ancora tanti problemi da risolvere. Oh, ma fatevi ‘na risata! E, invece, niente: tutti tristi tristi, mogi mogi alla Mercedes, suvvia… State dominando da 3 anni indisturbati, se ogni tanto arrivano un po’ di scintille tra i due fenomeni di piloti che c’avete nel box, va anche bene…no? Brutto da dire, poi, ma la gara senza di voi è stato un grande spettacolo.

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