GP Ungheria 2008: l’unico successo di Heikki Kovalainen [FOTO e VIDEO]

Rivediamo insieme cosa è accaduto nel Gran Premio d'Ungheria valido per la stagione di F1 del 2008

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    Vi ricordate cosa è successo nell’edizione 2008 del Gran Premio d’Ungheria in Formula 1? Ve lo ricordiamo noi! Felipe Massa era avviato verso la vittoria, quando il suo motore è andato in fumo a tre giri dalla fine. Ha vinto quindi un incredulo Heikki Kovalainen sulla Mclaren, al primo e unico successo in carriera. Il Brasiliano fermerà la sua Ferrari con il motore in fiamme, e quello zero dell’Hungaroring peserà tantissimo al termine della stagione. Ma vediamo insieme il video e le pagelle di quella gara. Per seguire il LIVE della gara dall’Ungheria, BASTA CLICCARE QUI!

    Il video della gara

    MASSA. Le più rosee previsioni del pre-gara gli chiedevano una partenza sprint per restare nei tubi di scarico di Hamilton e limitare i danni con un secondo posto che già avrebbe avuto l’aria della mezza impresa. Lui, invece, si inventa un sorpasso da urlo che manda in estasi il box e qualche milione di italiani alla tv. Poi controlla la gara con freddezza ed allunga su Hamilton lentamente quanto inesorabilmente. Fino al giro 66 non c’era alcun dubbio: il 2008 sarebbe stato il suo anno. Non tutte le favole, però, hanno il lieto fine. Come nel 2006 con Schumacher, la realtà puzza di bruciato come un motore in fumo. Allora nessuno chiese la testa di Todt, adesso si lasci in pace Domenicali e si pensi alle altre 7 gare che mancano.

    KOVALAINEN. Il finlandese è autore di una delle sue solite gare anonime. Senza problemi tecnici o particolari sfighe riesce con facilità a portare la macchina al traguardo sempre. Stavolta approfitta degli eventi e di una McLaren che lo mette nelle condizioni di temere solo gomma-bucata-Hamilton, motore-rotto-Massa e traffico-da-retrovie-Raikkonen. Per questo, con i 3 aspiranti al titolo fuori gioco, la vittoria tocca a lui! Voto 6+

    GLOCK. Anche il tedesco conferma la legge dei sopravvissuti che al ritorno vanno meglio di prima. Normalmente l’effetto doping mentale dura solo una gara per cui a Valencia è possibile che ritorni nei suoi standard. Fatto sta che se di jolly si è trattato, lui se l’è giocato al meglio. Solo nel finale ha un sussulto ma Raikkonen non lo impensierisce mai veramente. Voto 8,5

    RAIKKONEN. Il finlandese è una barca alla deriva. Che sia chiaramente in balìa della onde lo si capisce da come cambia la sua corsa nel momento in cui si alza il vento, cioè Alonso viene messo dietro durante il secondo pit stop, e con la sua Ferrari comincia a spingere tremendamente forte. Prima, invece, si era arreso all’evidenza che all’Hungaroring non si può sorpassare. Sabato, infine, si era arreso al dato di fatto che le qualifiche non riesce proprio a digerirle. Voto 5,5. Non ingannino le prove libere: la macchina c’era.

    ALONSO. Se la Renault gli dà del contante in mano, lui sa spenderlo bene. Ogni volta che la vettura francese va forte, lui è protagonista. Stavolta non lotta per il podio ma ci va vicino giocando le sue carte al meglio e guardandosi per oltre mezza gara dagli specchietti l’oggetto del suo desiderio: la Ferrari. Voto 7.

    HAMILTON. Per giudicare la sua corsa dovremmo avere la certezza che quel problema alla gomma non se l’è andato in qualche modo a cercare. Col caldo extra strong della domenica vede ridimensionarsi l’ottimo lavoro fatto tra venerdì e sabato. In partenza non è lucidissimo anche se tenere dietro quel Massa sarebbe stata un’impresa per chiunque. Voto 6,5

    PIQUET. Dopo il podio della Germania il brasiliano si è sbloccato. Con la GP2 vinse tutto il vincibile in Ungheria. Stavolta porta a casa 3 bei punti che cominciano a dare alla sua stagione tutta un’altra forma. Voto 7+

    TRULLI. Fa una partenza non ottimale e poi si trova un po’ condizionato dal traffico. Glock dimostra che la Toyota c’era. Jarno, stavolta, un po’ meno visto che è persino dietro in qualifica. Eresia. Voto 6-.

    KUBICA. Il fantastico giro che gli ha permesso di scattare a ridosso dei migliori non doveva illudere. La BMW in Ungheria c’era andata col preciso obiettivo di fare da turista. Competitività in picchiata libera. Il polacco riesce comunque a non rendere la trasferta inutile. Voto 6,5

    WEBBER. Stazione sempre ai margini della zona punti ma non riesce mai a tirare fuori quel guizzo che lo avrebbe fatto tornare a casa con qualcosa in tasca. Voto 6

    HEIDFELD. Tenta una rimonta impossibile ed, infatti, fallisce miseramente. Viste le premesse, comunque, anche essere rientrato nella top ten è un risultato, sportivamente parlando, meritevole pur se raggiunto anche per disgrazie altrui. Voto 5,5

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