GP Ungheria F1 2012, incognita caldo per le gomme Pirelli [VIDEO]

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    F1  GP Ungheria Hungaroring 2011

    AP/LaPresse

    Proprio quando il maltempo sembra aver abbandonato la Formula 1, la Pirelli decide di non proporre nuovamente le gomme dure sperimentali. Scaramanzia o meno, a Silverstone e Hockenheim non è che siano state di buon auspicio, visti i pochi giri che sono stati percorsi in Germania al venerdì di prove libere e.

    Così, su un tracciato che poteva dare riscontri significativi con le temperature elevate e la poca gommatura del venerdì, Pirelli sceglie di portare solo le due mescole elette per il Gran Premio d’Ungheria 2012: le morbide e le medie. Una sfida importante quella dell’Hungaroring, che non solo metterà sul piatto temperature sull’asfalto ben superiori ai 40° C, ma anche lo sporco di una pista che si andrà a gommare sempre più in gara.

    Mancano riferimenti precisi sull’aggressività dell’asfalto in assetto da gara, visto che lo scorso anno si gareggiò sul bagnato. «Ci mancano ancora delle informazioni sulla prestazione delle gomme slick in condizioni di gara», ha detto Paul Hembery. L’Hungaroring è tracciato da alto carico aerodinamico, livelli comparabili a quelli di Montecarlo. Dopo il via una violenta staccata impegna le gomme verticalmente, poi l’inserimento nella prima curva a destra e sotto stress vanno le ruote posteriori, con una grande richiesta di trazione per il breve allungo prima della curva due. Una staccata dove servirà portare dentro la curva tanta velocità, con il sottosterzo in agguato: in uscita, subito richiamo verso destra in piena accelerazione per lanciarsi sul rettilineo dove Massa ebbe l’incidente nel 2009, quando venne colpito dalla molla staccatasi dalla Brawn GP di Barrichello.

    Si scalano due marce per la veloce piega a sinistra, prima di affrontare in terza la lunga destra dove ancora una volta sarà sollecitata la gomma anteriore sinistra.

    Entrata nel settore caratterizzato dai cambi di direzione, con una lenta chicane seguita da una successione di curve sinistra-destra sinistra-destra, dove sarà fondamentale avere tanto carico aerodinamico, un anteriore molto preciso in inserimento, per effettuare i transitori senza toccare il freno. L’uscita dell’ultima curva di questa sequenza, una destra da fare in pieno, proietta verso la seconda chicane dell’Hungaroring. Una variante atipica, con una frenata importante seguita da un’accelerazione immediata già dal punto di corda per lanciarsi verso la penultima curva a sinistra. Tratto finale con la lunga destra che immette sul rettilineo dei box non più critica come un tempo, visto che i sobbalzi sono stati levigati ed è più facile tenere il punto di corda. Con ogni probabilità sarà il rettilineo di partenza a ospitare la zona Drs, per sorpassi che si preannunciano molto complicati.

    «Saranno molto difficili, i piloti avranno l’opportunità di sfruttare la strategia per guadagnare posizioni», ha confermato Hembery.

    Quattordici curve, un rettilineo di 700 metri, solo 10 secondi con il motore a pieno regime, 4381 metri: sono questi i numeri del circuito alla periferia di Budapest.