GP Ungheria F1 2012: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: pagelle dal Gran Premio di Ungheria 2012

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    Le Pagelle del Gran Premio di Ungheria di Formula 1 2012 non possono non tributare un bel 10 a Lewis Hamilton. Il pilota McLaren, come si dice in questi casi, vince e convince. Chi non vince ma, semmai, stupisce i detrattori è Kimi Raikkonen. Il finlandese guida come suo solito in rimonta dimostrando grande tenacia e grinta. Da incorniciare è il sorpasso di forza sullo spinoso compagno Romain Grosjean. Tanto per mettere le cose in chiaro. Chi proprio non ne azzecca una è Michael Schumacher. Insufficiente è anche la prestazione di Felipe Massa. Tutti gli altri, in qualche modo, se la cavano.

    Hamilton: the king is back

    Con una McLaren più che decente, ritroviamo un Lewis Hamilton in formato gigante. Veloce, preciso, chirurgico. Capace persino di amministrare la monoposto ed i bizzosi pneumatici Pirelli. Con queste premesse, il suo nome rientra tra i favoriti assoluti per il mondiale 2012 di Formula 1. Come se, con Alonso, fosse ancora sullo zero a zero. Voto 10.

    Raikkonen: la classe non è… ghiaccio

    Ci voleva. Ci voleva la spallata ai danni di Grosjean. Arriva al momento giusto per zittire tutti quelli che, con troppa frenesia, cominciavano a fare paragoni pericolosi tra lui ed il francesino per poi accontentarsi di conclusioni quanto mai impegnative da dimostrare. Voto 9. In effetti Raikkonen non è mai perfetto al 100%. Ma il GP d’Ungheria è un’ottima fotografia della differenza che passa tra un campione del mondo, già consacrato, ed un giovane rampante. Più rampante che campione.

    Grosjean: perde il passo

    Più rampante che campione, dicevamo. Grosjean esalta prima per deludere poi quando, nel finale, subisce prima il sorpasso di Raikkonen e perde terreno dai due di testa. La sua condotta di gara è ancora confusa. A tratti smarrisce il passo. Voto 6,5.

    Vettel: costipato

    Le sue ambizioni di gloria si fermano dietro ai tubi di scarico di Jenson Button. Giro 1. Il tappo del pilota McLaren determina un distacco impossibile da risolvere sui tre di testa. Tenta persino la carta del terzo pit stop pur di movimentare la scena. Guida al limite prendendosi qualche rischio e dando spettacolo. La storia dell’Hungaroring è fatta anche di queste ingiustizie. Voto 8+.

    Alonso: che freddo a +40!

    Puoi essere freddo per 69 lunghi e tortuosi giri se c’è un abbondante +40 gradi sull’asfalto ed un altro +40 in classifica da amministrare? Devi esserlo se ti chiami Fernando Alonso e vuoi massimizzare ogni situazione per arrivare, a fine stagione, primo nella classifica del campionato piloti. Lui lo fa. Ma stavolta non è magico. Voto 7.

    Button: sabotato

    Il muretto box sbaglia completamente tutti i calcoli e Button ne fa le spese. Anticipano le soste per fargli recuperare terreno ma ottengono il risultato contrario. Ciliegina sulla torta degli orrori, lo richiamo al box per un pit aggiuntivo che lo penalizza ulteriormente. Un sospetto: mica avrà già firmato per la Ferrari? Mica saranno ritorsioni? Voto 6.

    Senna: riabilitato

    Esce con dignità dalla sua vettura. Evento non ovvio visti i precedenti. Ottiene un bel risultato mostrando il posteriore ad illustri colleghi. Per una domenica non deve vivere con qualche paragone scomodo, compreso quello con Maldonado. Voto 8.

    Webber: Alonso ringrazia

    Parte undicesimo dopo una pessima qualifica ma questo non gli pregiudica una buona e facile rimonta fino alla quinta posizione. Tocca al suo team complicargli la vita andando a chiedergli un ulteriore cambio gomme che lo fa indietreggiare di tre posizioni. Per i regali di Natale è un po’ presto. Voto 7 meno.

    Massa: scivolato

    Tutte le congiunture astronomiche della Ferrari descrivono Felipe Massa come il candidato ideale per il … dopo-Massa! Lui, però, non riesce a dare un piccolo incoraggiamento al box italiano. La disperazione è tale che qualcuno sta addirittura pensando a Kimi Raikkonen. Sul serio. E pensare che basterebbe così poco a Felipe per ottenere una riconferma. A Maranello, in fin dei conti, stanno cercando un tappabuchi d’esperienza per il solo 2013. Voto 5. Partenza pessima. Recupero inesistente. Cavallino quarto nel mondiale costruttori ma primo con un pilota. L’altro.

    Rosberg: il secondo tragico Trulli

    Vogliamo bene a Nico Rosberg. Siamo costretti a tirare fuori anche con lui il nome di Jarno Trulli. Il pilota di Pescara rappresenta bene il modello di campione potenziale che, però, non trova mai in carriera una monoposto in grado di assecondarlo. La Mercedes rischia di diventare la Toyota di qualche anno fa. Colosso dell’auto con grandi mezzi e grandi ambizioni che finisce regolarmente dietro salvo, ogni morte di Papa, trovare uno sprazzo. Almeno un punto arriva. Voto 7.

    Schumacher: spiazz(ol)ato

    Sbaglia a posizionarsi nella piazzola di partenza. Poi si becca il drive through per eccesso di velocità in corsia box ed infine si ritira. Che dite? Lo fanno fermare per decenza? Voto 4. Anche in qualifica era stato pessimo.