GP Ungheria F1 2013: il Processo al Gran Premio [FOTO]

Amici di Derapate

da , il

    GP Ungheria F1 2013: il Processo al Gran Premio [FOTO]

    Amici di Derapate.it benvenuti allo spazio dedicato al Processo al Gran Premio di Ungheria 2013 di Formula 1. Tre i casi che abbiamo deciso di mettere sul tavolo. Il primo riguarda Sebastian Vettel: a fine ostilità dichiara di non aver disputato una delle sue miglior gare e, in effetti, la sconfitta nei confronti di Hamilton e Raikkonen se l’è costruita con le sue stesse mani mancando del guizzo giusto nei momento clou. Il secondo caso chiama in causa Romain Grosjean: Raikkonen ha dimostrato cosa si poteva fare con la Lotus sull’Hungaroring ma il francese ha pensato bene di pasticciare come suo solito. Terzo argomento, immancabile, è quello di casa Ferrari: la parabola discendente delle prestazioni continua e sembra che nessuno veda la luce in fondo al tunnel.

    Vettel: stavolta non fa il fenomeno

    ACCUSA. Allora hanno ragione quelli che teorizzano la teoria del Vettel killer implacabile solo quando ha la possibilità di partire in pole position, salutare la compagnia e controllare la corsa! A Budapest si trova nel traffico e dà il peggio del suo repertorio. Imbarazzante, soprattutto, il modo in cui si incolonna dietro a Button e dice addio ai due gradini più alti del podio. Rovina anche l’ala anteriore ed è fortunato a non avere conseguenze più serie. Scarso ma baciato dalla sorte. Binomio inedito! E il quarto titolo traballa se Mercedes e Lotus continuano ad andare così forte e son guidate da campioni spietati e cinici come Hamilton e Raikkonen. Meno titoli, questi due, ma più palle.

    DIFESA. Una gara meno bella delle altre non può mettere in discussione un campione assoluto della Formula 1 come Sebastian Vettel. A chi sostiene che non sia capace di sgomitare nel traffico o che i suoi successi siano tutti merito della super Red Bull, dico di andarsi a rivedere che gare ha fatto quando era in Toro Rosso. E qui la chiudo. Quanto al GP d’Ungheria, basti dire che con l’ala danneggiata (sfortuna più che demerito!) viaggia con gli stessi tempi dei migliori. Senza quel problemino li avrebbe asfaltati anche stavolta. E non mi stupirei nemmeno nell’apprendere che qualcuno che conta (FIA o FOM, fate voi) ha chiesto ai bibitare di rallentare un attimo per evitare di ammazzare anche questa stagione con largo anticipo!

    Grosjean: bocciatura definitiva?

    ACCUSA. Avevamo puntato qualche Euro su di lui. Le prestazioni in pista ed il secondo posto di Kimi Raikkonen ci hanno confermato che la Lotus era in grado di vincere. Grosjean ha pensato bene di rovinare anche stavolta tutto. Effettua una manovra di sorpasso da assassino e miracolosamente ne esce solo con uno pneumatico afflosciato. Da qui a farsi un pit stop in più per cambiare la gomma rovinata e beccarsi un drive through di penalità… il passo è breve. Inutile che dimostri aver piede se poi non ha testa! Fossimo in Boullier lo licenzieremmo in tronco. Ha già dato quello che poteva. Non quello che doveva. E allora largo a Valsecchi! Cosa aspettano ancora?

    DIFESA. Stare a snocciolare le vittorie ottenute in carriera da Grosjean per dimostrare che è un pilota anche solido, può sembrare fuori luogo. In parte lo è. Per questo pensiamo che sia più opportuno difenderlo ragionando nell’ottica di un team che vuole diversificare gli obiettivi. Con Raikkonen si punta al titolo, alla costanza e alla sostanza. Con Romain ci si può permettere alti e bassi, exploit e flop. Vale il motto del miglior pubblicitario: nel bene o nel male, purché se ne parli! La Lotus l’ha capita benissimo questa lezione. Il Circus, in fin dei conti, è un carrozzone mediatico prima di tutto…

    Ferrari: al peggio non c’è fine

    ACCUSA. Dalle parole ai fatti. Dal rischio di veder sfumare il mondiale alla concreta certezza che gli altri – tutti gli altri – vanno più forte. Sia in qualifica (storia vecchia) che in gara (agghiacciante novità). Non ci sono attenuanti per la Ferrari che si era data come buon proposito quello di spaccare il mondo non appena sarebbe arrivato il caldo mentre, invece, ha conosciuto una deprimente involuzione. La galleria del vento ancora non funzione bene, la correlazione tra i dati del simulatore e quelli della pista non è perfetta, etc. Sono scuse che vanno avanti da tre anni ormai. Così come le parole di Alonso che si appiglia ad un po’ di matematica per non disperarsi in mondovisione. Da settembre andrà meglio? Sì, certo. Come no…

    DIFESA. Sembra che un po’ troppi stiano contando insieme mele e pere. Vedere gli ultimi risultati della Ferrari, essere delusi e arrivare alla conclusione che a Maranello non sanno lavorare è un esercizio facile ma non corrispondente al vero. Mi spiego meglio: ogni gara tra le ultime ha avuto caratteristiche peculiari che impediscono di tirar giù una legge del tipo “la F138 non va” e pensare di aver capito tutto. La verità la scopriremo davvero nel mese di settembre. Non dimentichiamoci che mancano ancora 9 Gran Premi, il vantaggio di Vettel in classifica è di 39 punti su Alonso mentre quelli in palio, ancora da conquistare, sono fino a 225.