GP Ungheria F1 2013, Vettel: “La Red Bull si adatta bene al circuito” [FOTO]

Miglior tempo e buon ritmo gara, la Red Bull prenota il successo nel gran premio d'Ungheria

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    Gp Ungheria 2013, Il venerdi pregara

    Sebastian Vettel inizia nel migliore dei modi la seconda metà di campionato, mettendo sul fuoco un gran tempo nel venerdì di prove libere del Gran Premio d’Ungheria 2013. Il tedesco firma la classifica sia al mattino che al pomeriggio, con un solo piccolo neo: un ritmo gara tutt’altro che devastante.

    Meglio di lui, Mark Webber. Significa che comunque la Red Bull punta al bottino grosso domani e domenica e con gli interventi necessari anche il campione del mondo ha in canna il colpo giusto per far centro.

    «Credo sia ancora presto da dire. La prima e seconda sessione di prove libere sono andate bene, credo ci sia un po’ di sorpresa», commenta.

    Sorpresa guardando allo scorso anno? Sorpresa rispetto a cosa, non è chiaro. Lotus e Ferrari sono dietro, a distanza di sicurezza, certo non siderale, ma non è certo una sorpresa.

    Le minacce più pericolose potrebbero arrivare proprio dalla E21, se Raikkonen riuscirà ad avere una qualifica pulita, non come il giro veloce tentato oggi e ottenuto al terzo giro, senza poter mettere il sigillo della perfezione.

    «Noi proviamo a fare il possibile e non sappiamo dove siano gli altri, ma credo che domani saremo più vicini e dobbiamo assicurarci di spremere tutto il possibile dalla macchina», continua il tedesco. Difficile che possa spuntare la sorpresa Mercedes in qualifica. Le frecce d’argento non sono sembrate in gran forma oggi, eccezion fatta per il primo settore dell’Hungaroring. Ritrovarsele davanti in gara potrebbe rovinare i piani di fuga di Vettel. «E’ bello quando senti il controllo della macchina e puoi giocarci. Credo la RB9 si adatti a questa pista. C’è ancora del lavoro da fare».

    Quel lavoro mirato sulle gomme medie, oggi non prestazionali come le attese. Una pista più gommata potrebbe aiutare il loro rendimento, fatto sta che oggi Mark Webber ha impressionato per costanza, con 9 giri tra 1’26″7 e 1’27″9, poi il pitstop e di nuovo 20 giri compresi tra 1’26″6 e 1’27″1 all’ultimo passaggio. Se c’è qualcuno che ha trovato la quadratura del cerchio con la mescola più dura, quello è l’australiano.

    «Vedremo cosa faranno in nostri avversari, noi ci concentriamo su sul nostro lavoro e oggi è andata bene, devo dire. C’era un po’ di traffico, ma a parte questo è filato tutto liscio. Non c’è tantissimo da fare sulla macchina, è un punto a favore».