GP Ungheria F1 2014, Alonso: “Orgoglioso del team”; Ricciardo: “Dovevo rischiare”

Ricciardo, Alonso e Hamilton raccontano il loro Gran premio d'Ungheria

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    Ungheria, Gran Premnio di Formula 1

    Sono a loro modo tre vincitori, Daniel Ricciardo, Fernando Alonso e Lewis Hamilton, primi tre del Gran premio d’Ungheria. Si prende la seconda vittoria stagionale l’australiano, andando a cercarla con cattiveria, strappandola con i denti e un sorpasso da antologia su un tizio che certo non è conosciuto per i modi soft. Chiedere a Rosberg in proposito. Ha interpretato al meglio la gara, partita sul bagnato e cambiata radicalmente quando la safety car è entrata in pista dopo l’incidente di Ericsson. Ricciardo è stato il più lesto (e fortunato) a rientrare ai box per il cambio gomme, andando sulle soft e anticipando di un giro Rosberg e Vettel, che erano in testa. E’ stata la svolta del gran premio. «E’ bello come la prima vittoria. La safety car all’inizio ci ha dato un vantaggio, la seconda pensavamo ci avrebbe penalizzato», commenta sul podio.

    Altro momento chiave, l’ultima sosta ai box, che gli costa la prima posizione e lo chiama a una rimonta furiosa. Fa giri da qualifica, riduce il gap da Hamilton e Alonso, fino ad accodarsi e approfittare delle uniche due chance per andarsi a prendere la vittoria. Attacca Lewis, sfruttando un bloccaggio dell’inglese, e osando l’esterno in curva 2; poi, la manovra su Alonso: «Sapevo che avendo il Drs sarebbe stata l’ultima chance e dovevo prendere il rischio. Festeggerò stasera e farò festa per un po’ di giorni. Poi continueremo a fare quel che ho fatto nei primi mesi, devo ringraziare il team che mi ha lasciato ambientare benissimo e portare già due vittorie a casa è fenomenale». Solo lui sul gradino più alto del podio, oltre alle due Mercedes.

    Alonso e la Ferrari che piace

    L’Ungheria sorride anche a Fernando Alonso, maestoso per altri versi rispetto a Ricciardo e Hamilton. Gestire le gomme, spingere al limite la Ferrari quando serviva, e riuscire nella tattica di andare fino alla fine con delle gomme morbide molto vissute. Va detto che questa volta il muretto, Andrea Stella in particolare, hanno dimostrato di saper azzardare e sono stati ricompensati. E’ questa la Ferrari che il tifoso vuole, non quella remissiva delle qualifiche, che sbaglia con Raikkonen e lo costringe all’eliminazione in Q1. «Sono estremamente soddisfatto, è stato un week end difficile in una stagione in generale dura. Abbiamo azzardato e rischiato, cercando di portare a casa la vittoria, sono orgoglioso del team», ammette Fernando.

    E’ podio maturato forse non grazie alla prestazione pura della macchina, ma c’è dell’altro a contare, così come servono gare movimentate per far emergere i talenti assoluti: «Oggi c’è stata una combinazione di elementi che ha reso la gara molto difficile da comprendere. Abbiamo usato la nostra esperienza, ci servono corse pazze quest’anno per salire sul podio». Si stringe intorno a Fernando e al team, Marco Mattiacci: «Abbiamo visto un grande Alonso, bene Kimi, abbiamo reagito con carattere a un week end molto difficile. E’ stata una gara che ci rimette all’altezza della Ferrari. Più che ossigeno, è un risultato ottimo per il morale, è stato un week end che ci ha insegnato molto e da qui dobbiamo ripartire per tornare dove la Ferrari merita». La strada ancora è lunga e la stessa aggressività che Alonso mette in pista servirà ai tecnici per sviluppare la macchina.

    Raikkonen: cambiare ed evitare errori stupidi

    Kimi Raikkonen, per chiudere il capitolo sul Cavallino rampante, rimonta bene dalla 16ma posizione, ma resta il fardello delle qualifiche. E’ chiaro più che mai Kimi e non possiamo non dargli ragione quando dice: «Dobbiamo fare le cose meglio, cambiare in alcuni settori per essere certi di non fare errori stupidi. Sono tante piccole cose sulle quali migliorare, per essere dove dobbiamo come team, non vale solo per me». Cambiare in alcuni settori: trema la poltrona di Pat Fry?

    Il terzo grandissimo sul podio, Lewis Hamilton, meriterebbe una pagina tutta per sé. Viene fatto fuori dal fuoco in qualifica e anche l’acqua in gara non gli è amica. Pronti, via – dalla pitlane – e si gira per i freni freddi alla curva 2. Da lì in poi sarà una rimonta rabbiosa, fatta di sorpassi, alcuni da antologia, come quello all’esterno di Vergne in curva 4. Nel finale prova ad attaccare Alonso, ma le gomme medie non gli danno il plus necessario per stare vicino e passare sul rettilineo. Deve difendersi da Ricciardo, con le soft e irriverente quanto basta per aggredirlo all’esterno di curva 3. «E’ stato un week end pazzo per me! Devo dire grazie al team, che ha fatto un gran lavoro con i pit stop; io ho cercato di sfruttare la macchina, ci sono molti lati positivi da portarci via da qui. Gli ultimi giri sono stati molto difficili, Fernando ha guidato in modo stupendo come sempre e Daniel ha fatto un ottimo lavoro. Era davanti a tutti all’inizio, io volevo tenere la posizione ma era difficile». Non ha il gran sorriso che sarebbe legittimo aspettarsi dopo una gara del genere e la risposta è tutta da ricercare nella bagarre con Rosberg e quell’ordine di scuderia semplicemente sbagliato. Ma questa è un’altra storia, da raccontare a parte.

    Fabiano Polimeni