GP Ungheria F1 2014, Rosberg furioso: “Un’altra occasione e passavo io!”

Rosberg resta in testa al mondiale dopo il Gran premio d'Ungheria, ma il clima si fa teso in Mercedes

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    Formula 1 Gran Premio di Ungheria, la gara

    Due episodi bastano per disegnare il volto cupo di Nico Rosberg al termine del Gran premio d’Ungheria. L’ordine di scuderia – giustamente non rispettato – dato a Hamilton per favorire la strategia e le maniere forti usate dall’inglese nel finale, quando ha respinto l’attacco all’esterno di curva 3 del leader del mondiale.

    Dovrà farsene una ragione e, soprattutto, evitare l’atteggiamento da infastidito che nel dopogara l’ha caratterizzato. «Sono incacchiato per l’ultimo giro, c’era una piccola possibilità e non ce l’ho fatta», dice trattenendo malamente la rabbia evidente. «Un giro in più, forse nemmeno, una seconda volta e io passo», aggiunge. Il riferimento è sulla manovra, sacrosanta, di Hamilton che lo accompagna all’esterno sull’erba. Fa la stessa cosa che proprio Rosberg, in precedenza, aveva fatto con Bottas in curva 1. Se si aspettava la porta aperta da parte dell’inglese, dovrebbe sapere che piuttosto sarebbero andati fuori entrambi, com’è giusto sia.

    C’è da ridire anche sulla comunicazione inviata via radio a Hamilton, prima dell’ultima sosta di Rosberg, con la quale si chiedeva a Lewis di dare strada e consentire a Nico di sfruttare quel set di gomme, mettere del vantaggio e fare la sosta senza rientrare nel traffico. Correttamente Hamilton non l’ha fatto passare. «La strategia non era ottima alla fine, anche se è facile dirlo. E’ stata una gara difficile, [prendo un] quarto posto e altri punti, quello è importante. [Sulla comunicazione via radio], dobbiamo discutere dentro alla squadra», dice inizialmente tenendosi sul “diplomatico”. Poi, si lascia andare e aggiunge: «Per me è impossibile da pilota capire cosa sta succedendo, sono loro (il muretto box; ndr) a dover decidere. Gli ultimi giri sono stati da qualifica, sono arrivato vicino al mio compagno, ho provato e non ce l’ho fatta, mi fa incacchiare di brutto».

    Complessivamente il gran premio di Rosberg non è apparso avere quel mordente e rabbia agonistica messa in campo dagli altri. Certo, in partenza è volato via imprendibile, ma l’episodio della safety car, entrata proprio mentre passava sul traguardo, l’ha costretto a perdere un giro e piombare nel gruppo. Da lì non è riuscito a evadere in fretta.

    Fa il ruolo del pompiere, invece, Paddy Lowe, relativamente alla comunicazione-ordine impartito via radio a Hamilton. «Credo che non dovremmo esagerare su quest’aspetto, avevano strategie diverse e Nico in teoria con la sua sarebbe dovuto essere molto più veloce. Volevamo che entrambi conoscessero la situazione e non si ostacolassero a vicenda. Nico non era abbastanza vicino quando abbiamo dato l’ordine, era impossibile farlo passare senza perdere tempo», chiosa il tecnico inglese.

    Fabiano Polimeni