GP Ungheria F1 2015: le Pagelle da 10 a 0! [FOTO]

GP Ungheria F1 2015: le Pagelle da 10 a 0! [FOTO]

    GP Ungheria F1 2015: le Pagelle da 10 a 0! [FOTO]

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato alle pagelle del Gran Premio d’Ungheria di F1 2015. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori della gara di Budapest troviamo al primo posto il vincitore Sebastian Vettel che si conferma un maestro nel controllo della corsa quando ha la possibilità di prendere la testa sin dalle prime curve. Tra i big si becca una sonora bocciatura soprattutto Lewis Hamilton che fa di tutto per regalare a Rosberg dei punti preziosi in classifica. Ma siccome la sfiga ci vede benissimo, decide di accanirsi sul tedesco, giusto per pareggiare i conti…

    La partenza in solitaria con controllo della situazione dagli specchietti è la sua specialità. Stupisce il ritmo della Ferrari nella prima parte di gara. Stupisce come Vettel riesca a tenersi dietro il veloce Rosberg nonostante le gomme medie non siano proprio digerite dalla SF15-T dopo l’arrivo della Safety Car. Parliamoci chiaro, una volta ricompattato il gruppo, l’avevamo dato tutti per spacciato…

    Pochi giri di parole. La vittoria della Ferrari nel Gran Premio d’Ungheria 2015 di Formula 1 è soprattutto nel segno di Jules Bianchi che per quella macchina avrebbe corso neanche troppo in là nel tempo. Ma quello che va detto nelle nostre pagelle è che il successo sul circuito dell’Hungaroring era stato preparato da diverso tempo. Viste le caratteristiche della pista, c’era il cerchietto rosso su questa data. Facendo i complottisti, possiamo persino vedere come non casuale il fatto che appena un mese fa lì ci ha girato Vettel con una monoposto del 2012 in occasione dei Ferrari Racing Days. Probabilmente era davvero tutto studiato a tavolino nei minimi dettagli. E, alla fine, la vittoria è arrivata con grande autorevolezza. Per come si erano messe alla fine le cose, il ritiro del buon Raikkonen (voto 9 pure a lui) stona. Una facile doppietta ci doveva stare. Le prende e le dà. Ci pensa lui a tenere alta l’attenzione. Fa un po’ di casini, a dire il vero, ma il contatto con Rosberg vale come normale incidente di gara nonostante i commissari, in piena trance agonistica, abbiano inflitto penalità a chiunque. O quasi. La parte interessante della gara di Ricciardo sta tutta nel saper sfruttare l’occasione di trovarsi al posto giusto con le gomme giuste. E quando l’occasione fatica a dare i frutti sperati, lui – solo lui – si inventa un sorpasso a ruote fumanti. Gli va male ma il suo obiettivo non era il podio: era sbarazzarsi in fretta di Rosberg e andare a vedersela con Vettel. Capito il ragazzo?

    Sì, resta il più giovane di tutti. Ma a Verstappen basta poco per crescere. In questi mesi ha fatto passi da gigante. L’uscire indenne dai tanti tranelli del GP d’Ungheria con il miglior risultato stagionale, vale come diploma. Per la laurea ci vuole ancora tempo ma, intanto, ha fatto capire a tutti, ma proprio a tutti, che non ha nulla da invidiare ai colleghi più esperti.

    All’inizio lotta con gomme spiattellate che danno pessime vibrazioni alla sua Red Bull. Tenta di salvare il salvabile e, tra sfighe altrui di varia natura e una safety car che ricompatta il gruppo, si trova il secondo gradino del podio servito su un vassoio d’argento. Non sa neppure lui come ha fatto. Non è una delle sue uscite migliori. Ma è sicuramente il miglior risultato suo e dell’intera Russia a motore. Rispetto al Rosberg bello addormentato ed all’Hamilton pasticcione, questi tedeschi possono fare poco. Che la macchina fosse comunque ottima lo dimostrano i ruggiti del campione del mondo in carica. Se proprio va fatta una critica al team Mercedes, semmai, è nel non aver montato gomme Soft a Rosberg dopo l’arrivo della safety car visto che Nico aveva avuto molte difficoltà con le Medium. Ma stiamo cercando il pelo nell’uovo. Quando mancavano pochi giri alla fine, era in testa al mondiale grazie al secondo posto ed alla contemporanea uscita di Hamilton dalla top ten. Sotto alla bandiera a scacchi, invece, ha chiuso dietro al compagno rivale. Ma non è di questo che dobbiamo parlare. Rosberg è inspiegabilmente lento e non riesce mai ad impensierire la Ferrari di Vettel e Raikkonen né con le gomme Soft, né con le Medium. Hamilton, invece, fa il diavolo a quattro dimostrando quale sia il vero potenziale della Mercedes.

    Ah bene, non ci stancheremo mai di lui. Anzi, lo vorremmo vedere a lottare per qualcosa di più che un piazzamento! D’ora in poi sarà studiato nelle scuole guida per piloti come esempio da non seguire. In un solo Gran Premio è riuscito a scrivere la piccola enciclopedia delle penalità, prendendole tutte fino a inventarne di nuove: causa incidente, supera in regime di safety car, non rispetta limiti di velocità, etc. etc. Grande cuore.

    Dicevamo di Hamilton che fa il diavolo a quattro. Ma la potenza è nulla senza controllo, diceva un vecchio spot della Pirelli che calza a pennello per la situazione. E‘ tornato l’Hamilton della GP2, quello che sbaglia e rimonta anche due volte nella stessa gara. In Formula 1, però, non sempre trovi un Rosberg che, anziché scartare il regalo, lo rispedisce al mittente. C’è poco da scherzare in merito alla fragilità della Force India che si rompe in corso d’opera già dal venerdì. Perez e Hulkenberg sono i protagonisti degli incidenti più spettacolari del fine settimana. Ma anche quelli potenzialmente più pericolosi. Nel ricordo di Jules Bianchi, va detto che con la sicurezza non si può proprio mai scherzare. L’imponderabile è sempre dietro all’angolo. Ma com’è questa storia che Bernie Ecclestone avrebbe boicottato la Ferrari dalle immagini della regia internazionale per la prima metà del GP d’Ungheria come ripicca per alcuni screzi avuti con la dirigenza del Cavallino Rampante? In attesa di approfondire il tema, prendiamo atto che i metodi dittatoriali del buon Mr. E. hanno fino ad ora funzionato. Ma il mondo è cambiato. E se, ad esempio, basta un account Twitter o un indirizzo e-mail per ricevere in tempo reale qualche milione di insulti da tifosi sdegnati, allora anche lui si arrenderà all’evidenza che la democrazia è oramai l’unica via accettabile per la società moderna. Se ne faccia una ragione.

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