GP Ungheria F1 2015, Massa: “Jules era un grande amico”

GP Ungheria F1 2015, Massa: “Jules era un grande amico”

Inevitabile parlare dell'addio al pilota francese a Budapest, il ricordo dei piloti nella conferenza del giovedì

da in Circuito Hungaroring F1, Felipe Massa, Formula 1 2017, GP Ungheria F1
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    GP Ungheria F1 2015, Massa: “Jules era un grande amico”

    La Formula 1 si ritrova a Budapest per il Gran Premio d’Ungheria 2015, con il lutto al braccio. Il ricordo di Jules Bianchi è ancora freschissimo, una tragedia che ha colpito una generazione di piloti mai prima messi di fronte ai rischi più estremi della pista.
    Ognuno dà un suo, personalissimo, ricordo di Jules, partendo da Romain Grosjean: «Non posso scegliere un ricordo preferito, perché ne ho molti. La prima volta l’ho visto nei go-kart e allora era molto più forte di me. Abbiamo condiviso molto con Jules, i suoi genitori credo fossero contenti di vederci alla cerimonia. Non lo dimenticherò mai, correrò e correremo anche per lui». Si ricorderà Jules, ma in pista non ci sarà spazio per emozioni e “ripensamenti” su quel che si sta facendo. Per seguire il LIVE della gara in diretta dall’Ungheria, BASTA CLICCARE QUI!

    «Quanto scendi la visiera, vuoi essere il migliore, stare davanti. Le manovre di sorpasso o il modo in cui guidi o pensi non cambierà. Ricordo quando ebbi l’incidente qui, quando passo da quel punto non ci penso, appartiene al passato, poi quando scendi dalla macchina ricordi Jules e il resto, ma in macchina non penso a mamma, padre, figlio e pensi a fare quel che devi», spiega Felipe Massa. Il brasiliano ha avuto modo di conoscerlo ancor prima dell’ingresso in Ferrari Driver Academy e tante sono state le occasioni al di fuori del circuito nelle quali apprezzarlo: «Jules era anzitutto un grande amico. L’ho conosciuto quando correva nei kart, avevamo lo stesso manager, Nicolas Todt. Per me era un ragazzo fantastico, un pilota straordinario. Purtroppo in Formula 1 non ha avuto l’opportunità di correre con una macchina competitiva. Abbiamo fatto tante gare in Brasile sui kart, era il miglior pilota che abbia mai visto sui kart. Non è bello quanto accaduto, è stato difficile essere presenti in quella chiesa e realizzare cos’era accaduto».

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    Ricordi che devono lasciare spazio all’attualità e i temi tecnici chiave del Gran Premio d’Ungheria. In Williams, Massa non si nasconde e ammette che devono compiersi grandi passi avanti per essere competitivi sul bagnato, condizione che potrebbe presentarsi a Budapest durante il week end, probabilmente nelle libere del venerdì. «A Silverstone è stato fantastico ritrovarsi in testa, tornare a combattere per la vittoria. Avremmo potuto vincere, non ci siamo riusciti ma non solo per quanto successo ai box, soprattutto per la pioggia: abbiamo faticato molto ed è uno dei lavori principali da fare.

    Dobbiamo però prendere i lati positivi, la macchina era molto vicina alla Mercedes, anche se restavano un po’ più veloci».
    Dal Belgio cambieranno le procedure di partenza, ma Felipe non è troppo preoccupato: «Credo di poter essere ancora competitivo in partenza. Anche l’anno scorso sono sempre partito molto bene, non dovrebbe cambiare molto la procedura. Magari avremo meno informazioni ma la procedura non cambierà completamente».

    In lotta per la quinta posizione nel mondiale Costruttori c’è, invece, una Force India ringalluzzita dall’introduzione della macchina Evo. Hulkenberg da Le Mans va costantemente meglio di Perez che, però, non demorde. «Le ultime due gare Nico ha fatto più punti, con gli aggiornamenti arrivati non mi sono trovato altrettanto bene, ma c’è ancora gran parte del campionato da correre, sono molto ottimista qui, l’importante è continuare a dimostrare che la macchina è migliorata drasticamente». Ha un pensiero, ovviamente, anche per Bianchi: «Quando succede qualcosa di simile a un collega, sappiamo saremmo potuti esserci noi al suo posto, ogni volta che sali in macchina sai che il rischio è molto alto ma non cambia nulla. Vogliamo estrarre ogni decimo dalla macchina, non credo cambierà niente», dice a chi gli chiede se l’approccio di un pilota cambi in qualche modo dopo eventi così drammatici.

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