GP Ungheria F1 2016, albo d’oro e storia: 1986-2015

GP Ungheria F1 2016, albo d’oro e storia: 1986-2015
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 04/11/2016 07:01

    C’era un tempo in cui anche all’Hungaroring, circuito teatro del prossimo Gran Premio d’Ungheria per la F1 2016, si sorpassava. La prima edizione è datata 1986, quando a vincere fu Nelson Piquet con la Williams, davanti a Senna. Resterà una perla il sorpasso del brasiliano della Williams sulla Lotus di Senna. Diversi tentativi “tradizionali”, attaccando l’interno in frenata alla prima curva, senza successo. Poi, l’impossibile, sfidando le leggi della fisica. Tira la staccata all’esterno Piquet, inserisce il muso della Williams davanti alla Lotus quanto basta per tenere in pista la monoposto con una manovra da rally. Sarà sorpasso degno della Hall of Fame dei più belli di sempre. Per seguire la gara del GP Ungheria F1 2016 LIVE in diretta, BASTA CLICCARE QUI!

    La storia del gran premio

    1989: la rimonta di Mansell. Il leone inglese parte 12mo in griglia, con chance di vittoria pressoché nulle. Eppure Mansell rimonta posizioni su posizioni fino a prende il leader della gara Senna. Al 58mo giro, complice il doppiaggio di Johansson, Mansell scavalca Senna, impegnato a sua volta a superare lo svedese. Grande astuzia di Mansell, che coronerà la rimonta con la vittoria.

    1997: Damon Hill e la Arrows E’ arrivato a 4 chilometri dall’impresa nel 1997 il campione del mondo in carica Damon Hill. Passato alla Arrows dopo il titolo del 96, Hill si trovò terzo in griglia e in gara sembrava avviato a una storica vittoria quando, a poche tornate dal termine iniziò ad accusare problemi idraulici che bloccarono il cambio in terza e in seguito l’acceleratore. L’ultimo giro sarà “fatale”, con Villeneuve che lo supera sul rettilineo dove nel 2009 avrà l’incidente Felipe Massa. Per Hill secondo posto a quasi 10 secondi di ritardo.

    La storia del gran premio

    1998: il capolavoro di Brawn e Schumacher. L’edizione del 98 sarà ricordata per l’azzardo di strategia del muretto Ferrari. Costretto all’inseguimento delle due McLaren di Hakkinen e Coulthard, senza un colpo di genio Schumacher si sarebbe dovuto accontentare della terza piazza. Così, la scelta che scompagina tutti i piani: tre soste anziché due. La condizione fondamentale? Girare su tempi da qualifica. Le tornate record in sequenza del tedesco gli consentiranno di mettere da parte il margine necessario per fare il pit-stop e uscire davanti a Coulthard e Hakkinen, che perderà posizioni per problemi al cambio, finendo poi sesto.Fu una vittoria interamente figlia della strategia.

    1999 e 2000: la doppietta di Hakkinen. Il finlandese della McLaren farà centro per due stagioni consecutive. Due vittorie senza appello, con un dominio netto davanti a Irvine e Coulthard nel 99, mentre l’anno successivo si metterà alle spalle Schumacher e Coulthard.

    2001: i due titoli già in cassaforte. La Ferrari vince il titolo Costruttori, Schumacher quello Piloti. E siamo ancora ad agosto. Dal sesto posto in giù, tutti doppiati, mentre sul podio insieme a Schumacher salgono Barrichello e Coulthard.

    2003: la prima di Alonso. Non sarà gara particolarmente emozionante quella del Gran Premio d’Ungheria 2003. Va segnalata perché rappresenta il primo successo in carriera di Fernando Alonso, al volante della Renault. Lo spagnolo ottiene anche la pole position e stabilisce il nuovo record di pilota più giovane ad aver vinto un gran premio: 22 anni e 26 giorni – poi battuto da Vettel a Monza nel 2008, 21 anni e 73 giorni -.

    La storia del gran premio

    2006: Button il più astuto. Grazie alla pioggia – prima volta dal 1986 -, il Gran Premio d’Ungheria del 2006 sarà un’edizione spettacolare e ricca di colpi di scena. Vincerà Jenson Button, al volante della Honda, per quella che sarà la sua prima affermazione in carriera. Button che diventerà pilota di riferimento nelle gare difficili da interpretare e condizioni di misto asciutto-bagnato. Emozioni che iniziano al giro 51, quando Alonso esce dalla pitlane e finisce fuori per la posteriore destra fissata male. La rimonta epica dello spagnolo – penalizzato per la scorrettezza nelle libere e partito 10° – si ferma nella via di fuga del tracciato magiaro. Anche Schumacher è costretto al ritiro per la rottura del tirante dello sterzo, mentre Raikkonen, autore della pole position, si scontra con Liuzzi e viene estromesso dalla gara. Resiste Button, vincitore davanti a De la Rosa e Heidfeld. Kubica, a punti con la Bmw, verrà squalificato perché la monoposto risulterà sottopeso, consentendo a Schumacher di guadagnare un punto nonostante il ritiro.

    2007: qualifiche infuocate in McLaren. L’antefatto va ricercato nell’alternanza in McLaren su chi deve uscire per primo dai box nell’ultima manche delle prove. A rotazione i due piloti si sarebbero “sacrificati”, consentendo all’altro di avere un giro in più a disposizione. In Ungheria Alonso doveva uscire per primo, ma Hamilton lo supera e fa saltare l’ordine. Per tutta risposta, Alonso - al pit per montare gomme nuove - resterà fermo oltre le indicazioni del team, con il suo preparatore Fabrizio Borra a tenere il conto dei secondi extra da “recuperare” per compensare il torto fatto nei suoi confronti. La Fia indagherà sull’accaduto e penalizzeranno la McLaren non assegnandole punti per il mondiale Costruttori in quella gara, mentre Alonso verrà arretrato in sesta posizione.

    2009: l’incidente di Massa. Tiene tutti con il fiato sospeso, Felipe Massa durante le qualifiche del sabato nella Q2. Il brasiliano, dietro alla Brawn Gp del connazionale Barrichello, viene colpito sul casco da una molla staccatasi dalla vettura inglese. La Ferrari procederà dritta contro le barriere e Massa, privo di conoscenza, verrà condotto in ospedale con una commozione cerebrale, un taglio alla fronte e una lesione nella parte sinistra del cranio. La gara sarà vinta da Lewis Hamilton, mentre la Ferrari correrà con il solo Raikkonen, secondo sul podio davanti a Webber.

    La storia del gran premio

    2010: dominio Red Bull e caos ai box. Dalla pole scatta Vettel, al comando autorevolmente fino all’ingresso della safety car per l’incidente di Liuzzi che perde un pezzo della Force India. Tutti ai box tranne Webber che se ne avvantaggia e va in testa. Alle sue spalle Vettel, che però lascia troppo spazio dietro al leader – con l’intento di avvantaggiarne la fuga e consentirgli poi il pit-stop con un buon margine di vantaggio -: la manovra costerà la gara al tedesco, che verrà penalizzato con un drive through e concluderà terzo dietro ad Alonso. Webber riuscirà a mettere insieme giri veloci in sequenza che gli garantiranno la vittoria.

    2011: Ancora Button. L’inglese della McLaren festeggia i 200 gran premi in carriera con la vittoria. E sarà un successo in condizioni meteo indecifrabili, con la pioggia a tratti che ha movimentato l’intera gara. Nelle prime quattro posizioni finiranno quattro campioni del mondo: Button, Vettel, Alonso, Hamilton, quarto nonostante un drive through e un testacoda.

    2012

    2012: Hamilton sulle due Lotus. Divertente? No. Emozionante? Nemmeno. Il gran premio del 2012 resterà negli annali per la magra figura di Michael Schumacher, che sbaglia piazzola nel giro di formazione e costringe a un secondo start. Hamilton scatta dalla pole position e resterà in testa fin sotto la bandiera a scacchi. Saranno le due Lotus a impensierirlo e rimontare nella seconda parte di gara. Grosjean secondo e Raikkonen quinto, arriveranno dietro all’inglese a posizioni invertite: dopo la seconda sosta il finlandese battaglia col compagno di team e resta davanti. Si mette in mostra la gran consistenza col caldo della Lotus, mentre Ferrari e Red Bull annaspano.

    2013

    Lewis Hamilton vince il Gran Premio di Ungheria 2013 di F1. La Mercedes non si squaglia al sole del circuito dell’Hungaroring e a Budapest mette tutti in riga soprattutto grazie alle grandi doti del pilota inglese. Sul podio salgono anche Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel. Il finlandese sfrutta al meglio una tattica con un pit stop in meno mentre il tedesco della Red Bull è un po’ sfortunato dopo il primo cambio gomme quando rientra nel traffico e perde la possibilità di sfidare Hamilton. A punti vanno anche Webber, Alonso, Grosjean, Button, Massa, Perez e Maldonado. Sul conto della Ferrari va detto che la giornata è nuovamente molto negativa. Note non positive anche per la Lotus di Grosjean che spreca una grande occasione commettendo una scorrettezza che gli fa scontare un drive through quanto mai penalizzante.

    E’ un’edizione movimentata quella del 2015. Il Gran Premio d’Ungheria inizia al sabato con il rogo della Mercedes di Hamilton: macchina danneggiata e pilota costretto a partire dai box. Domenica piove e in griglia tutti devono partire con le intermedie. Rosberg dalla pole va lungo quando passa su gomme slick, al terzo giro, mentre Hamilton rimonta posizione dopo posizione, non senza fortuna, visto che alla seconda curva del primo giro va in testacoda e riesce a evitare le barriere. La gara subisce anche due interruzioni con la safety car in pista, prima per l’incidente di Ericsson, al terzo giro, più tardi per il botto di Sergio Perez, andato largo all’ultima curva e con le ruote sull’erba bagnata è stato proiettato a muro. La gara vivrà su tre soste ai box. Alonso si troverà in testa dopo la sua terza, ma Ricciardo effettuerà la fermata molto dopo, ritrovandosi con gomme fresche e in grado, così, di rimontare. Ne approfitta per superare sia Hamilton che Alonso, costretto a cedere negli ultimi giri, quando già si assaporava la prima vittoria dell’anno per la Rossa. Sono scintille, dietro, tra Rosberg e Hamilton per il podio, con Lewis a chiudere la porta in faccia al tentativo di sorpasso in curva 3. Ricciardo vincerà la sua seconda gara in carriera davanti ad Alonso e Hamilton, Rosberg finirà quarto.

    Mercedes in prima fila, Ferrari terza e quinta, ma appena si spengono i semafori Vettel balza al comando e Raikkonen si mette alle sue spalle in curva 3. Le Mercedes entrano in bagarre, Hamilton va lungo alla curva 6 e sprofonda a metà gruppo. Gara difficile per lui e Rosberg, chiamati alla rimonta e nel traffico. Le Ferrari dettano il ritmo e, senza il ritiro di Raikkonen, sarebbe stata doppietta facile per le Rosse. Rosberg cerca di limitare i danni, avrebbe avuto il podio alla portata, ma il contatto con Ricciardo nelle battute finali lo costringe a rientrare lentamente ai box con la gomma posteriore forata. Insieme a Vettel saranno Ricciardo e Kvyat a prendersi il podio, poi Verstappen appena ai margini e Fernando Alonso quinto. Solo sesto Hamilton. E’ il gran premio in cui si ricorda Jules Bianchi, scomparso pochi giorni prima, a seguito dei traumi riportati nel Gran Premio del Giappone 2014.

    1963

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