GP Ungheria F1 2016: le pagelle da 10 a 0!

Diamo i voti ai primi dieci dell'Hungaroring

da , il

    GP Ungheria F1 2016: le pagelle da 10 a 0!

    E’ stato un Gran Premio d’Ungheria 2016 incentrato su pochi episodi chiave. La partenza, il tentativo di giocare d’anticipo con le strategie, una lotta in pista buona per mettere sale su un piatto altrimenti privo di sapori forti.

    Conseguentemente, le pagelle della gara all’Hungaroring riflettono un quadro piuttosto piatto. Il “dieci” si assegna sulla base dell’unico momento cruciale indovinato, poiché per 70 giri è stata solo ordinaria amministrazione. Vediamo quali sono le pagelle dei protagonisti a Budapest.

    Hamilton: 10

    Aveva un solo colpo in canna, da non sbagliare. Alla partenza scatta perfettamente dal lato sporco della pista (svantaggio minimizzato dalla pioggia caduta sabato) e stacca pulito in curva 1. Prima posizione e tanti saluti al gruppo. Poco british il gesto a Gutierrez, un dito medio meritato per tutto il tempo fatto perdere dalla Haas doppiata. Vola in testa al mondiale, prima volta quest’anno, ma la partita è tutt’altro che conclusa.

    Raikkonen: 9

    Parte cauto, perde anche una posizione, poi si libera delle macchine lente e il capolavoro lo fa gestendo le gomme morbide alla grande. Uno stint lunghissimo gli permette di recuperare posizioni, poi con due treni di supermorbide nel finale è più veloce di Alonso e Verstappen. Fa fuori il primo come semplice formalità, con il secondo c’è un’altra monoposto da dover affrontare. La velocità era nettamente superiore, lo spazio per passare nettamente inferiore al minimo necessario. Deve accontentarsi, consapevole che ha pagato un errore del box al sabato, perché la velocità durante l’intero week end, sull’asciutto, era sullo stesso piano (forse meglio) di Vettel.

    Vettel, Ricciardo, Alonso: 8

    Gare importanti, ciascuno per le rispettive ambizioni. C’è un Vettel che parte molto bene ma non ha lo spiraglio giusto per cercare l’attacco, poi però la strategia funziona a dovere, lui è rapido nei 2 giri che ha per star davanti a Verstappen e riesce a portarsi a casa punti buoni. Ricciardo è un abbonato al podio in Ungheria, a tratti sembra rapido quanto le Mercedes (che vanno di conserva in testa) ma a fine gara la sua “vittoria” è l’aver relegato il compagno di scuderia alle spalle e con ampio distacco. Alonso merita un 8 che tiene conto anche dei sontuosi numeri fatti al sabato in Q1, quando l’acqua in pista era quella buona per girare col motoscafo. In gara si mette tranquillo in settima posizione, senza minacce alle spalle (ottimo Sainz) né chance di andare a impensierire i top team. E’ il primo dei piloti delle squadre di centro classifica. Bene così, anche se il fattore-pista ha aiutato.

    Verstappen, Sainz: 7

    Nonostante tutto, gara positiva. Resiste con i denti aglii attacchi di Raikkonen, poco importa se correttamente o meno. Conta il risultato portato al traguardo. Paga la scelta Red Bull di privilegiare Ricciardo nella prima fermata e quel giro extra lo porta a perdere la quarta posizione a vantaggio di Vettel.

    Carlitos sta tirando fuori il meglio dalla Toro Rosso e il confronto con Kvyat è impietoso. Fa la gara che ci si aspetta, porta a casa bei punti e la convinzione che si tratti di un pilota affidabile e maturo: ricordiamo come stava al passo di Verstappen più volte fino a qualche GP fa a parità di macchina

    Il Processo al GP d’Ungheria

    Rosberg, 6

    Doveva indovinare una sola cosa e non gli è riuscito. La partenza è balbettante, fortuna vuole che riesca ad avere trazione migliore fuori da curva 1 e recuperare la posizione persa su Ricciardo. La leadership nel mondiale vola via, ma Nico ha la velocità giusta per tornare protagonista. Certo, l’episodio (furbo) della qualifica resta una macchia che avrebbero dovuto punire i commissari. Da parte sua non può essere certo biasimato per il comportamento: ha azzardato e gli è andata bene. Imbarazzante la decisione dei commissari.

    Bottas, Hulkenberg: 5

    Gare anonime, di due piloti che si confrontano a distanza portando la bandiera delle rispettive scuderie, in lotta diretta per la quarta posizione nel mondiale Costruttori. Qualche punticino strappato senza convinzione, in attesa di ritrovarli più avanti in Germania

    Kvyat, Massa: 3

    Bocciati, senza mezze misure. Per gli errori in qualifica (Massa) e per una gara mai in luce. Chi li ha visti all’Hungaroring?

    FIA: 2

    Una Federazione di bacchettoni, che si preoccupa dei limiti della pista in maniera ossessiva, ma se ne frega di punire chi tiene giù sotto doppia bandiera gialla. Serve una generale rinfrescata, magari con carte d’identità più giovani, in direzione gara. Le decisioni adottate oramai da tempo, e su svariati aspetti, lasciano molto molto a desiderare.