GP Ungheria F1 2017, Ferrari. Vettel: “Gara difficile, mi è dispiaciuto per Kimi”

Doppietta Ferrari, vittoria di squadra nel GP d'Ungheria F1 2017. Raikkonen: 'Volevo vincere, al pit avrei voluto continuare a star fuori più a lungo'

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    GP Ungheria F1 2017, Ferrari. Vettel: “Gara difficile, mi è dispiaciuto per Kimi”

    Montecarlo e Budapest, due trionfi tutti Rossi. Due doppiette a spolverare un albo d’oro da troppo tempo non aggiornato. La vittoria Ferrari nel GP d’Ungheria F1 2017 era stata invocata dopo Silverstone, non poteva esserci pista migliore per tornare a vincere e andare in vacanza con la leadership nel mondiale Piloti e un po’ meno lontani in quello Costruttori. Dev’esserci la consapevolezza di una forza chiara su piste da alto carico aerodinamico, le novità tecniche hanno funzionato e adesso dovranno assicurare il cambio di passo dal GP del Belgio. Intanto c’è la festa per l’allungo su Hamilton, a 14 punti di ritardo dopo aver mancato il sorpasso su Raikkonen e restituito correttamente la posizione a Valtteri Bottas.

    «C’è molta soddisfazione perché si chiude bene la prima parte del campionato. Il lavoro dei ragazzi è stato grande e alla fine ci ha ripagato. Quando ti muovi per strada e senti la gente che ti dice “Vinciamo vinciamo”, non siamo solo noi, a Maranello, ma tutta l’Italia che spinge. Sebastian ha fatto una gara stupenda col problema che aveva, Kimi ha difeso il compagno di squadra come solo un vichingo poteva fare. Con Kimi non è mai cambiato nulla, abbiamo avuto un grande rispetto per lui e oggi ha dimostrato che solo un campione del mondo come lui ha difeso il compagno di squadra come ha fatto», il commento di Maurizio Arrivabene.

    Sarà rinnovo di contratto per entrambi, scelta logica e le parole di Sergio Marchionne non lasciano dubbi: «Stanno benissimo insieme, cambiare la squadra è difficile, vediamo se riusciamo a portare entrambi nel 2018, la squadra si sta formando bene e non vorrei rovinarla».

    A spiegare le difficoltà di correre per quasi 70 giri con il volante che tira sulla sinistra è Seb dal podio: «Sono al settimo cielo, è stata una gara difficile, ho avuto parecchio da fare sin dal giro dopo la safety car, c’era qualcosa di sbagliato sullo sterzo, tirava da una parte, dovevo salvare la macchina e stare lontano dai cordoli. Non ho aiutato Kimi perché non avevo passo. Gli ho detto che mi dispiaceva perché ero troppo lento. Faticavo con la macchina, ovviamente per lui non è stata una bella posizione. E’ stato bello averlo come “cuscino”, ma è stata una gara dura. Speravo di avere un paio di giri per respirare, ma non arrivavano mai. Non so cosa sia successo, non importa, alla fine abbiamo vinto, tirava a sinistra sul dritto, quando giravi a sinistra dovevi farci l’abitudine. Non era ideale ma ormai non conta più, grandi complimenti al team. Abbiamo più carico aerodinamico di tutti, per molti anni mancava, tanti hanno criticato la nostra macchina; cosa avevamo, cosa non, hanno cercato di bandire delle cose, copiare delle altre. Può essere fastidioso, ma per altri aspetti siamo orgogliosi. Siamo al primo anno di una nuova generazione di macchine e chiunque troverà le soluzioni nel modo più veloce, vincerà. E’ stata una gran prima metà di stagione, i lati positivi sono senza dubbio superiori dei negativi, che ci sono e dobbiamo imparare».

    Ottimo scudiero è stato Kimi Raikkonen. Velocissimo all’Hungaroring sin dalle qualifiche, ha coperto le spalle a Vettel e si rammarica per la vittoria mancata: «Non ho potuto regalare ai tifosi purtroppo una vittoria, l’abbiamo fatto come team, avevo una macchina grandiosa; l’errore in qualifica alla fine mi è costato caro, malgrado una buona partenza non volevo forzare la situazione. Ho tenuto duro per 70 giri, nei quali sono rimasto bloccato dietro, volevo vincere. A meno che qualcuno non faccia un grosso errore o abbia un gran problema non è facile superare, il fatto che davanti ci sia il tuo compagno di squadra ti fa prestare ancor più attenzione. Ho avuto due opportunità, una in partenza, sono partito bene ma c’era il mio compagno davanti e non potevo forzare. Al pit-stop avrei voluto continuare più a lungo, il team ha un quadro più ampio e non sapevo cosa stesse facendo la Mercedes, alla fine mi sono trovato dietro Seb per tutta la gara, quando la Mercedes ci stava riprendendo mi sono trovato a sandwich tra due macchine. Capisco che la doppietta resta l’obiettivo principale per il team. Io sono qui per cercare di vincere le gare, non per arrivare secondo».