GP USA Austin F1 2016, il Processo alla gara [FOTO]

GP USA Austin F1 2016, il Processo alla gara [FOTO]

Alonso si esalta nella lotta ravvicinata, è protagonista del finale

da in Circuito Austin F1, Formula 1 2017, GP Usa F1
Ultimo aggiornamento:

    Il Gran Premio degli USA 2016 a Austin lascia soddisfatti i tre sul podio, ciascuno con un obiettivo centrato. Hamilton la vittoria e le speranze di titolo sempre vive, Rosberg la leadership del mondiale senza grandi rischi corsi in gara, Ricciardo con un terzo posto che sarebbe potuto essere forse secondo, ma va bene così nel complesso.
    Il Processo alla gara di Austin ci regala tre situazioni da analizzare, che non riguardano sicuramente i primi, quanto, piuttosto, co-protagonisti. Le Ferrari sono attori comprimari nella partita Mercedes-Red Bull, la VSC si conferma sistema folle nel funzionamento e Alonso dimostra di non aver perso l’istinto cacciatore quando può entrare in lotta.

    ACCUSA - Dopo una qualifica imbarazzante, con Hulkenberg vicinissimo a Vettel, non sembra esserci molto in cui sperare per le ultimissime gare dell’anno. Inferiorità tecnica palese, gomme che funzionano poco e male in abbinamento alla SF16-H, tanto da farla girare su tempi a tratti interessanti e, subito dopo, crollare nel passaggio di Raikkonen a gomma morbida. L’ennesima stagione andata alle ortiche, con la speranza che serva a qualcosa quel processo di apprendimento che ancora a Austin Sebastian Vettel ha detto proseguire. A quando la concretizzazione dei frutti?

    DIFESA – Difficile prendere le parti della Ferrari, se non dicendo che il finale di campionato può sfruttarsi utilmente per preparare il prossimo anno. L’auspicio è che tutti siano su questa lunghezza d’onda e non si rincorra più nulla da qui ad Abu Dhabi. A corsa servirebbe un podio? Ennesimo spostamento dell’obiettivo all’anno seguente, quando, però, gli avversari saranno sempre gli stessi e con una potenza di fuoco enorme, come dimostrato dal recupero Red Bull nel 2016.

    GP degli USA, le Pagelle da Austin

    ACCUSA - Con Massa pecca di aggressività e non può essere giustificato.

    Andava penalizzato il comportamento di Fernando, che si è buttato all’interno quando era ancora molto distante dalla Williams, andando a causare anche la foratura dell’anteriore sinistra sulla macchina di Felipe. Va bene voler dare il massimo e staccare un risultato importante, nonostante la McLaren a disposizione, ma esistono dei limiti nelle condotte aggressive.

    DIFESA - Epico. Dimostra ai detrattori che lui ha ancora la fame e grinta giuste per essere campione. Gli mancano i mezzi tecnici e quanto fatto a Austin riporta tutto il peso, imbarazzante, del fallimento, sulle spalle di McLaren e Honda. Assalta la posizione su Massa nemmeno si trattasse della vittoria, poi lotta con Sainz e tira staccate a ruote fumanti in un duello emozionante. Ha regalato senza dubbio le fasi più intense e divertenti della gara in Texas.

    ACCUSA - Possibile che nel continuo rimescolare dei regolamenti non si riesca a trovare un sistema più efficace della VSC? A Austin ha creato i soliti divari ingiustificati, diversità di tempo sul giro enorme, con Massa che si è lamentato di un recupero eccessivo di Alonso. Va assolutamente eliminata per adottare un sistema in stile Le Mans, con la Yellow Zone al limitatore nel tratto di pista interessato da pericolo

    DIFESA - E’ lo strumento più rapido per intervenire e consentire ai commissari di operare in sicurezza, nonché ai piloti. E’ diventata una variabile da sfruttare, come fatto a Austin dalla Mercedes, lesta ad approfittarne per effettuare il secondo pit con Rosberg.

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