GP USA Austin F1 2016: le Pagelle da 10 a 0!

GP USA Austin F1 2016: le Pagelle da 10 a 0!
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 04/11/2016 07:01

    GP USA Austin F1 2016: le Pagelle da 10 a 0!

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nelle pagelle del Gran Premio degli USA 2016 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori sull’esigente circuito di Austin, mettiamo al primo posto proprio… Fernando Alonso! Un bravo, poi, tocca anche a Lewis Hamilton, Daniel Ricciardo ed allo sfortunato Kimi Raikkonen. Malino Rosberg, malissimo anche stavolta la Ferrari.

    Quando c’è l’osso da mordere, Alonso torna in formato mastino. Si sbarazza di Massa facendo il bulletto ma restando impunito. Poi svernicia Sainz e porta a casa un quinto posto con l’urlo. Di questi tempi è oro.

    Non concede il primo match ball a Rosberg che controlla con comodità sia in qualifiche che in gara. A 3 GP dalla fine Hamilton ha 26 punti di distacco e nessuna voglia di fare calcoli. né di alzare bandiera bianca. Che se ne dica. Certo è che quel ritiro in Malesia mentre era in testa alla gara pesa ancora. E peserà.

    E’ lo Stig della Formula 1. Avete notato la postura? Classica. Eroe del nulla quando torna a marcia indietro in corsia box così come quando ad Interlagos 2012 prese una via di fuga fuori programma salvo poi trovare il cancello sbarrato e ingranare anche in quel caso la retro. E poi qualcuno si chiede ancora perché abbia così tanti fans nonostante un solo titolo vinto quasi due lustri fa? Piccola nota di demerito, non tanto a lui quanto al suo fans club: aver scritto su Instagram un post al veleno contro i giornalisti del “La Gazzetta” per averlo ripetutamente criticato nel corso dei secoli. Amen. Il bello di Iceman è che passa oltre, insensibile. Battibeccare non è da lui. Se ne renda conto in fretta lo staff.

    Eh già! Ricciardo ha voluto provarci anche stavolta. In partenza non riesce a far meglio che infilare solo una delle due Mercedes. Dopodiché ha provato a tenere a tiro Hamilton fintanto che ha potuto. Infine, complice anche la Virtual Safety Car, ha dovuto cedere la terza piazza. Il ritiro di Raikkonen gli ha tolto qualche imbarazzo dalle retrovie. Fa quel che può con il mezzo che gli mettono a disposizione. La tattica è da cestinare. Vettel è da rivedere ormai in formato 2017 per capire se questo rinnovo del contratto è davvero fondamentale. La Ferrari ha puntato su di lui per avere un fenomeno del volante senza se e senza ma.

    Le cose sono due: o Rosberg ha corso il GP degli USA in versione ragioniere; o ha corso al massimo delle sue possibilità. In entrambi i casi il risultato è che sta correndo ancora dei bei rischi, perché il mondiale non si vince con la paura, né puntando a dei piazzamenti risicati. Non con un vantaggio così esiguo.

    Si sta preparando a scrivere la propria autobiografia. Nella quale ribadirà il concetto: Alonso è il più grande di tutti. Ma anche il più stronzo. Nel GP degli USA ha modo di verificarlo nuovamente e di farsi ulteriormente umiliare dal bullo spagnolo che su di lui non ha né pietà, né timori reverenziali. Perché mai? Avremmo sperato in un sussulto d’orgoglio prima di salutare la compagnia. Ma niente. Una gomma montata male può anche capitare. Persino ai migliori. Il problema della Ferrari è che si continua a sentir parlare di problemi capiti e risolti, quando poi i problemi sono sempre gli stessi e gli esiti sempre uguali. Questa SF16H fa come vuole. A volte va fortissimo. Altre volte no. Dipende dalla pista, dalle gomme, dall’asfalto, dalle temperature. Lei sa tutto. Ma solo lei. Chi ci lavora non ha ancora capito una benedetta mazza! Altre 3 gare e il calvario sarà finito. Forse.

    Ti chiedi come sia possibile che un ragazzo di 18 anni possa davvero competere con i piloti più forti del mondo fino a ridicolizzarli. Ti chiedi come faccia Verstappen a non essere il più forte asso del volante mai sceso sulla Terra. E poi ti accordi che il ragazzo di svarioni ne sa compiere ancora. Come, ad esempio, rientrare al box credendo di dover cambiare le gomme senza che nessuno glielo abbia mai detto (e senza avvisare); come, ad esempio, viaggiare a trenta all’ora per quasi un giro puntando a tornare ai box quando il ritiro è già sancito.

    Ma certo, alla fine delle Pagelle arriva sempre l’appuntamento con la direzione gara. Giusto per ricordare che è stata cambiata la norma sui sorpassi rendendo illecito ciò che prima era (forse) lecito. Cioè il frenare cambiando direzione. Insomma, lo scarto fuori traiettoria alla Verstappen. Da qui a capirci qualcosa, il viaggio è lungo. Così come è lungo capire come mai Alonso sia passato impunito dopo aver portato Massa fuori pista mentre altre volte qualche sfortunato predecessore si è beccato 4 fustigate, 3 preghierine, 2 punti di penalità, 5 secondi di penalizzazione, 4 attimi di banalizzazione… Oh mio Dio! La Formula 1 cambia proprietà e Bernie Ecclestone perde immediatamente la testa. Da Gran Maestro dell’Ordine, divinizzato e guardato con ottimi timori reverenziali, si sta già trasformando in vecchietto pensionato che, pur di far parlare di sé, deve sparare qualche cartuccia a salve? Temo di sì. Come, ad esempio, quando dice:”Meglio vinca Hamilton rispetto a Rosberg. La storia di Rosberg non ha nulla da dire e non farebbe poi così bene alla categoria”. Discorsi da bar. Non da manager che muove ancora miliardi e tesse le fila del baraccone…

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