GP USA F1 2012: le Pagelle di Paolo Zermiani [FOTO]

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    GP USA F1 2012: le Pagelle di Paolo Zermiani [FOTO]

    Le Pagelle del Gran Premio degli USA 2012 di Formula 1 hanno due primi della classe. Due piloti molto diversi nel genere che, in passato, hanno visto i loro destini incrociarsi terribilmente proprio nel Gran Premio del Brasile. Lo stesso Gran Premio che tra sette giorni definirà le fortune e le sfortune di Vettel e Alonso. Sto parlando di Lewis Hamilton e Felipe Massa: ad Austin sono entrambi da 10! Meno brillanti, invece, i due già citati contendenti il titolo mondiale. Il pilota della Red Bull non poteva fare meno del secondo posto. Quello della Ferrari aveva l’obbligo di compiere l’ennesima magia mentre, invece, si limita a fare solo il “meglio possibile”. Il che, come stiamo vedendo, può cinicamente non essere abbastanza.

    Hamilton: fast and furious

    La vuole a tutti i costi la vittoria. E la ottiene. Il Lewis Hamilton visto nel GP degli USA 2012 è quello al massimo del proprio potenziale. Non penso sia un caso che abbia dato il meglio di sé su un circuito dove il degrado delle gomme non è un problema, anzi: più si è cattivi e più si va forte. Voto 10 in Pagella. Senza storie. E una domanda non retorica: quanto dovremmo aspettare per rivederlo sul gradino più alto del podio? Una settimana o una vita? Alla Mercedes, l’ardua sentenza. Francamente, a scanso di equivoci, credo che non rimpiangerà la McLaren. Un titolo mondiale in sei anni è troppo poco per un talento del genere. Senza i due stupidi ritiri per cause meccaniche mentre era prima, oltretutto, se la sarebbe giocata anche quest’anno.

    Vettel: brivido felino

    Alla fine gli va bene. Partendo dalla pole position, aveva l’obbligo di vincere e chiudere virtualmente il mondiale perché ad uno come Alonso non va lasciata mai una seconda possibilità. Non ci riesce solo per merito di Hamilton. A conti fatti: poteva andare molto peggio visto quello che è accaduto a Webber. Da Vettel, però, ci si aspettava di più. Voto 6. Con questa Red Bull non poteva fare peggio del secondo posto.

    Alonso: la teoria del caos

    Citazione del matematico Alan Turing:“Lo spostamento di un singolo elettrone per un miliardesimo di centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la differenza tra due avvenimenti molto diversi, come l’uccisione di un uomo un anno dopo, a causa di una valanga, o la sua salvezza”. E’ un po’ questa la teoria del caos. Ottima da tirar fuori per spiegare questo grande rompicapo rappresentato dalla F2012. In breve: la Ferrari arriva a giocarsi il tutto per tutto (o quasi) nel penultimo Gran Premio dell’anno, porta tanti aggiornamenti che, però, finiscono con il rendere del tutto innocuo il disperato grido di battaglia di Fernando Alonso. Tant’è che Massa va più forte di lui. Se non altro, lo spagnolo è fenomenale quando serve: alla partenza soprattutto. Voto 7 meno.

    Massa: lezione di stile

    Standing ovation per Felipe Massa. Viene retrocesso, umiliato secondo alcuni, tradito secondo altri… ma non molla. Si fregia del ruolo di uomo squadra e porta a termine il lavoro sporco. Perfetto in gara. Stupefacente nelle dichiarazioni a motori spenti. In Brasile, quelli del box Ferrari gli chiederanno ancora di più: chiamare a raccolta i suoi connazionali per 71 giri di gufate contro Vettel. Se riesce ance in quest’impresa, si merita la riconferma fino al 2016.

    Button: del meglio del suo meglio

    Parte dal lato sporco e molto indietro in griglia a causa di un problema tecnico in qualifica che lo condiziona. Senza colpe, quindi, si vede costretto ad una gara in grande rimonta. Si dà da fare con stile e quasi nessuno si accorge di quanto sia stavolta inferiore a Hamilton. Anche il sottoscritto ci casca e gli rifila un bel voto 8. Non riesce a sfruttare al massimo il vantaggio di avere le gomme medie nel finale.

    Raikkonen: finale inedito

    Parte male. Te lo aspetti in rimonta frenetica con il passare dei giri e, invece, Raikkonen si congela con l’andar via del sole e l’abbassarsi della temperatura dell’asfalto. Siamo alle solite: la Lotus dell’uomo di ghiaccio preferisce il caldo. Voto 7,5.

    Grosjean: fiamma spenta

    L’errorino ce lo piazza una volta di più. L’uscita di pista nelle prime fasi di gare gli toglie un ruolo da protagonista altrimenti sicuro. Voto 5. In Formula 1 serve la perfezione anche per avere la sufficienza. Si conferma un ottimo outsider, un fantastico comprimario, un elemento necessario per avere spettacolo e colpi di scena. Lui, però, è arrivato nel Circus per vincere tradendo regolarmente le attese.

    Webber: l’uomo giusto

    Eh sì. Meno male che c’è Webber. Come Massa, pur se meno platealmente, accetta di fare la seconda guida. Come Massa, anche volesse, potrebbe fare poco per contenere il talento del compagno di squadra. Meglio di Massa, attrae su di sé la sfiga. E’ un discorso di 50 e 50. La croce cade su di lui. Diversamente, sai che dramma sarebbe stato per il box Red Bull. Voto 7. Di stima.

    Rosberg-Schumacher: poveri cristi

    Spreco solo due parole per commentare le gare di Rosberg e Schumacher: senza voto. Aggiungo: è un discorso da fare per rispetto della loro professionalità. Meritano di più. La Mercedes è alla deriva se accetta di fare una figuraccia del genere di fronte al pubblico americano. Sono tre anni che mollano lo sviluppo a metà stagione per pensare all’anno venturo. Spero per loro che stavolta sia quella buona. Altrimenti saremo di fronte ad uno dei flop più rumorosi di tutti i tempi. E chi, tra i ferraristi, rimpiange ancora Ross Brawn?