GP USA F1 2013, Austin: noia infinita, colpa di Pirelli! Vettel: “Devo ricordarmi questi giorni”

La noia che ha vinto il Gran Premio degli USA 2013 di Formula 1 ancor più di Sebatian Vettel ha un solo colpevole: la Pirelli

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    GP USA F1 2013, Austin: noia infinita, colpa di Pirelli!

    Vogliamo essere provocatori. La noia che ha vinto il Gran Premio degli USA 2013 di Formula 1 ancor più di Sebastian Vettel ha un solo colpevole: la Pirelli. Stavolta l’azienda milanese non ha portato in pista gomme che davano problemi di degrado ed ha riportato la massima competizione motoristica ad antichi scenari. La gara di Austin, infatti, è stata una di quelle normali, vecchio stile, che abbiamo imparato a conoscere per anni e anni quando c’era la Bridgestone a dettare legge. Facciamoci seri e proviamo a ragionare così: delle due, l’una! O la Pirelli è la salvezza di questi ultimi 3 anni di gare spettacolari in Formula 1 e va supportata ancora. Oppure si può continuare a criticarla ben sapendo, però, che fare scelte più conservative sul fronte degli pneumatici porterà negli anni a venire ad avere tante gare come quest’ultimo GP degli USA. Fate voi.

    Hembery minaccia: “1 pit stop sempre, d’ora in poi”

    Paul Hembery l’aveva già detto prima che partisse la gara. I fatti gli hanno dato ragione. Questa scelta conservativa da parte della Pirelli per il Gran Premio degli USA che ha portato ad un pessimo spettacolo in pista potrebbe essere replicata per tutto il 2014 se non ci sarà la possibilità di avere regole più chiare e ampi margini di lavoro sul prodotto. L’azienda italiana non ci sta a fare il capro espiatorio in ogni situazione. Ovviamente. Si sa che Bernie Ecclestone ha chiesto esplicitamente gomme “difficili” e che durino poco per rendere emozionante lo spettacolo. Ma se i team non si allineano a questa necessità e sparano costantemente a zero sul fornitore unico, allora il gioco non vale la candela. “La FIA deve dirci cosa vuole veramente da noi – ha dichiarato Hembery - vogliamo avere linee guida molto chiare in modo tale che nessuno poi si dimentichi che noi abbiamo fatto esattamente quello che ci è stato chiesto. Altrimenti la Formula 1 dovrà prepararsi a rivedere spesso gare con un solo pit stop”, ha concluso il responsabile di Pirelli Motorsport.

    Vettel: “Devo ricordarmi questi giorni”

    Sebastian Vettel è l’unico a non essersi annoiato. A fine gara, rimettendosi a fare “donuts” a lato pista, ha pure provato a far divertire un po’ questi americani. Il diavolo fa le pentole. E basta. Già il rapporto tra USA e F1 non è mai stato ottimo. Ma poi questi yankees c’hanno pure la sfiga di beccarsi spesso le peggiori gare di sempre. Penso al 2013. Penso al 2005 ad Indianapolis. “Macchina fantastica, ma in partenza erano tutti vicini e Romain è partito molto bene. Poi mi sono concentrato solo su di me controllando macchina e distacchi”, ha dichiarato Vettel sul podio dilungandosi in complimenti ovvi e ringraziamenti al pubblico americano. La cosa più interessante, però, la dice qualche minuto prima. Mentre è lì a fare le “ciambelle” ammette via radio al suo box “devo ricordarmi di questi giorni”. Anche saggio. Perfetto. Praticamente.

    Grosjean poteva farcela al via

    E se Grosjean fosse riuscito a spuntarla su Vettel in partenza? Il tedesco avrebbe vinto lo stesso. Ma magari ci sarebbe stata un po’ di battaglia in più. “C’ero quasi riuscito - ha dichiarato il francese sul podio – sono contento lo stesso per il team. La macchina è andata bene e trovarmi fra le due Red Bull è il meglio che si possa fare”.

    Alonso: “Questa è la Ferrari attuale”

    Queste la parole di Fernando Alonso alla RAI:“Sapevamo che sarebbe stato difficile mantenere la posizione in partenza perché eravamo sul lato sporco e infatti l’abbiamo persa. A quel punto stare vicini alle altre vetture ci faceva rovinare le gomme e quindi abbiamo deciso di allontanarci un po’. Siamo andati meglio con le gomme dure ed abbiamo passato Perez ed Hulkenberg. In definitiva oggi è stata dura. Non siamo stati capaci di stare davanti alla Mercedes”. Da 11 a 15 si è allargato il distacco per raggiungere il secondo posto in classifica costruttori. “Ora diventa un obiettivo difficile - ha ammesso lo spagnolo - in Brasile ci proveremo anche se sappiamo di avere fatto dei passi indietro: facciamo fatica ad entrare in Q3 in qualifica ed a stare tra i primi. Ora dobbiamo inventarci qualcosa”. Piove sul bagnato in casa Ferrari visto che Alonso ha pure ammesso di soffrire ancora di diminuzione della sensibilità nela parte sinistra del corpo e di qualche emicrania dopo la botta di Abu Dhabi.

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