GP USA F1 2014 ad Austin, Ricciardo: “Stagione oltre le aspettative, Kvyat da non sottovalutare”

Ad Austin i temi del week end ruotano tra mercato piloti, l'assenza di Marussia e Caterham e l'autoesclusione di Vettel dalle qualifiche

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    Primo atto del week end del Gran premio degli USA, ad Austin. In conferenza stampa, largo al mercato, per gente come Grosjean che ancora spera in evoluzioni che lo portino via dalla Lotus, ma appare destinato a restare là dove si trova, per mancanza di alternative. Largo a chi, come Bottas, in un anno è passato dal marcare i primi punti iridati fino a diventare tra i più convincenti a ogni gran premio, la sorpresa 2014 insieme a Ricciardo. Largo anche a un Lewis Hamilton che sente avvicinarsi il titolo e con la pressione tutta su Rosberg, chiamato a rispondere dopo troppe battute a vuoto. Per seguire il LIVE delle qualifiche in diretta web, con aggiornamenti costanti, tempi e classfiche, BASTA CLICCARE QUI!

    C’è stato anche tempo e spazio per discutere di nuovi circuiti, tradizione contro business. «Sarebbe senz’altro un peccato perdere i circuiti storici, mi piace anche andare in posti nuovi però. Austin è uno dei migliori se non il migliore in assoluto tra i circuiti di nuova generazione. Ciò non toglie che si devono mantenere alcuni gran premi iconici in Europa», commenta Ricciardo quando gli chiedono della tappa in Azerbaijan.

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    L’attualità, però, è fatta dell’abbandono di Marussia e Caterham, senza soldi, senza prospettive per una Formula 1 che continua a stritolare i team. La terza macchina? Sarà realtà nel 2015, e Lewis Hamilton la pensa così: «Si dovrebbe espandere il team, per un pilota giovane sarebbe una chance ottima e aiuterebbe a fare esperienza. Pensando ai due team che sono usciti, mi dispiace molto per i dipendenti è la cosa che mi preoccupa di più, speriamo possano trovare spazio in altre scuderie». Hamilton reduce dal dominio di Sochi, si proietta verso una gara probabilmente da due soste, diversamente dal singolo stop dello scorso anno. Situazione da evitare, per lo spettacolo, e il Gran premio di Russia l’ha confermato. D’altronde, se le gomme sono troppo dure in certe occasioni, Lewis ricorda come: «fanno (Pirelli; ndr) quel che abbiamo chiesto noi. Quest’anno poi la sicurezza non è mai stata un problema, diversamente dagli anni scorsi».

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    Altro tema cruciale, il mercato. Grosjean spera in un sedile McLaren, vincolato alla scelta che farà Alonso e ammette: «Ho la possibilità di lasciare il team se vorrò, ci sono delle clausole legate alle prestazioni». Incertezza apparente, ancora, anche per Perez in Force India: «Sono molto vicino al rinnovo, mi auguro di restare qui con questo team, mi sono spostato troppe volte nei quattro anni di Formula 1», ammette.

    Futuro ben definito, invece, quello di Daniel Ricciardo, che traccia un bilancio sul 2014 e non sottovaluta Kvyat: «Sono molto contento della mia stagione, è andata ogni oltre aspettativa, mia e degli altri. Daniil sarà il “giovane” del team [il prossimo anno] e io il “vecchio”, lo conosco da alcuni anni e non intendo prenderlo alla leggera, potrà offrire molto al team e devo cercare di lavorare, continuare a migliorare, non ho ancora raggiunto il picco delle prestazioni e punto ad arrivarci».

    In Red Bull, poi, c’è la grana del motore di Vettel da sostituire e le polemiche su una premeditata assenza dalle qualifiche: «Ancora non tutto è definito, ma se anche dovesse fare la pole dovrebbe partire dalla pitlane, quindi preferisce risparmiare dei km. Non è l’ideale per lui né per i fan, vedremo cosa accadrà, ma solo i regolamenti di quest’anno e questo è un lato negativo», commenta Daniel.

    Fabiano Polimeni