GP USA F1 2014, Ecclestone fa mea culpa: “Cattiva redistribuzione dei profitti”

Il Gran premio degli USA 2014 ad Austin potrebbe venir boicottato dai team minori, per protesta contro la ripartizione dei proventi del Circus

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    GP USA F1 2014 ad Austin, prove libere

    E’ la rivolta dei piccoli, quella che si vorrebbe inscenare ad Austin, sede del Gran premio degli USA. Protestano contro la ripartizione della torta dei proventi, Force India, Sauber e Lotus e le ultime notizie che rimbalzano dal paddock vorrebbero il boicottaggio del gran premio domenica.

    In Lotus non commentano le indiscrezioni, mentre secondo quanto riportato dalla BBC, la Force India starebbe considerando l’opportunità di non partire per protesta. Sarebbe una rottura inaccettabile per Ecclestone, perché esistono dei contratti firmati e da rispettare, difficile pensare che tutto possa avvenire così, senza conseguenze.

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    Inoltre, non sarebbe un bel gesto verso il pubblico, già costretto a vivere il gran premio a Indianapolis nel 2005 con appena 6 vetture, a causa del ritiro delle monoposto gommate Michelin per problemi di sicurezza. Una cosa è certa: se esistono minacce concrete che qualcuno possa non schierarsi in griglia al via del Gran premio degli USA, si muoveranno in tanti per far cambiare idea. «Garantisco che correranno, ma temo per il prossimo anno», commenta Ecclestone. Quanto la minaccia sia seria, lo fa capire l’ammissione di colpa effettuata dallo stesso Ecclestone: «Il problema è che c’è una cattiva redistribuzione dei soldi, probabilmente un mio errore, ma molti degli accordi che sono stati fatti, sembravano essere una buona idea a suo tempo».

    Si scopre improvvisamente attento alla sorte di quei team che, fino a pochi mesi fa, era pronto a lasciare fallissero, aprendo la strada alla terza macchina. Questa volta il coltello dalla parte del manico sembrano averlo i “piccoli” a capo della rivolta, resta da valutare quali saranno le reazioni dei big: meglio schierare una terza macchina o pensare a redistribuire i guadagni e rendere la spartizione della torta più equa?

    Fabiano Polimeni