GP USA F1 2014, Ferrari: Alonso diverte con i sorpassi, Raikkonen doppiato

Alonso e Raikkonen non brillano ad Austin e il Gran premio degli USA 2014 è l'ennesimo calvario stagionale

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    GP USA F1 2014 ad Austin, le qualifiche

    Se non fosse per i bei sorpassi che ha messo in pista, il Gran premio degli USA di Alonso e della Ferrari non meriterebbe un rigo di cronaca.

    Ma Fernando ci mette l’orgoglio, lotta e fa a ruotate con Button, Vettel e chiunque gli capiti a portata di Drs, peccato che tanti sforzi alla fine si concretizzino solo in un sesto posto, così come era partito in griglia, protagonista di uno scatto fulmineo, tanto da trovarsi davanti a Ricciardo alla prima curva.

    In confronto a Raikkonen, è prestazione che vale una vittoria quella di Nando, che a fine gara dice: «Penso che sia stata la miglior strategia possibile. Al secondo stop non c’era rischio di perdere posizioni e abbiamo allungato sperando di essere più veloci con le soft nel finale».

    Continua a credere nella lotta per il mondiale Costruttori, anche se la Williams diventa chimera. Tutto può accadere ad Abu Dhabi, vero, ma sarebbe esclusivamente un gran colpo di fortuna, riuscire a prendere la terza posizione. «La gara è stata dura, come il campionato, ora sembra che abbiamo perso competitività ma alla fine ci sono milioni di dollari in palio per il mondiale Costruttori e dobbiamo spingere sempre per aiutare la Ferrari. «Le macchine davanti a noi erano più veloci e sono sparite subito dopo il via, quindi abbiamo cercato di controllare le squadre alle nostre spalle ed era importante finire davanti alle McLaren»

    Di Raikkonen, cosa dire? Senz’altro essere stato tamponato da Perez al primo giro non l’ha aiutato, tuttavia, il 13mo posto a 1 giro di ritardo non è il risultato che deve portare a casa. «Sono stato colpito a inizio gara, ma non andavo male, poi è peggiorata di continuo». Da mesi spiega che l’anteriore della F14 T non è come lo vorrebbe (figurarsi se è l’unico problema del progetto; ndr) e la cosa più inquietante è che non si siano fatti passi avanti decisivi: «Cerchiamo di risolvere il problema, oggi è stato un disastro ma non c’è molto che io possa fare e speriamo di riuscirci prima o poi».