GP USA F1 2014: il Processo al Gran Premio [FOTO]

Formula 1: processo al Gran Premio degli Stati Uniti 2014

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    GP USA F1 2014: il Processo al Gran Premio [FOTO]

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato al Processo al Gran Premio degli USA 2014. Tre i temi sul piatto della bilancia dopo la gara di Austin. Innanzitutto ci chiediamo se, dopo il forfait di Caterham e Marussia, il Circus abbia bisogno di una vera rivoluzione o se basti proseguire sulla linea dei piccoli ritocchi. In secondo luogo, vogliamo capire cosa ne pensate del comportamento della Ferrari che dice di puntare al 2015 ma non porta in pista soluzioni che funzionano anche sulla vettura del 2014. Infine, vogliamo ragionare sul misterioso comportamento di Fernando Alonso: cosa fareste voi al suo posto?

    CASO 1: F1 in crisi, Ecclestone primo colpevole!

    ACCUSA. La realtà, non le chiacchiere, dicono questo: l’attuale management della Formula 1 ha portato a contare solo 18 macchine in pista ed a rischiare che nel 2015 ce ne siano solo 14. Non c’è altro da aggiungere se non che il divario prestazionale tra i primi e gli ultimi è, oltretutto, assolutamente imbarazzante. E’ ovvio che il sistema va rifondato da cima a fondo obbligando gli autori di questo scempio, protratto sin troppo a lungo nel tempo, a levarsi quanto prima dai piedi. Di chi stiamo parlando? Di Ecclestone, innanzitutto! Il pesce, si sa, puzza dalla testa.

    DIFESA. Chi manovra attualmente la Formula 1, leggasi Bernie Ecclestone in primis, è colui il quale ha contribuito in modo radicale a renderla uno spettacolo di portata mondiale. Senza questa premessa, probabilmente la categoria si sarebbe già estinta, fagocitata da altre simili che sono nate di volta in volta e che hanno decretato, ad esempio, il ridimensionamento di serie storiche come le vecchie F2 o F3. Chi ha gestito il Circus fino ad ora, quindi, pur con qualche errore, ha sicuramente fatto un gran lavoro dimostrando doti uniche di visione sul lungo periodo. Qualche intoppo c’è stato, inutile negarlo, ma nessuno come Mr. E. conosce bene il funzionamento del giocattolino. E’ lui l’ideatore. E’ lui che può sistemarlo al meglio apportando, tutto sommato, solo qualche piccolo ma fondamentale correttivo.

    CASO 2: cosa combina la Ferrari?

    ACCUSA. Limitiamoci ai dati tangibili. La Ferrari di inizio stagione stazionava appena sotto il terzo gradino del podio. Qualche volta è riuscita a salirci. Il nuovo corso targato Mattiacci doveva dare una svolta che non è arrivata. Preso atto delle difficoltà, a Maranello hanno pensato di puntare tutto al 2015 non nascondendo che, principalmente a livello di aerodinamica, sarebbe stato possibile sfornare novità tecniche che si sarebbero rivelate già utili nel corso di questo 2014. Le novità sono arrivate, ma i risultati sono stati in continuo peggioramento. Cosa c’è da aspettarsi, allora, per il nuovo anno? La risposta datevela da soli.

    DIFESA. La Ferrari ha portato in pista oggi solo qualche briciola rispetto a ciò che interesserà il progetto del 2015. Non solo. I problemi principali, se non tutti, sono connessi al deficit di potenza della power unit. Con un motore a livello di Mercedes, sarebbe più semplice ragionare su assetti e configurazioni della macchina che oggi, invece, sono assolutamente impensabili. Va bene così: la Ferrari punta tutto sul 2015 fregandosene di questo finale di stagione e credendo di poter realizzare una power unit di tutt’altro livello! I conti con Mattiacci non si possono fare prima di marzo 2015. E forse non basterà.

    CASO 3: se io fossi Alonso…

    IPOTESI 1. Alonso lascia la Ferrari, come ormai pare assodato, per andare in McLaren. Pazienza se dovrà fare di nuovo i conti con Ron Dennis. Ha dalla sua tutto l’appoggio della Honda. La stessa Honda che torna per primeggiare e non per fare numero. Non avrà nessun compagno di squadra scomodo. Avrà la massima libertà di andarsene subito se il progetto non convince. In Ferrari si parla di tornare al successo tra 2-3 anni come minimo. Mollare il Cavallino al suo destino significa non avere nulla da perdere.

    IPOTESI 2. Lasciare la Ferrari significa perdere centinaia di milioni di tifosi in un sol colpo che seguono il Cavallino Rampante indipendentemente dai nomi dei suoi piloti. Per uno che fa tanti soldi tra sponsor e di marketing, si tratta di una scelta logica? Restare un altro anno giusto per capire come funziona il nuovo corso Marchionne-Mattiacci, è la cosa più saggia. La Honda, eventualmente, lo aspetterà 12 mesi senza batter ciglio. E tra 12 mesi sarà tutto più chiaro il quadro dei valori in campo.

    IPOTESI 3. La più strana. La più affascinante. Quella che più rispetta TUTTE le dichiarazioni di Alonso è, però, l’ipotesi numero 3. Le rispetta tutte tutte tutte: persino quelle apparentemente in contrasto tra loro. Lo spagnolo parla di progetto “stupefacente e difficile”, sostiene che tutti resteranno a bocca aperta e racconta che gli ultimi eventi stanno andando nella direzione migliore per lui. A quali eventi si riferisce? Mica parlerà dei forfait di Caterham e Marussia? Mica starà pensando a farsi un team in proprio magari sfruttando le possibilità che stanno per arrivare dall’idea dei top team di vendere una terza vettura ai clienti? Come sta facendo con il ciclismo, vuole forse “comprarsi” in proprio una scuderia e sviluppare con un team tutto suo? Mica avrà intenzione di richiamare a lavorare con lui tutti i suoi fedelissimi a partire da Bob Bell, Pat Symonds e, perché no, Flavio Briatore? Via i geni/scemi di Maranello e avanti con una squadra a sua immagine e somiglianza? Fantascienza? Impossibile? Possibile, ma tanto vi dovevamo…