GP USA F1 2014, Marussia e Caterham: niente Austin. Così funziona la terza macchina

Il Gran premio degli USA si correrà senza Caterham e Marussia, mentre Ecclestone dettaglia il meccanismo della terza macchina in Formula 1

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    Formula 1 Gp Usa 2013   la gara ad Austin

    Difficile da spiegare agli americani, che riescono ad appassionarsi alle gare Nascar e alla Indy. Spiegare che Marussia e Caterham, ad Austin, il Gran premio degli USA non lo correranno perché le difficoltà finanziarie sono tali da non permettere di affrontare nemmeno i costi della trasferta – per il team di John Booth – mentre la verde Caterham è in amministrazione controllata.

    I costi astronomici, questo il punto cruciale. Come risolvere il problema? La terza macchina diverrà realtà dal prossimo anno, è cosa pressoché certa, tuttavia, le modalità sono diverse da quelle che si prospettavano nelle scorse settimane. Una terza Ferrari o Red Bull? Non proprio. Per seguire il LIVE delle qualifiche in diretta web, con aggiornamenti costanti, tempi e classfiche, BASTA CLICCARE QUI!

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    Esiste una clausola nel Patto della Concordia che prevede l’obbligo di schierare almeno 20 monoposto in griglia, alla violazione del quale i team devono sobbarcarsi l’onere di riempire le piazzole rimaste scoperte. E’ Ecclestone a dettagliare le modalità della terza macchina: «I team fornirebbero una terza monoposto a qualcun altro, così, ad esempio, se dovesse sparire la Sauber, un’altra scuderia potrebbe stipulare un accordo con loro. Ferrari potrebbe dire: “vi diamo una macchina e tutto quel che è compreso, in cambio dovete dare spazio a questo sponsor, oltre ai vostri, così come vogliamo prendiate questo pilota”. Se la Red Bull decidesse di fornire una macchina alla Caterham, questo risolverebbe i loro problemi».

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    E’ pari pari il concetto delle vetture clienti. C’era il tempo in cui la scuderia nasceva prendendo l’inossidabile motore Ford Cosworth e intorno costruiva il telaio, adesso si va oltre, anche perché i tempi hanno dimostrato come non sia sufficiente avere un buon motore per essere competitivi, lottare per i punti, agguantare sponsorizzazioni e sopravvivere. Toto Wolff ha confermato la presenza di un meccanismo tale per cui gli altri team sono obbligati a sostenere il default delle scuderie minori. Qualora, infatti, l’evento dovesse svolgersi con meno di 16 monoposto, in quel caso gli organizzatori non sarebbero tenuti a pagare gli oltre 350 milioni di euro in tasse e obblighi con la Fom e a perderci sarebbero in primis proprio le scuderie.

    Ad Austin, Ecclestone ha dispensato Caterham e Marussia dalla partecipazione al gran premio degli USA e di quello in Brasile, tuttavia, non scatterà automaticamente la clausola della terza macchina poiché a ciascun team è data facoltà di non prender parte a massimo due gare per campionato. «Perderanno i soldi che avrebbero avuto dalla partecipazione a queste gare, ma non la loro posizione nel mondiale. Non so se la Marussia andrà in amministrazione controllata in futuro, sarebbe bene non accadesse», ha aggiunto.

    Per dare un’idea di quanto siano i costi di sviluppo della monoposto, l’acquisto dei motori e la costruzione del telaio, basti sapere che per la Marussia raggiungono il 42% del budget annuo. Personale in fabbrica e piloti rappresentano una minima parte, tanto più se si considera l’arrivo di drivers con la valigia, paganti.

    Fabiano Polimeni