GP USA F1 2015, anteprima: a Austin tra titolo e dubbi Ferrari

La Formula 1 fa tappa a Austin per il Gran premio degli USA. Hamilton cerca la matematica per il titolo, Vettel prova a conservare il secondo posto su Rosberg. I temi del week end.

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    Ci sono almeno due motivi validi per seguire il GP degli USA a Austin. Da un lato si aspetta il trionfo di Hamilton, al quale bastano 9 punti su Vettel per laurearsi campione del mondo, terza corona in carriera e seconda di fila; dall’altro c’è una Ferrari che è riuscita a scavalcare Rosberg nella piazza d’onore, Vettel immediato inseguitore sarebbe un risultato comunque importante da assicurarsi in questa stagione. Austin potrebbe essere, però, una sfida complicata per le Rosse, che porteranno un’evoluzione aerodinamica mentre tanti dubbi gravitano intorno al debutto del motore modificato nel blocco. Impiegarlo vorrebbe dire arretrare di molte posizioni in griglia e quella partita per il secondo posto nel mondiale piloti vedrebbe una momentanea parentesi di difficoltà. Seguite insieme a noi le qualifiche LIVE in diretta web del GP USA F1 2015 da Austin.

    I temi del week end

    E’ circuito esigente su più fronti,si richiede un’ottima aerodinamica, agilità nei cambi di direzione, anteriore preciso, ma al tempo stesso un’elevata velocità di punta e la prontezza nel misto lento che caratterizza la parte finale di Austin. Potrebbe pagare dazio specialmente nel primo settore la Ferrari, senza trascurare l’incognita meteo, presente sull’intero week end e pronta a rimescolare le carte nel caso dovesse piovere, magari a sprazzi, tra qualifiche e gara.

    In Renault faranno debuttare, finalmente, la loro power unit evoluta, resta però da valutare l’impiego da parte di Red Bull e Toro Rosso, per le medesime considerazioni che valgono per la Ferrari. In realtà, il Gran Premio degli USA potrebbe essere un buon palcoscenico per far bene, telaisticamente le doti delle quattro monoposto sono tali da guardare con fiducia a due segmenti di pista su tre. L’incognita è sul peso che avranno i 1000 metri di rettilineo tra curva 11 e curva 12.

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    Tra gli outsider da tenere d’occhio saranno anzitutto Williams e Force India, con un trend positivo confermato a Sochi e possibile da replicare negli States. Poi c’è la partita in casa, tra Hamilton e Rosberg. Nico lo scorso anno staccò una gran pole position, perdendo il confronto con il compagno di scuderia in gara. Non va dimenticato, tuttavia, come il pilota tedesco arrivi sì dal ritiro di Sochi, però aveva espresso una velocità per tutto il week end buona e convincente: saprà riproporsi sul Circuit of the Americas?

    Il giro di pista

    La caratteristica principale di Austin arriva appena partiti, dopo il via: una salita ripida, come nessun’altra nel mondiale. Si arriva in pieno e si stacca molto tardi, sfruttando proprio la pendenza. C’è tanto spazio per provare l’attacco, nonché traiettorie differenziate, che possono pagare in ingresso curva o in uscita, quando si richiama la trazione per tuffarsi in discesa e affrontare il segmento di curve più veloce. Cambi di direzione continui, ad alta velocità tra curva s e curva 6, per poi proseguire nei transitori, ma a velocità più basse. Anche questo tratto è ricco di variazioni altimetriche, seguito dalla discesa che porta al tornante di curva 11.

    Va interpretato bene, poiché l’uscita è cruciale: 1000 metri di rettilineo davanti, sui quali usare l’ala mobile e preparare l’attacco in staccata. Curva 12 è una secca destra, seguita da un richiamo a sinistra, con due punti di corda, in passato teatro di tentativi di risposta da parte di chi aveva subito il sorpasso.

    Si gira nel tratto più tortuoso di Austin tra curva 13 e 15, un lento tornante a sinistra da impostare con la macchina in piega. Uscita da trazione, si va in accelerazione su curva 16, lunghissima destra che sollecita le gomme in appoggio: è idealmente vicina al disegno di curva 8 dell’Istanbul Park e uscendo ci si trova curva 19, staccata decisa, una curva ad angolo retto, replicata su curva 20, ancora più chiusa però, dalla quale si esce vedendo in fondo nuovamente la salita di curva 1.