GP USA F1 2015, Austin. Hamilton fa festa: “Grazie alla mia famiglia”

Hamilton festeggia il terzo mondiale a Austin. Vince il GP degli USA grazie a un errore di Rosberg, che lo accusa per la manovra in partenza. Le parole dei piloti.

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    E’ un clima di festa, quello al termine del Gran Premio degli USA a Austin, nel box Mercedes. Festa per la doppietta, festa per il tris iridato di Hamilton. C’è un pilota che non festeggia e, anzi, è molto deluso e arrabbiato. E’ Nico Rosberg, che manifesta tutto il suo malcontento sul podio e anche prima, continuando in conferenza stampa. Non ha digerito la manovra rude di Hamilton in curva 1, appena partiti. Non si è limitato ad attaccare e passare, lo ha portato fuori pista e senza che ci fossero segni evidenti a giustificare la manovra: nessun bloccaggio. Nico poi ci ha messo del suo per perdere una gara che aveva saputo raddrizzare e si avviava a vincere meritatamente. Sbaglia uscendo da curva 12, passa dalla terza alla quarta e un eccesso di coppia al posteriore scompone la Mercedes, che esce di pista e lascia strada a Hamilton. «Nico è triste per il suo errore, quando correvo io non sarei stato contento per un errore come quello. Nico non è contento della manovra in curva 1 di Hamilton, poi ha fatto l’errore, sono cose che capitano», commenta Lauda.

    Le parole dei protagonisti

    «Sono molto contento, incredibile, perfetto. Lui quest’anno, come l’anno scorso, due titoli mondiali con Mercedes, tre personali. E’ il più veloce di tutti e quand’è in corsa, cerca sempre il modo di passare. Testa, fisico e aggressività: è tutto perfetto», aggiunge con la consueta sintesi che ti trasmette il messaggio con modi essenziali.

    Non nasconde l’emozione per il risultato, Hamilton. Via radio, dopo il traguardo, sul podio in seguito. Tre titoli come il suo idolo Senna. «Incredibile, anzitutto grazie per essere qui con noi. Devo ringraziare tutti per essere venuti qui ed essere stati con noi sotto la pioggia», dice rivolgendosi ai tifosi. «Non riesco a trovare le parole per esprimere quel che provo. Il team mi ha aiutato e sostenuto negli ultimi tre anni, con una macchina senza pecche, grazie a quanti sono a casa, la mia famiglia. Sono qua ricordando il primo campionato inglese, quando io e mio padre tornavamo a casa cantando “we are the champions”, devo tutto a mio padre, la mia famiglia, che mi hanno sostenuto e si sono sacrificati perché potessi essere qui. E’ importante il messaggio: mai mollare i propri sogni e desideri», dice.

    Poi passa ad analizzare la gara, «spesso ho pensato di aver perso la corsa, a un certo punto c’era Nico che era molto più veloce di me, ma in nessun momento ho pensato che non ce la potessi fare. Ho spinto e Nico ha guidato in maniera fantastica, ho un gran rispetto per lui».

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    Rispetto che, però, non ha visto Nico in pista. «Sono molto deluso, non so cosa sia accaduto, voi tutti siete stati fantastici, grazie a tutti. Sono molto deluso», ripete sul podio Rosberg, che non ha partecipato alla festa e ha rilanciato il cappellino del secondo classificato, lanciatogli a sua volta da Hamilton. Scena che spiega il clima tra i due, sotto lo squadro di un Paddy Lowe che fulminava Nico per il gesto.

    «Non so spiegare cosa sia accaduto, è qualcosa che analizzerò. E’ stato un momento molto duro, perdere la vittoria perché stavo andando molto bene. Sul primo sorpasso di Lewis in partenza è stato molto aggressivo, estremamente, ci siamo anche toccati, anzi mi ha toccato: non è stato positivo», ha commentato poi in conferenza stampa.