GP Valencia F1 2012: Marko grida al complotto; Vettel vittima del surriscaldamento

da , il

    Gp Valencia 2012, la gara

    AP/LaPresse

    Si alzano i toni della polemica dopo uno scintillante GP Valencia 2012. Ed è Helmut Marko a mostrare tutto il suo disappunto per la scelta della direzione gara di mandare in pista la Safety Car per rimuovere i detriti seminati lungo la pista dalla Toro Rosso di Vergne.

    Una manovra, quella di far uscire la vettura di sicurezza, deliberatamente pensata per dare un po’ di spettacolo a una gara fino a quel momento con i giochi per la vittoria chiusi. E’ la teoria del complotto contro la Red Bull quella sostenuta da Helmut Marko.

    «Vettel era troppo lontano in testa, così il gruppo è stato ricompattato semplicemente come fanno nelle gare americane», sono state le parole di Marko, che poi ha aggiunto come la safety car sia entrata per rimuovere i detriti ma anche «per spezzarci il collo».

    Delusione comprensibile in seno al team, con un dominio netto in condizioni di gara normali, ma alla luce dei problemi sofferti alla ripartenza, chi dice che non sarebbe avvenuto ugualmente il ritiro anche in assenza della safety car?

    A pensar male e voler sostenere le ragioni di Marko, vanno riviste le due gare di Gp2 corse nel week end, con la safety car che ha mescolato le carte e regalato spettacolo. Era proprio indispensabile neutralizzare la gara per rimuovere i detriti di gomma e carbonio sparsi da Vergne dopo il contatto con Kovalainen? Difficile trovare altre soluzioni, semmai Marko potrebbe prendersela proprio con Vergne, pilota in orbita Red Bull, per non essersi fermato quando ha visto andare in frantumi il retrotreno della Toro Rosso.

    Alternatore: surriscaldamento per Vettel, guasto per Grosjean

    Prima Vettel, poi Grosjean. In comune il motore Renault. Il guasto che ha costretto al ritiro i due piloti è lo stesso, imputabile all’alternatore che li ha lasciati a piedi a causa di un surriscaldamento. Se la tesi sostenuta da Marko sul complotto anti-Red Bull fosse anche vera, resta il fatto di una monoposto che si è ritirata per un guasto tecnico, slegato dal regime di safety car. Andranno indagate le cause che hanno portato al guasto, per capire se sono diretta conseguenza dell’andatura rallentata imposta durante la neutralizzazione, eventualità assai remota, oppure se l’alternatore avrebbe in ogni caso abbandonato Vettel anche senza la safety car in pista, come è accaduto a Grosjean mentre era in lotta con Alonso.

    La prime risposte fornite da Renault tracciano un quadro diverso per i due piloti. «L’alternatore di Sebastian si è surriscaldato e il motore si è spento, mentre per Romain si è trattato di un guasto che ha interrotto la corrente. Ovviamente investigheremo a fondo le ragioni portando i due motori in fabbrica a Viry per assicurarci che Red Bull e Lotus, insieme agli altri partner, non abbiano in futuro lo stesso problema», è stata la spiegazione fornita dal motorista francese.