Hamilton firma con la Mercedes! Perez passa alla McLaren, e Schumi?

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    hamilton pole position singapore f1 2012

    AP/LaPresse

    «Lewis Hamilton correrà per la Mercedes il prossimo anno». Adesso è ufficiale, addio alla McLaren per andare alla corte di Ross Brawn. Hamilton firma un triennale e avrà come compagno di squadra Nico Rosberg. Sono queste le prime notizie rese note dalla Mercedes.

    Più volte abbiamo sollevato dubbi sull’opportunità di un passaggio alla scuderia diretta da Ross Brawn, mai in grado di esprimere una monoposto competitiva in tre anni di rodaggio in Formula 1. Eppure, Hamilton avrebbe deciso di rischiare. Rischiare perché senza garanzie tecniche, rischiare perché la lotta per il titolo mondiale potrebbe diventare una chimera: è una scelta assimilabile a quella compiuta da Schumacher nel 1995 quando decise di abbandonare la Benetton Renault per andare in Ferrari.

    «Adesso è il momento di affrontare una nuova sfida e sono molto eccitato all’idea di iniziare un nuovo capitolo con la Mercedes. Insieme potremo crescere e affrontare la nuova sfida, credo di poter aiutare le frecce d’argento a cambiar direzione e puntare al vertice, agguantando le nostre ambizioni: vincere il titolo mondiale», le prime parole di Gino.

    Stravede per la nuova coppia Mercedes, Ross Brawn: «Credo che l’accoppiata Lewis-Nico sarà la più dinamica ed esaltante in griglia il prossimo anno, sono proiettato al futuro per quel che potremo ottenere insieme».

    Sedili di molte scuderie stravolti con la scelta “a sorpresa” dell’inglese. Perché se è vero che le voci sull’abbandono si rincorrevano da tempo, è altrettanto vero che sembrava si fosse trovato un accordo per la permanenza in McLaren, specialmente con le prestazioni espresse dal Gran Premio di Germania in avanti.

    Tre le squadre interessate dalla mossa di Hamilton: McLaren, Mercedes e Sauber. Un domino che rischia di regalare una stagione 2013 scoppiettante. Sergio Perez salterebbe sulla macchina di Gino, accanto a Button; Schumacher, costretto suo malgrado a cedere il sedile a Hamilton, andrebbe in Sauber se – come pare – la sua voglia di correre non si è ancora sopita. E guardando l’attuale campionato, Schumi sarebbe tra quelli che ci guadagnerebbero, ragionando sui valori tecnici messi in mostra dalla squadra diretta da Monisha Kaltenborn.

    Di più: che colpo mediatico sarebbe se nel 2014 – visto che Schumacher chiedeva un biennale alla Mercedes – in Formula 1 arrivasse nelle vesti di motorista la Volkswagen? Scenari futuri affascinanti.

    Sergio Perez firma con la McLaren

    E Perez? Che scenario se il prossimo anno in McLaren zittisse i commenti del presidente Montezemolo, per il quale non ha sufficiente esperienza per correre in Ferrari!

    Il messicano ha dichiarato: «Sono entusiasta di esser un pilota McLaren. Sono cresciuto con le storie e i trionfi di Senna per la McLaren e sono onorato che mi abbiano scelto come compagno di Button». Ricorda anche la Sauber che gli ha dato la chance di mettersi in mostra quest’anno, «Sono ugualmente grato a Peter Sauber e Martin Whitmarsh per avermi dato la possibilità di fare questo grande salto in avanti nella mia carriera».

    Non sono emersi dettagli sulla durata dell’accordo, con la McLaren che ha annunciato un contratto pluriennale.

    Martin Whitmarsh ha voluto ringraziare Hamilton, «ha scritto un capitolo enorme della sua carriera e della sua vita con noi. Era, e sempre sarà, un membro del nostro esclusivissimo club: quello dei campioni del mondo con la McLaren. Speriamo e crediamo che anche Sergio diventerà membro di quel club non troppo tardi».

    Cosa ha fatto scattare la scintilla tra Hamilton e la Mercedes? Una promessa. Rischiosa. Brawn ha garantito lo status di numero uno nel team, assicurando gli sforzi massimi della casa della stella a tre punte in ottica 2014, quando si correrà con motori V6 e un nuovo telaio: si parte dal foglio bianco e non sbaglieremo, può essere la sintesi.

    Ha scelto anche la strada di un ingaggio superiore, Hamilton, lasciando la squadra dell’esordio nel mondo dei motori. Sin da quando aveva 13 anni Lewis è stato seguito dalla McLaren, che lo ha fatto passare in Formula 1 nel 2007, coccolandolo sempre e assicurandogli parità di trattamento con qualunque compagno di squadra avuto. Nella decisione di passare in Mercedes, certo Lewis non ha dato ascolto alle ragioni del cuore: avrà fatto bene?

    Con Hamilton arriva anche Lauda alla Mercedes

    La voce circolava già da alcune settimane: se Lewis Hamilton fosse arrivato in Mercedes, Niki Lauda avrebbe avuto una sedia importante nell’organigramma del team tedesco. Sembrava quasi la ricompensa per una missione, quella di convincere l’inglese a firmare per Stoccarda. Non solo. Da quel che riporta Autosport, Lauda sarebbe stato il tramite tra Ecclestone e la scuderia tedesca per sanare le divergenze e arrivare alla firma del nuovo Patto della Concordia.

    Guardando com’è andata, era tutto vero. Lauda avrà un ruolo non esecutivo all’interno del consiglio d’amministrazione. Ross Brawn ha commentato la nuova organizzazione del team dicendo che «adesso c’è il potenziale per affrontare qualunque altro team in griglia. Il nostro compito è di tradurre questo potenziale in performance nella prossima stagione e in quelle a venire».

    Whitmarsh non ha rimpianti

    La McLaren ha fatto tutto quel che era possibile per soddisfare le richieste di Hamilton e la scelta dell’inglese è una scelta di vita. Sintetizzando è quanto confessa Martin Whitmarsh, dopo l’annuncio del passaggio del pilota inglese alla Mercedes. Non avranno fatto “un’offerta che non potrà rifiutare”, parafrasando quella del celebre film, ma ci sono andati vicino, quantomeno al limite delle possibilità McLaren.

    Il nodo del rinnovo sono stati i diritti d’immagine di Hamilton, impossibile concedere una gestione autonoma, all’entourage che cura gli interessi di Gino, la XIX Entertainment. A Sky Sports Whitmarsh ha dichiarato: «Se la domanda è: “Dai la colpa alla 19 (la società di gestione dell’immagine di Hamilton; ndr)”, allora la risposta è no. Lewis è un gran pilota ma ha dovuto fare una scelta sulla sua vita. Abbiamo parlato a lungo, discusso tanti dettagli e redatto molti contratti complessi, oltre a negoziare molti spazi liberi: era un’offerta commerciale molto buona quella che abbiamo fatto». Inizialmente ricordiamo le richieste di Hamilton per avere i trofei originali delle vittorie, poi, la storia dei diritti d’immagine da curare al di fuori degli obblighi di sponsorizzazione McLaren.

    Tutta la vicenda è stata incentrata sul lato economico, forse l’ultimo che un pilota di 27 anni con un solo mondiale all’attivo, vinto all’ultima curva, dovrebbe guardare per il suo avvenire sportivo.

    «Per firmare un contratto si deve essere in due e in definitiva non eravamo chiaramente d’accordo sui termini», ha concluso Whitmarsh.