Hamilton penalizzato: più ingenuo che scorretto

hamilton penalizzato dopo il gran premio del belgio

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    Quasi tutti sono concordi: è Kimi Raikkonen il vincitore morale del GP del Belgio. Tutti sono divisi, invece, nel giudicare il comportamento di Lewis Hamilton. Non entrando nella polemica, cerchiamo di vedere l’accaduto da un altro punto di vista.

    INGENUITA’. Il taglio di chicane c’è stato. Conseguentemente, anche un certo vantaggio rispetto a Raikkonen che la curva se l’è fatta tutta. E’ normale, quindi, che l’azione di Hamilton finisse sotto inchiesta. La penalizzazione ci può stare soprattutto alla luce di quanto visto nel successivo rettilineo del Kemmel che, invece, pare sia passato inosservato ai giudici. Il pilota McLaren, però, pur se scorretto ai fini del regolamento, ha mostrato casomai di essere tremendamente ingenuo. per almeno due motivi. 1. Intanto, se si fosse di nuovo accodato a Raikkonen, avrebbe potuto prendergli comunque la scia ed infilarlo alla Source. Se così non fosse, si dovrebbe ammettere che ha tratto vantaggio dal taglio della chicane e che quindi la penalità è giusta. 2. In secondo luogo, il finlandese era chiaramente in crisi con le sue gomme e Hamilton gli aveva già recuperato molto terreno. E’ vero che mancava un solo giro. Ma se Hamilton si sentiva davvero in stato di grazia come ha dichiarato a fine gara, doveva ragionare e rendersi conto che negli ultimi 7 km del GP avrebbe avuto altre mille occasioni per superare l’avversario

    ENNESIMO ERRORE. E qui che vogliamo arrivare. Sarà per la giovane età, sarà per l’innata indole ma Hamilton è ancora lontano anni luce dal suo idolo Senna. Benché in molti vedano l’anglocaraibico come l’erede del brasiliano, vuoi per il talento, vuoi per il team nel quale corre, descriverlo come campione assoluto è quantomeno prematuro. Le doti di guida non si discutono, ma siamo di nuovo qui a parlare, per l’ennesima volta, di un suo errore di valutazione. Errore di testa, non di piede. Tutto ciò al di là del giusto o dell’ingiusto, sia chiaro. Anche il solo fatto di mettersi nelle condizioni di essere investigato, infatti, dimostra che il ragazzo ha ancora qualcosa da imparare. E caspita! Se non avesse quel talento nella guida che spesso lo tira fuori dai pasticci nei quali riesce ad infilarsi, a quest’ora lo paragoneremo… a chi? A Takuma Sato?

    LA PROPOSTA. Per evitare ulteriori polemiche, perché non si torna all’antico? Va bene l’asfalto nelle vie di fuga. Ma nei punti dove si può tagliare tornerei a metterci un bel po’ di sabbia. Se il dibattito, stavolta, riguarda se e come Hamilton ha guadagnato o meno dal taglio della chicane, il problema a livello generale è un altro: il taglio di chicane equivale ad un errore di guida che, pertanto, deve portare chi lo compie ad accumulare un ritardo rispetto a chi lo precede o lo segue. Con le chicane moderne, invece, nonostante il pilota faccia un errore di guida, si ritrova nel peggiore dei casi nella stessa posizione di prima! Non vi sembra assurdo? E visto che è impossibile quantificare quanto si sia guadagnato con un taglio di pista e quanto si debba restituire, mettiamoci allora un po’ di sabbia. Ci penserà quella a rallentare chi va fuori o, perlomeno, a togliere dalla testa dei piloti l’idea che il circuito possa essere interpretato a proprio piacimento a seconda delle circostanze.