Heikki Kovalainen ha una paura matta di Lewis Hamilton? C’è da capirlo.

Heikki Kovalainen ha una paura matta di Lewis Hamilton? C'è da capirlo

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    Heikki Kovalainen ha una paura matta di Lewis Hamilton? C'è da capirlo.

    I piloti McLaren del presente e del futuro saranno Lewis Hamilton e Heikki Kovalainen. Il campione e lo scudiero non per gerarchie stabilite a tavolino ma per differenze di proporzioni, insomma, di manico…

    Non c’è da stupirsi, allora, che il giorno prima Lewis Hamilton faccia lo spavaldo e dichari “Sono io il leader indiscusso del team” e il giorno dopo Kovalainen, anziché fargli presente che le gerarchie non sono affatto stabilite e che semmai dovrà batterlo per diventare il numero uno in squadra, si limiti a dire “Spero che tra me e Lewis e tra me e la squadra ci sarà un buon rapporto. In particolare con Hamilton non voglio avere problemi. Lo conoscono un po’ perché siamo nello stesso ambiente da molto ma abbiamo parlato poche volte per il momento”

    “Spero che ci saranno delle belle sfide in pista - continua con circospezione il finlnadese – ma al di fuori mi auguro che si possano avere rapporti amichevoli e distesi. So che lui è fortissimo e che sarà il favorito per la prossima stagione. Io cercherò comunque di essere competitivo e dare il mio apporto alla squadra” “Il mio desiderio – arrivo al sodo Kovalainen – è quello di restare a lungo qui in McLaren perché è il team che ho sempre sognato da bambino. Qui so che potrà fare benissimo e farò di tutto affinché le cose vadano sempre al meglio”

    L’obiettivo di Kovalainen, quindi, sembra già fissato. L’idea di essere ridimensionato da Lewis Hamilton non lo spaventa. L’idea di non creare problemi, lavorare sodo e bene tanto da mettere stabilmente le radici in un glorioso team di F1 come la McLaren è il suo vero scopo. Uno status, quello di seconda guida, che solo nel team di Woking (refrattario agli ordini di scuderia) ha consentito a gente come Gerhard Berger ai tempi di Senna o David Coulthard più in là, di togliersi comunque delle soddisfazioni e di contribuire a vittorie di campionati costruttori, impreziosendo la carriera di successi personali che in altre squadre minori sarebbero stati dei miraggi.