Honda: Aoyama omaggia Kato

Il giapponese Hiroshi Aoyama ha deciso di omaggiare il connazionale e amico Daijiro Kato: il campione del mondo della classe 250 scenderà in pista nel prossimo mondiale MotoGP con il numero 7 (al posto del suo solito 4), la prima cifra dello numero 74 utilizzato da Kato e ritirato dalla Dorna in seguito alla morte del rider giapponese avvenuta nel 2003 in seguito all'incidente di Suzuka

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    Il giapponese Hiroshi Aoyama ha deciso di omaggiare il connazionale e amico Daijiro Kato: il campione del mondo della classe 250 scenderà in pista nel prossimo mondiale MotoGP con il numero 7 (al posto del suo solito 4), la prima cifra dello numero 74 utilizzato da Kato e ritirato dalla Dorna in seguito alla morte del rider giapponese avvenuta nel 2003 in seguito all’incidente di Suzuka.

    Il pilota della Interwetten Racing fino ad ora ha vestito il numero 4 (seconda cifra del 74 di Kato) che però in classe regina è occupato dall’italiano della Repsol Honda, Andrea Dovizioso.

    Il mio numero favorito è il 74 di Kato,” ha spiegato Hiroshi Aoyama, “Quest’anno ho utilizzato il 4, come parte del numero di Daijiro ma, dato che in MotoGP è occupato da Dovizioso, a partire da ora correrò con il 7, l’altra parte del numero di Kato.

    Hiroshi Aoyama sbarca in MotoGP forte del titolo iridato conquistato nell’ultimo Campionato del Mondo 250cc (dopo 5 stagioni nel quarto di litro) e ha deciso di continuare la tradizione – a metà tra scaramanzia e omaggio al connazionale e amico – di utilizzare un numero che fa parte del 74 di Daijiro Kato: nel 2010 la Honda messagli a disposizione dal Team Interwetten Racing correrà col numero 7.

    Aoyama a differenza degli altri rookies (Simoncelli avrà il 58, Bautista il 19 e Barbera il 40) non poteva infatti conservare il suo numero, il 4, perché già “occupato” da Andrea Dovizioso.

    Hiroshi ha dunque cambiato numero ma ha voluto continuare il suo personale tributo al connazionale, scegliendo di legarsi per i prossimi anni in classe regina al 7 lasciato libero da Chris Vermeulen.