La Honda ingaggia l’inventore delle Spice Girls

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    Honda F1

    Il suo nome è Simon Fuller, nella vita fa il curatore di immagine e fra i suoi tanti successi lavorativi c’è l’aver reso 5 scialbe ragazzine in delle dive mondiali della pop music: le Spice Girls. Cosa c’entra tutto questo con la Formula 1? C’entra, perché da questi giorni Fuller lavorerà per la Honda.

    La casa nipponica sta pensando in grande. Non paga dei progressi della macchina e delle incoraggianti prospettive dal punto di vista dei risultati, vuole anche lasciare il segno dal punto di vista dell’immagine.

    La McLaren Mercedes ha già mostrato, con il lavoro fatto per la nuova livrea, quanto sia importante l’aspetto esteriore. Alla Honda hanno fatto un ulteriore passo in avanti prendendo un curatore di immagine che avrà il compito di definire l’intera strategia comunicativa.

    Nick Fry, manager Honda, ha così commentato: «Vogliamo che i bambini crescano dicendo di voler diventare un pilota, al momento invece vogliono essere delle pop star o dei calciatori».

    Fuller avrà il compito di rendere ancora più popolare la Honda per cui è pagato e di conseguenza la Formula 1.

    Non a caso Ecclestone ha così commentato la notizia: «Sono felicissimo che la Honda Racing abbia stretto questa partnership. E’ esattamente la direzione che i team dovrebbero prendere per aumentare l’audience globale della F1».

    Sì, l’audience. Se qualcuno non avesse ancora capito cosa c’è dietro lo diciamo noi: dietro c’è il business, naturalmente.

    Lo scopo è quello di allargare il bacino di utenza. In questo modo gli sponsor pagheranno ancora di più per far apparire i loro marchi e contemporaneamente il mercato dei gadget e del merchandising potrebbe esprimere tutto il suo potenziale, al momento ancora inespresso poiché limitato alla sola nicchia degli appassionati.

    Questo fine sarà perseguito trasformando la Formula 1, già molto seguita e famosa, in uno sport popolare a 360°. Insomma, un evento al quale si possa interessare un pubblico vario ed eterogeneo.

    E, per fare ciò, dovrà necessariamente essere banalizzato il concetto di corsa per renderlo più appetibile anche ai non esperti.

    Ecclestone è d’accordo con questa strategia perché è stato lui li primo a trasformare la Formula 1 in un gigantesco spettacolo. Ma lui è un personaggio che se ne intende di corse. Per quanto sia controverso il suo operato, è comunque una vecchia volpe che ama questo sport.

    Lasciarne ora le sorti in mano a dei semplici curatori d’immagine che fanno tutto senza cuore e che conoscono solo l’odore dei soldi ma non quello della benzina, vuol dire compiere un passo in avanti. Ma nella direzione sbagliata!