Honeycomb, salvami tu!

Honeycomb, cos'è e come funziona? Ecco una piccola guida per meglio comprendere che cosìè l' honeycomb e come funziona dal punto di vista tecnico

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    “Tessuto” di derivazione aerospaziale, che cos’è e dove si usa?

    L’Honeycomb (HCS) è uno dei materiali con cui vengono di solito costruiti i paraschiena (il primo fu lanciato negli anni ’70 dalla Dainese) e ha una struttura a “nido d’ape” di solito collocata tra due fogli piani per formare un autentico “pannello a sandwich” (lo stesso concetto usato sugli aerei), che unisce un’ elevata resistenza a una grande leggerezza.

    Le strutture cellulari come l’honeycomb presentano bassa densità, elevata rigidezza e capacità di assorbire energia da impatto.

    E’ possibile visualizzare il comportamento di un materiale honeycomb a celle esagonali sottoposto ad una sollecitazione di compressione e di taglio nel piano disaccoppiate (quindi eseguite non contemporaneamente) in queste due figure:

    Strutture del genere (in lega di alluminio o in materiale composito) , come quella utilizzata all’interno dei paraschiena motociclistici, sono così composte:

    1) pannello

    2) adesivo

    3) parte centrale a nido d’ape

    Le strutture di questo tipo (di solito usate nella formula 1 dove si utilizzano ora materiali compositi in piu’ strati di tessuto e resina epossidica) sono perfette per altri usi, come spesso accade per i materiali ad alta tecnologia (come per esempio il Kevlar).

    A cosa serve la struttura honeycomb, anche detta alveolare?

    Di solito si legge “honeycomb shock absorber”: serve infatti ad assorbire meglio gli urti e a dissipare l’energia in varie direzioni, proprio come avviene, per esempio per le macchine durante gli incidenti. Si preferisce, infatti, distruggere la carrozzeria dell’auto e assorbire così l’urto, invece che farlo assorbire dal guidatore conservando la macchina il più possibile integra.

    Questo è un classico paraschiena Dainese che rispetta la norma EN 1621.2/2000 ( omologazione dei paraschiena).

    1° strato (esterno): lo shield (guscio esterno) è fatto in polipropilene

    2°strato: honeycomb shock-absorber.

    3° strato: supporto anatomico ventilato

    Una struttura così concepita garantisce un’ottima capacità di assorbire gli urti, limitando il peso della struttura stessa.

    La norma impone requisiti minimi di forza assorbita, pari a quelli che si hanno facendo cadere un peso di 5 kg sul paraschiena da un’altezza di un metro. Attraverso questa prova si ottengono i risultati riportati sul libretto allegato generalmente al prodotto acquistato, ma non tiene conto di tutti gli altri parametri connessi alla protezione della schiena. In realtà, infatti, le cadute sprigionano un’energia anche 15 volte superiore a quella misurata dalla norma e, con questi valori, la struttura honeycomb offre una migliore riduzione dell’impatto, assorbendolo e distribuendolo su una superficie maggiore, meglio ancora se in alluminio.