I 10 migliori soprannomi dei piloti di F1

La storia della Formula 1 è stata scritta da grandissimi piloti. Ecco i soprannomi più strani e particolari che sono stati affibiati ai piloti.

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    Britney, il Professore, Teflonso: sono tanti i soprannomi, più o meno noti, buffi e curiosi rimasti attaccati ai piloti di Formula 1 durante i decenni. Tutti, però, ci raccontano qualcosa sulle loro abilità, sul loro aspetto fisico o sulla loro tendenza a cacciarsi nei guai. Abbiamo cercato i soprannomi più curiosi che hanno fatto la storia della Formula 1. Sfogliate le pagine per leggere i nomignoli più strani e particolari che sono stati affibiati dalla stampa e dai tifosi di tutto il mondo ai piloti della classe regina. Girate la pagina per scoprire i dieci più memorabili e indimenticabili soprannomi dei piloti che hanno fatto la storia della Formula 1.

    10. Juan Manuel Fangio, il “Maestro”

    L’aspetto più interessante di questo soprannome del cinque volte campione del mondo, che dominò la Formula 1 degli anni ’50, fu che non era usato solo da tifosi e giornalisti, ma anche dai suoi piloti rivali. Questo a dimostrazione di quanto l’argentino fosse rispettato dai colleghi. Vi immaginate una cosa del genere oggi?

    9. Alain Prost, il “Professore”

    In un’era di consumi di gomme e carburante imprevedibili, il più bravo di tutti a gestire la strategia e preservare la vettura fino a fine gara era il francese. Il suo stile calcolatore, messo alla prova in innumerevoli lotte con Ayrton Senna, il mago delle qualifiche, gli valse dunque questo soprannome.

    8.Michael Schumacher, “Schummel-Schumi”

    Il pilota più vincente di sempre, adorato dal pubblico italiano, si attirò però anche molte critiche per le sue presunte irregolarità, specialmente a inizio carriera. Quando ancora correva alla Benetton, fu soprannominato “Schummel-Schumi”, dalla parola tedesca che significa barare. I tabloid della sua stessa nazione gli affibbiarono questo nomignolo nel 1994, quando fu accusato di usare un controllo di partenza proibito, fu squalificato a Silverstone e a Spa e cacciato per due gare e alla fine vinse il titolo dopo un incidente con Damon Hill.

    7. Fernando Alonso, “Teflonso”

    Come Schumi, anche Fernando Alonso è stato coinvolto in diversi scandali: la spy story della McLaren del 2007 e il crashgate della Renault del 2008. Il teflon, un materiale antiaderente usato nelle stoviglie, viene spesso usato per definire persone che finiscono al centro della bufera ma ne escono pulite (come il gangster John Gotti, il “teflon don”, negli anni ’80 assolto da una serie infinita di processi). Come Alonso: o, come lo definì il commentatore della BBC ed ex pilota Martin Brundle, “Teflonso”, appunto.

    6. Nigel Mansell, il “Leone”

    L’inglese si guadagnò la stima e il rispetto dei tifosi della Ferrari nel 1989 quando, in un anno di dominio della McLaren, colse ben due vittorie: la prima già al debutto in Brasile e la seconda in Ungheria, al termine di un’entusiasmante rimonta dal 12° posto in griglia. Abbastanza da valergli questo soprannome, rimastogli addosso anche oltre le due stagioni passate a Maranello.

    5. James Hunt, “Hunt the Shunt”

    Molti piloti si sono guadagnati il loro soprannome per la loro propensione agli incidenti. Dal nostro Andrea De Cesaris (detto “De Crasheris”) al giovane Jody Scheckter (“Fletcher”, dal nome di un uccellino nel libro “Il gabbiano Jonathan Livingstone”, che cerca di volare ma finisce sempre per terra). Ma l’esempio più noto è quello di James Hunt, che fu soprannominato “Hunt the Shunt”, ovvero “Hunt lo schianto”.

    4. Jose Froilan Gonzalez, il “toro delle Pampas”

    Un soprannome più adatto a un wrestler quello del primo ferrarista a vincere un Gran Premio. Simile a quelli del “gorilla di Monza” (Vittorio Brambilla) o del “rapinatore dell’Abruzzo” (Luigi Fagioli). Ma certamente più carino dell’altro soprannome affibbiatogli: il “cabezon“, dalla sua testa enorme.

    3. Niki Lauda, il “topo”

    Questo soprannome deriva più dall’aspetto fisico che dalla personalità del tre volte campione del mondo: per via del profilo della sua testa e dei suoi denti sporgenti. Con le sue vittorie a ripetizione, però, riuscì a guadagnarsi la promozione a “super topo” e poi a “il re dei topi”.

    2. Jack Brabham, “Black Jack”

    L’inglese era noto per la sua guida senza compromessi in pista. E, insieme alla sua personalità non molto cordiale (oltre che ai capelli neri, “black”), questo mix gli valse il soprannome di “Black Jack”.

    1. Nico Rosberg, “Britney”

    E arriviamo ad oggi, con Nico Rosberg che grazie ai suoi riccioli d’oro è stato soprannominato “Britney”, come la bionda cantante Spears, da Mark Webber quando i due furono compagni di squadra alla Williams. Un soprannome rimastogli attaccato anche in seguito: dopo il Gran Premio di Abu Dhabi 2010, Rosberg scoprì all’aeroporto del Dubai che qualche burlone gli aveva sostituito la foto del passaporto con quella di Britney Spears.

    MANUEL CASALI